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Osservazioni e ascolti

mercoledì 24 febbraio 2010

How suite it is

La sera che sono tornato a Milano, appena entrato in casa ho aperto la radio su Battiti proprio nel momento nel quale stava iniziando un'intervista a Manfred Eicher. Parlando delle ragioni per le quali nel 1984 decise di affiancare all'ECM la New Series, Eicher ha citato l'importanza di promuovere musica non necessariamente recente in fatto di composizione, ma che si presta a un'interpretazione in qualche modo nuova. Per chiarire cosa intendesse ha citato i volumi di sonate di Beethoven e di partite (che e' sinonimo di suite) di Bach eseguite al piano dal mio concittadino Andras Schiff.

Non finiro' mai di consigliare, anche a chi d'abitudine non frequenta territori classici, di avvicinarsi con disponibilita' alla musica da camera di Johann Sebastian Bach, come ho gia' fatto recentemente sia qui che a Prospettive Musicali. Le interpretazioni di Schiff , in particolare, sono di una leggerezza, di una trasparenza, di un dinamismo che le rendono straordinariamente fresche e moderne.

Le sei partite (originariamente scritte per clavicembalo) le trovate riunite in un doppio disco che segue un ordine tutto suo. Si inizia con la quinta, segue la terza, e si continua secondo uno svolgimento personale che grosso modo mi sembra seguire un percorso logico dall'andamento vivace e gioioso dei primi movimenti a quello intimista e notturno degli ultimi.

Al di la' di qualsiasi considerazione tecnica, quello che davvero trovo sconvolgente, e capita ogni volta che ascolto Bach, e' la naturalezza con la quale la sua musica ci accompagna verso uno stato di distacco dalle cose del mondo, che pero' le cose del mondo ce le fa osservare e comprendere con straordinaria chiarezza, come da una prospettiva elevatissima.

Ascoltare Bach e' come fare una bella passeggiata in montagna, circondati da aria fresca e pura. Passo dopo passo, ci liberiamo dagli affanni, e in quel silenzio ritroviamo, senza alcuno sforzo, noi stessi.

In un certo senso, la musica di Bach e l'Engadina sono solo manifestazioni diverse della stessa dolce sensazione di naturale armonia con tutte le cose.

6 Comments:

Anonymous artemisia said...

Vero quello che dici su Bach. Ascoltandolo si ritrova se stessi, ma se stessi migliori. Perchè, appunto, chi lo sa ascoltare torna in contatto con l'armonia interiore che ha perduto, da tanto o anche da poco. E io penso che questo succeda perchè Bach esprime l'armonia nascosta, sottesa a tutto l'essere, animato e non. Lo percepisco confusamente questo, ma mi pare vero.
Andras Schiff l'ho sentito prima qui in Norvegia anni fa e poi lo scorso maggio a Vienna, al Musikverein, dove ha suonato per oltre tre ore filate, Schumann e Beethoven, una perfezione sovrumana, e sono certa che avrebbe potuto andare avanti con la stessa perfezione per altre tre ore, per sempre probabilmente. Perchè, lui, si divertiva.

giovedì, 25 febbraio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

Sono le "Suite francesi" o le "Suite inglesi"? Le prime le adoro. Le seconde un po' meno, forse soltanto perché le ho ascoltate di meno. Q.

venerdì, 26 febbraio, 2010

 
Anonymous artemisia said...

Bè, le francesi si fanno più adorare.
Sono semplicemente migliori.

venerdì, 26 febbraio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Arte -

Pure le sue esecuzioni di Beethoven (anche quelle su ECM New Series) sono di una bellezza che lascia senza fiato.

Sei riuscita nel cimento sovrumano di descrivere quello che sento quando ascolto Bach, quella ricomposizione degli opposti che fa ritrovare se stessi con una naturalezza impossibile da definire.

Medicina per l'anima, che ci rinnova ogni volta che ci affidiamo ad essa.

Qohelet -

Sono le suite tedesche, le ultime che ha scritto, piu' complesse e libere, ma non meno belle.

Peraltro le suite inglesi non le ho ancora nella mia collezione bachiana (in fase espansiva). Qualcuno mi sa consigliare un'esecuzione/ edizione che posso cercare?

venerdì, 26 febbraio, 2010

 
Anonymous Anonimo said...

Qualche anno fa avevo comprato un cofanetto proprio di Andras Schiff (in offerta perché risalente agli anni '80) che conteneva suite francesi/inglesi, concerto italiano, le goldberg e tante altre cose (forse anche le sei partite di cui sopra). Q.

venerdì, 26 febbraio, 2010

 
Blogger Fabio said...

Trovato in rete. Dev'essere il cofanetto Decca di 12 dischi.

A £108.99 mi sembra davvero un affare, considerando che si tratta di musica che curera' l'anima per tutta la vita.

Adesso procedo.

Grazie per il suggerimento.

venerdì, 26 febbraio, 2010

 

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