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domenica 27 dicembre 2009

Prospettive Musicali del 27 Dicembre 2009

1) BAUHAUS Dark entries (da Dark entries, Axis, 1980, rist. in In the flat field, 4AD 1988)

2) RAINCOATS Fairytale in the supermarket (da The Raincoats, Rough Trade 1979, rist. We Three 2009)

3) ROBERT WYATT Opium war (da Radio experiment Rome, February 1981, RAI Trade 2009)

4) EDWARD WILLIAMS First fossils - blue greens - ciliates (da Life on Earth, private press 1979, rist. Trunk 2009)

5) MATTHEW HALSALL Colour yes (da Colour yes, Gondwana 2009)

6) HOPKINSON SMITH Suite pour la luth BWV 995 I. Prelude (da Johann Sebastian Bach l'oeuvre de luth, Naive 1982, rist. 2009)

7) ERMA FRANKLIN Don't catch the dog's bone (da Big boss man, Shout! 1967, rist. in Piece of her heart, Shout! 2009)

8) ELDER BECK Rock and roll sermon (da VV. AA. Fire in my bones raw rare + otherwordly African-American gospel [1944 - 2007], Tompkins Square 2009)

9) BROTHER & SISTER WB GRATE Power is in the heart of man (da Power is in the heart of man, Port City ca. 1967, rist. in VV. AA. Fire in my bones raw rare + otherwordly African-American gospel [1944 - 2007], Tompkins Square 2009).

Ascolta.

3 Comments:

Anonymous Anonimo said...

solo tu potevi passare dai Bauhaus a Bach nel giro di mezz'ora (con il punk delle Raincoats in mezzo!) presentando una sequenza fluida e quasi naturale!
Ottima trasmissione, direi più riepilogativa che monografica, dato che fine anno è in genere tempo di bilanci (come da tuo post precedente).
ciao
Auro

lunedì, 28 dicembre, 2009

 
Anonymous massimo said...

in effetti guardando la tua lista e la mia, mi sento davvero l'uomo medio italiano
Ciao :)

lunedì, 28 dicembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Auro -

Beh, non solo io. Ho sentito cose simili a RAI Radio 3 e anche a BBC Radio 3 alla sera sono parecchio eclettici.

A me stupiscono i programmi e le radio che suonano sempre la stessa musica, e soprattutto i loro pazientissimi ascoltatori.

Massimo -

Non esagerare! Devo però ammettere che con tutto l'atteggiamento critico nei confronti dell'Inghilterra dal quale è nato il cambiamento di nome del blog, sarò per sempre grato a questi anni londinesi per avermi aperto orizzonti musicali che, credo, se a un certo punto non fossi partito, mi sarebbero sempre rimasti preclusi.

Questo soprattutto perchè l'Inghilterra è un paese musicalmente morto, che ti costringe a guardare oltre.

martedì, 29 dicembre, 2009

 

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