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lunedì 9 novembre 2009

Fire of love



Ennesima eccellente uscita marchiata Tompkins Square (etichetta newyorkese della quale ho fatto la conoscenza grazie all'ottimo James Blackshaw).

Questa volta si tratta di un'antologia, di considerevoli proporzioni (tre dischi, quasi quattro ore, ottanta tracce), dedicata alla musica religiosa afro-americana. Viaggio che mischia 78 giri, field recordings, vinili polverosi recuperati da qualche vecchia soffitta. Outsider art pure questa, in un certo senso.

Eccellente la sequenza dei brani, che copre un periodo di oltre sessant'anni ma non cronologicamente, e salta continuamente tra blues, gospel corale, sermoni cantati, deliri di invasati, composte e rispettose preghiere cantate.

Inutile fare nomi: si tratta per lo piu' di sconosciuti reverendi e cori registrati in chiese di piccoli centri sperduti nella campagna americana, soprattutto negli stati rurali del Sud.

Raccolta che scalda il cuore e che ascoltero' spesso, ora che Natale si sta avvicinando, certo che mi consentira' di recuperare lo spirito religioso autentico della celebrazione.

Il Signore vi prenda per mano, e come si legge a caratteri cubitali rossi sulla sobria copertina, let not your heart be troubled.

23 Comments:

Anonymous ivan said...

mi sa che devi prenotare una visita dal Dr. J.L. Pierce...

:)

martedì, 10 novembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Che dall'Engadina celeste immagino stia sorridendo.

martedì, 10 novembre, 2009

 
Blogger Myriamba said...

Fabio, scusa..JL Pierce a Engadina????? ma va la.. la sua anima sta affogando in una pinta in qualche club randagio ..buon vecchio Mr.Pierce

martedì, 10 novembre, 2009

 
Anonymous Marco Reina said...

Chissa' davvero dove si trova la sua anima e se - dopo la vita in terra - ha trovato pace.
Un ricordo personale: quando Claudio (Sorge) ed io ci sedemmo ad un tavolo sgangherato in sua compagnia per intervistarlo in occasione del primo concerto italiano dei Gun Club, era evidente che Jeffrey non conduceva una vita improntata al principio della conservazione e cura di se'.
Volto gonfio, occhi indagatori, mai un sorriso, l'animo inquieto.
Fu Claudio a farlo scoppiare (finalmente!) in una fragorosa risata quando gli disse - provocatoriamente - che per lui il jazz era musica che "non andava ne' di qui ne' di la'".
Jeffrey aveva appena terminato di dirci che lui non ascoltava rock ma jazz e Claudio volle ribaltare il canone del giornalista/fan ossequioso e accondiscendente.
Jeffrey scoppio' instantaneamente in una risata solare, che scaldo' l'atmosfera plumbea dell'incontro. Claudio ed io ci guardammo negli occhi distesi, toccandoci fugacemente e di nascosto le gambe sotto il tavolo in segno di approvazione.
L'ultima risposta del nostro gelo' di nuovo il sangue a tutti e chiuse l'incontro.
"Cosa vorresti dire ai tuoi fan italiani che sono qui stasera?" - "Che ci tirino sul palco tutta la "roba" e le pillole che hanno".

mercoledì, 11 novembre, 2009

 
Anonymous Anonimo said...

bello (brutto...) aneddoto sul personaggio. Resta un dubbio? Se si fossse parlato di grindcore, come avrebbe reagito Sorge?

O non era ancora il periodo in cui perse la trebisonda?

cheers

J "las Vegas Story" C

mercoledì, 11 novembre, 2009

 
Anonymous Marco Reina said...

Non era ancora - fortunatamente - quel periodo (nerissimo!) cui fai cenno.
Le nostre strade si divisero ben prima di allora; Claudio ed io ci siamo frequentati dal 1977 (l'anno in cui vinse un concorso che dava diritto ad uno stage da Fiorucci e si recava in azienda con giubbotto di pelle nera e badge over-size degli MC5) alla meta' degli anni ottanta circa.

giovedì, 12 novembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Myriam -

Quando moriamo andiamo tutti in Engadina. E' l'unica certezza che ho.

Marco -

E ricordo che Claudio e Laura un giorno a Pavia mi diedero il tuo numero di telefono invitandomi a contattarti.

Io allora non lo feci, ma tu e io ci conoscemmo comunque, un buon dieci anni dopo, per vie completamente diverse, e oggi ci vediamo quasi tutti i giorni. Strane le strade della vita (e comunque avrei dovuto seguire il consiglio di Claudio).

Di Claudio, il tuo racconto sottolinea l'onesta' intellettuale e la franchezza.

Non lo leggo da molti anni, ma quando avevo 15 primavere o giu' di li' ebbe un'immensa influenza sui miei ascolti. Lo osservavo in negozio, vedevo cosa comprava e compravo le stesse cose.

Poi certo cambio' gusti, ma secondo me fu una scelta "genuina", non mossa da intenti commerciali.

Spero di rivederlo un giorno.

JC -

Ricordi i dischi di Deicide e Morbid Angel che ti fecero strabuzzare gli occhi quando rovistavi nella mia scollezione di vinili? Appartengono a quel periodo...

Dei Morbid Angel avevo pure una maglietta (credo di averla ancora, il giorno che ci rivediamo la metto, promesso, cosi' ci riconosciamo, altro che dischi di Nick Cave :)

giovedì, 12 novembre, 2009

 
Anonymous Anonimo said...

Fabio, GIURO che li avevo rimossi quei dischi. Ti presi forse un pò per il c**o al riguardo? Ero del resto giovane, ma sono rimasto quella superba carognetta punk intellettuale di sempre. Del tipo che gira in auto di notte ascoltando Metal Box a un volume da manicomio. O i Fall.

Ciò detto, i Morbid Angel non erano tra le peggio cose di allora. E, a dirla tutta, pur non capendo l'interesse Sorge-esco per il genere, la mossa mostra oggi tutta la sua coerenza: MC5--> punk --> neo psichedelia/new american roots --> grunge --> nuovo metal.

Ci può stare, a parte la deviazione verso la psichdelia anni '80, ma se poi uno pensa al garage, tutto quadra.

Al di là dello stato pietoso in cui Rumore versa dall'inizio del decennio, Sorge resta secondo me uno molto coerente. Come ve ne sono pochi nel giro dei journalisti italici.

JC

giovedì, 12 novembre, 2009

 
Anonymous Anonimo said...

dai vs. discorsi sembra che CS sia anche lui in Engadina e non per lo scudo fiscale,
ma secondo me si sta toccando le palle mentre ascolta MC5

Auro

giovedì, 12 novembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

JC -

Mi prendesti in giro, ma meno di quando vedesti un disco dei King's X e mentre cercavo di spiegare ti mettesti a canticchiare un pezzo di Bon Jovi (piu' eloquente di qualsiasi commento potessi esprimere a parole, indeed). Si era giovani, si era.

Auro -

Non credo che ci tenga a riprendere la discussione sul jazz con Jeffrey Lee troppo presto, in effetti.

giovedì, 12 novembre, 2009

 
Anonymous Anonimo said...

Era "Gretchen goes to Nebraska" ?
Avevo rimosso anch'esso; btw, che canzone cantai di Bon Jovi? Manco questo mi ricordo... cmq non sono mica cambiato più di tanto. Adesso certe cose le scrivo, oltre a farle. Non so se sia un bene, ma è così...

p.s. : a sanso di equivoci e a beneficio di tuti quelli che non sono l'ottimo Fabio, di roba imbarazzante in casa io non ne ho; per il semplice fatto che me ne sbarazzo, non che sono toccato dalla mano di dio ;D

JC

P.S: un topic mica male sarebbe "most embarassing records you owned" e "most embarassing records you still own"

giovedì, 12 novembre, 2009

 
Anonymous Marco Reina said...

Un altro (minuscolo, infinitesimo, irrilevante) aneddoto personale; quel badge (autentico dei seventies, over-size, lettering nero su fondo bianco) e' oggi parte della collezione Reina.
Gli venne donato dal primo proprietario come segno tangibile di "trasmissione del sapere" da un amico piu' grande (C.S. ha 10 anni piu' del sottoscritto) a un ragazzino che ascoltava il punk-rock pure lui (prima di conoscere Claudio) e che il destino volle fare incontrare.
Lo conservo con cura ed ogni volta che mi capita tra le mani sono preda di una terribile nostalgia.

giovedì, 12 novembre, 2009

 
Anonymous Anonimo said...

ci credo. Io ho una bacchetta iper-crepata di Doug Scharin raccolta dopo un concerto dei June of 44 (c'era pure Fabio, ça va sans dire) e una scaletta dei Bad Religion di mia moglie appiccicata sul frigo... ma spero di arrivare ai 50 con un pò più di memorabilia, se possibile...

JC

giovedì, 12 novembre, 2009

 
Anonymous Anonimo said...

ci credo. Io ho una bacchetta iper-crepata di Doug Scharin raccolta dopo un concerto dei June of 44 (c'era pure Fabio, ça va sans dire) e una scaletta dei Bad Religion di mia moglie appiccicata sul frigo... ma spero di arrivare ai 50 con un pò più di memorabilia, se possibile...

JC

giovedì, 12 novembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

JC -

Proprio quello, Gretchen goes to Nebraska. Che peraltro rovinai esattamente 20 anni fa, l'anno che feci il servizio civile. Mi ricorda persone e situazioni di quella strana, fantastica estate. E guarda, secondo me e' un disco di tutto rispetto, in ambito nu metal una delle cose migliori delle quali sono a conoscenza. Alcuni cori sono assolutamente CSNY/ Byrds (addirittura).

Il pezzo di Bon Jovi ricordo che parlava di highway, motociclette e figa, ma credo che tutti i pezzi di Bon Jovi parlino di highway, motociclette e figa.

L'outing sui pezzi piu' imbarazzanti della mia scollezione l'ho fatto qui sopra direi, ora tocca a voi...

Peraltro il concetto di imbarazzante cambia col tempo. 5 anni fa avrei considerato imbarazzanti Gary Numan e gli Stone Roses, che invece mi sono divertito a trasmettere a Prospettive Musicali recentemente.

Sulle scalette, Marco e io dopo ogni concerto ci divertiamo a guardare quelli che all'ultima nota salgono sul palco e portano via quello che per loro deve essere un prezioso cimelo. In genere si tratta di individui solitari e disperati (per i quali usiamo lo pseudonimo Wire Tapper, non ti sara' difficile capire il motivo).

Marco -

Avrei voluto essere presente quando Claudio ti regalo' la spilla degli MC5 e fotografare l'evento.

A me tutte le volte che andavo da lui regalava qualche disco della Electric Eye - dovendo liberare spazio in cantina immagino. A proposito, devo avere ancora numerose copie di dischi di Sick Rose, Boohoos, ecc., se a qualcuno interessassero.

giovedì, 12 novembre, 2009

 
Anonymous Anonimo said...

e chiamarli WIRE TUPPERWARE ?! ;D

in effetti quel disco dei King's lo trovi in ogni lista di 100 dischi hard rock che meritino...

"it's my life, it is now or never, I ain't gonna live forever...like ol' Frankie sang, I did it my way..."

JC

lunedì, 16 novembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Il loro regno indiscusso qui a Londra e' il Cafe Oto (dove peraltro, Sabato scorso al concerto di Josephine Foster, c'erano ragazze di conturbante bellezza).

Il testo che hai scritto ho dovuto inserirlo in Google perche' Buon Giovanni non e' tra i miei ascolti abituali, pero' gli va riconosciuta una certa saggezza, di quella che in termini convenzionali chiameremmo buon senso dell'uomo comune e che spesso noialtri dimentichiamo arrampicandoci a specchi che sanno renderci alquanto infelici.

lunedì, 16 novembre, 2009

 
Anonymous Anonimo said...

conturbante tipo Marissa Nadler (sbavata...) o tipo Josephine Foster (resta impassibile, ma le piace - musicalmente - assai)?

Ragazze belle in UK? Anbelivebòl, direbbero gli EMF...

JC

lunedì, 16 novembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Si' quel tipo. Ovviamente non inglesi. Francesi, nordiche. Negli ambienti che frequento io di inglesi ce ne sono pochi. O ci sono loro o ci sono io.

Peraltro ieri mi ha scritto il reverendo Max, il quale mi ha detto che viene a Londra almeno una volta al mese, ma non questo causa problemi di salute di Funny, il suo amato gatto, e che mi fa sapere quando sara' la prossima.

Ci devi essere. Devi.

Adesso, ticked the box, mi metto a cercare Kendra.

lunedì, 16 novembre, 2009

 
Anonymous Anonimo said...

il mio, di gatto, si chiama Oliver.
Magari metti che poi io e Prestia non andiamo d'accordo...

Aspeto un'altra vita, quando reincarnato gatto, finirò sotto le sue amabili cure.

JC

lunedì, 16 novembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Tra tutti e due mi state facendo venire voglia di prendere un gatto. Vivendo da solo non e' facile, ma se succede lo chiamo Max J. Cat.

lunedì, 16 novembre, 2009

 
Anonymous Anonimo said...

-heh, i felini danno molta più soddisfazione di quanto si creda: certo, non puoi farci passeggiate o farti ripostare bastoncini e cose simili, però costruiscono un rapporto che muta nel tempo, come gli umani. Con la diferenza, però, che sono molto meno falsi.

e ti dormono sul petto, scaldandoti

JC

martedì, 17 novembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Beh, per essere meno falsi en opportunisti degli uomini non ci vuole molto. Anche il lombrico ci supera, in tutta scioltezza.

Conoscendomi, so che saro' felice solo il giorno che aprendo la porta di casa trovero' un cane a farmi festa. La forma piu' pura e incompromissoria di amore esperibile sulla Terra, credo.

martedì, 17 novembre, 2009

 

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