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Osservazioni e ascolti

domenica 18 luglio 2010

(Battersea Park, Luglio 2010)

La redazione di Engadina Calling (nella foto) si prende una breve vacanza.

Appuntamento con Prospettive Musicali su Radio Popolare, domenica I agosto alle 22.35, per chi resta a Milano.

Engadina Calling riapre tra qualche giorno.

A tutti voi che avete la gentilezza di passare di qui almeno ogni tanto, un augurio di buone vacanze: che possiate rilassarvi, divertirvi, leggere buoni libri, ascoltare buona musica, collezionare bei ricordi da portare con voi nell'inverno.

Prospettive Musicali del 18 luglio 2010

Arrivato in radio un po' prima, dopo uno di quei viaggi troppo italiani: treno strapieno, e pero' in quel casino disumano di corpi accaldati e bagagli oversize ho conosciuto una simpatica lettrice di Jonathan Coe, con la quale ho parlato di libri da Pavia fino a quando sono sceso dalla metro per prendere il 12, in piazza Duomo. Voi non avete nemmeno idea di come amo il fatto che qui in Italia si puo' sorridere agli sconosciuti e iniziare una bella conversazione. Provate a Londra.

E poi in radio ho rivisto Ira, che non incontravo da quando collaboravamo all'interno di Zoe, e anche questo è stato proprio un piacevole incontro.

E alle dieci e mezza sono entrato in studio e ho trasmesso:

1) NAT BIRCHALL
Open up the gates
da Guiding spirit
(Gondwana 2010)

2) DADAWAH
Seventy-two nations
da Peace and love
(Wild Flower 1974)

3) BOB MARLEY AND THE WAILERS
Concrete jungle
da Catch a fire: the unreleased original Jamaican versions
(Island 2002)

4) LLOYD MCNEILL QUARTET
Asha
da Asha
(Asha 1969)

5) NAT BIRCHALL
Higher regions
da Guiding spirit
(Gondwana 2010)

6) MARILYN CRISPELL/ DAVID ROTHENBERG
Tsering
da One dark night I left my silent home
(ECM 2010).

Ascolta.


Prospettive Musicali torna tra 7 giorni con le scelte di Alessandro Achilli.

venerdì 16 luglio 2010

[Milano, Giugno 2010]

Tornato a Milano, dopo un viaggio non esaltante, courtesy della approssimativa compagnia aerea Easyjet. Compagnia che sconsiglio vivamente: la combinazione tra standard di servizio lo cost e grossolanita' delle inservienti inglesi e' un'esperienza che ho trovato particolarmente sgradevole.

A chi e' rimasto in citta', do appuntamento questa domenica, alle 22.35, su Radio Popolare. Non ho ancora idea di cosa trasmettero' (ho almeno 10 puntate alternative in testa), ma sara' buona musica, o almeno mi impegnero' perche' sia cosi'.

giovedì 15 luglio 2010

[Angel tube station, Luglio 2010]

E va bene il campionamento di Ghost rider, e headphone connected to the iPhone connected to the Google connected to the government, e la cover in levare di It takes a muscle che ci ricordiamo da quando portavamo le braghette corte, e pure XXXO che ti rimane attaccata addosso per giorni, pero' tendo a concordare con Wire (a volte capita pure questo):

It all slides down very easily - but there isn't much of an aftertaste.

mercoledì 14 luglio 2010

Open road: the failed secret mission to Tibet (Tenzin Tsetan Choklay, 2009) e Seeds (Tenzin Dazel, 2009)

Come da tradizione, anche quest'anno a Londra il mese di Luglio e' dedicato al festival di cinema, cultura, poesia e attivismo che arrivano dalle montagne del Tibet.

Le proiezioni si distribuiscono per tutto il mese tra sale cinematografiche istituzionali (il Riverside, il Rich Mix, l'Istituto di Arti Contemporanee, il Ritzy...) e una serie di centri culturali e caffe', dal Poetry Cafe' di Covent Garden al Free Word Centre di Farrigdon.

Il programma l'avevo gia' postato qualche giorno fa, e comunque lo potete ritrovare qui.

Ieri sera sono stato al Rich Mix a vedere due corti che come vi avevo preannunciato mi interessavano particolarmente, entrambi girati nel 2008, durante le proteste che hanno accompagnato le Olimpiadi di Pechino.

Due pellicole diversissime, che pero' illustrano molto bene la condizione degli esuli tibetani in India. La prima (Open road) racconta, attraverso la cinepresa di uno dei partecipanti, una missione purtroppo fallita di un gruppo di monaci che cercava di tornare nel proprio monastero.

Non meno interessante la seconda pellicola, intitolata Seeds, e presentata tra i corti quest'anno al festival di Cannes. Usando un linguaggio cinematografico che mi ha molto ricordato il primo Jarmusch, Seeds racconta per frammenti impressionistici la vita quotidiana dei giovani tibetani in India. Assai lontani dai valori dei monaci, con in testa quali punti di riferimento l'America e il rock'n'roll.

Altro cinema, che, sono sicuro, piacerebbe molto ai frequentatori abituali di Engadina Calling.

Il festival prosegue fino a venerdi' 30, e le pellicole interessanti sono ancora molte.

lunedì 12 luglio 2010

Serpentine Gallery Pavilion 2010 progettato da Jean Nouvel, Kensington Gardens

For the design, Nouvel was thinking telephone kiosks, Routemaster buses and pillar boxes.

As well as the retractable awnings and 12-metre-high angled wall, Nouvel supplied red table tennis tables, draughts, chess, frisbees and kites.

- The Guardian del 6/ 7/ 2010.

Il Guardian dimentica di citare le comode amache rosse. Ci ho fatto colazione sia sabato che domenica, e succedera' anche molti altri fine settimana.

Fino al 17 ottobre.

[Shiny happy people #12: Colin. Sussex, Aprile 2010]





For the most part, all of the Ecstatic Peace Library titles promote peace in one way or another in every category on the list: Art, Design, Poetry, Photography, and Music.

Key word: local. Local businesses are crucial to what we are doing. Right now we are putting together a project in the Netherlands, and so we are talking to Dutch printers, because the book will be produced for a show in a Dutch gallery. It doesn't make sense to print that book in New York and ship it over there.

In fact, that would be the most irresponsible thing we could do to the planet.

- Thurston Moore, intervistato da Wire di Agosto 2010

[Shiny happy people #11: Marco. London School of Economics, Maggio 2010]





There's something wrong with a system that has people in Minneapolis drinking water bottled in Fiji, which has no public drinking system, and then leaving plastic in a Minnesota landfill. Good, clear, clean public water is almost a miracle - you can turn on your tap and great water comes out.

- RT Rybak intervistato da Monocle di Luglio/ Agosto 2010

Dino Saluzzi, El encuentro (ECM 2010)

Disco molto riuscito, inciso dal vivo durante il tour del 2009 (che arrivo' anche qui a Londra, al King's Place: una data che ricordo come molto emozionante), e pubblicato in occasione del settantacinquesimo compleanno del compositore argentino.

Ad accompagnare la fisarmonica di Saluzzi, troviamo la violoncellista Anja Lechner e la Metropole Orchestra.

Sono quattro lunghe e molto articolate composizioni, che mischiano la tradizione del tango argentino con la musica europea, colta e popolare.

L'apice del lavoro si raggiunge nella traccia finale, la cui aria principale ricorda un po' il celeberrimo adagietto della quinta sinfonia di Mahler, prima di diventare una sorta di silenzioso tango reso totalmente astratto e irriconoscibile.

[Airwaves (for Thomas Dolby). Kensington, Luglio 2010]





I'm confident we'll all rely far more on public transport in the future. We can't organise these huge developing cities if we don't build them around good public transport and pedestrian infrastructures to mobilise their inhabitants. Cars will not be the future - it sounds unreal, but there isn't enough space.

- Jan Gehl

[Green on red. Kensington, Luglio 2010]

domenica 11 luglio 2010





AIR, Art International Radio, is a non-profit Internet radio station, free online cultural archive, and media arts center. Producing over 500 new radio shows annually, AIR features a diverse range of programming from audio art to interviews and from music to spoken word and radio theater.

Trasmettono da Lower Manhattan. Li ascolto da qualche giorno piuttosto regolarmente. Qui trovate lo streaming. Adesso stanno trasmettendo le ristampe di Fela Kuti su Knitting Factory, come abbiamo fatto recentemente a Prospettive Musicali.

venerdì 9 luglio 2010





Qualche tempo fa, al termine dell'anno scolastico, la mia amica G. mi parlava di sua figlia, F., che fa la terza elementare, tutta contenta per la sua pagella. Tutti 9 e 10, solo un 8, in disegno... Pure 10 in condotta.

Sapendo che F. e' una bambina molto vivace e ciarliera, le ho chiesto come fosse possibile che sia uscita con 10 in condotta.

La spiegazione e' bellissima. G. ha detto che la maestra, se un bambino e' molto composto, educato, si comporta bene, ecc., gli ha dato come voto massimo 9. Il 10, l'eccellenza, lo ha riservato solo ai bambini, anche quelli un po' vivaci, che sono sempre disponibili ad aiutare gli altri, i compagni meno bravi di loro.

Pare che a un certo punto, a meta' dell'anno scolastico, la maestra abbia assegnato a F., come compagno di banco, un bambino problematico, A., di incontenibile vivacita' e non particolarmente brillante. E che F. se ne sia presa carico, dandogli continui consigli e aiuti. Al punto che A. in pochi mesi e' cambiato: si e' integrato nella classe, ha migliorato i propri voti e il proprio comportamento.

G. mi ha detto che F. era ogni giorno piu' felice nel vedere che A. arrivava a scuola con i compiti fatti, stava al suo posto, era piu' ordinato, seguiva quello che diceva la maestra. Ne parlava spesso arrivata a casa, prima ancora di parlare di se stessa.

Un 10 in condotta meritatissimo. Bravissima F., e brava la maestra che ha usato per la sua valutazione un criterio di solidarieta', volto a introdurre nella societa' del futuro valori di uguaglianza e aiuto ai componenti meno fortunati.




[Quando ha letto il post, G. ha mandato alla redazione di Engadina Calling una foto della pagella di F., qua sopra].





Se qualche giorno fa avete festeggiato il settantacinquesimo compleanno del Dalai Lama, allora vi potrebbe interessare questo festival.

Personalmente mi piacerebbe vedere soprattutto i due corti di martedi' sera, al Rich Mix di Bethnal Green (anche perche' il fine settimana e' il solito ingorgo di pic-nic e barbeque che prosegue da ormai almeno un mese, cioe' da quando il tempo e' finalmente cambiato. Dev'essere colpa del lungo e gelido inverno se quest'estate pic-nic e barbeque si susseguono a ritmo assai piu' serrato che negli anni scorsi, e comunque va benissimo cosi', non saro' certo io a lamentarmi).

E domani mattina ai Kensington Gardens aprono il suo padiglione.

giovedì 8 luglio 2010

Till Fellner/ Orchestre Symphonique de Montreal/ Kent Nagano, Ludwig van Beethoven piano concertos 4 & 5 (ECM New Series 2010)

Da quando, un anno fa, ho iniziato a lavorare da casa tre giorni alla settimana, e' cominciata la ricerca della ideale musica da tenere in sottofondo, che non disturbi la concentrazione.

Ci sono alla fine solo un paio di cose che riesco ad ascoltare per ore senza che mi stanchino ne' mi distraggano particolarmente: il catalogo ECM (un po' tutto) e la classica. Con preferenza per il repertorio barocco (soprattutto Bach e il mio amatissimo Biber) e per la musica sacra (di varie tradizioni: cristiana, islamica, sufi, indiana).

Sempre difficile scrivere di cio' che non si conosce bene, e nel caso della classica il timore reverenziale si moltiplica. E infatti ne scrivo soprattutto per chiedere consigli ai lettori di Engadina Calling, che ne sanno assai piu' di me, perche' mi diano indicazioni sui prossimi ascolti con i quali allietare le mie giornate lavorative, o almeno renderle sopportabili.

Io posso solo ricambiare, suggerendo l'ascolto dei cinque concerti per piano di Beethoven, che mi stanno tenendo compagnia in questi giorni. Soprattutto i movimenti centrali degli ultimi due, che trovo di immensa grazia. Mentre provo a orientarmi tra le trentadue sonate per piano (sentendomi molto Schroeder, mentre ascolto).

Musica di grande trasparenza, ma adesso torno a concentrarmi, che le mail arrivate mentre ho scritto questo post non sono poche e il lavoro da casa richiede una certa, tedesca, disciplina.





Dear Islington resident, as you may know, Islington is very soon to be the country's first 20mph borough.

La circolare trovata nella posta stamattina porta proprio una bella notizia. 20 miglia sono circa 30 chilometri. Un limite di 30 all'ora imposto alle macchine significa, per pedoni e ciclisti, strade piu' sicure, e per tutti aria piu' pulita e meno rumore. Sono felice di essere tra il 25% di residenti che ha votato, e tra i 2/ 3 che hanno votato a favore.

E stamattina, risfogliando Monocle di Luglio/ Agosto, ho trovato una bella dichiarazione di uno dei direttori del City Council di Copenhagen:

Copenhagen has shown how much of a role the bicycle can have in enhancing quality of life. It's a really simple way to change lives.





I believe that the very purpose of life is to be happy.

From the very core of our being, we desire contentment. In my own limited experience I have found that the more we care for the happiness of others, the greater is our own sense of well-being.

Cultivating a close, warmhearted feeling for others automatically puts the mind at ease. It helps remove whatever fears or insecurities we may have and gives us the strength to cope with any obstacles we encounter. It is the principal source of success in life. Since we are not solely material creatures, it is a mistake to place all our hopes for happiness on external development alone.

The key is to develop inner peace.

[The Dalai Lama, Head of the Dge-lugs-pa order of Tibetan Buddhists, 1989 Nobel Peace Prize]





Be kind whenever possible. It is always possible.

[The Dalai Lama, Head of the Dge-lugs-pa order of Tibetan Buddhists, 1989 Nobel Peace Prize]





[Shiny happy people # 10: Saskia il giorno del suo trentesimo compleanno. Sussex, Aprile 2010]





[Shiny happy people # 9: Gio'. Milano, Giugno 2009]

lunedì 5 luglio 2010

The same Deepwater as you

[Bloomsbury, Giugno 2010]

Oggi cercando tutt'altro, attraverso quei percorsi strani che seguiamo navigando in rete, mi sono imbattuto in un'intervista a Stone Gossard (quanti di voi si ricordano ancora questo disco? Io ricordo che il vinile aveva 2 facciate A ripetute, e mi ero convinto che fosse un errore....):

I really enjoy not getting in a car and running errands on bikes. I'm excited about it from a lot of different points of view. A lot of fun stuff happens when you go out on a bike compared to when you're in a car. You're more in the environment. It's enjoyable. Even when it's raining it's still fun.

You take different routes; you have different reasons for taking different routes. I've seen neighborhoods that I would have never driven through because I'm riding my bike, because I'm looking for side roads, looking for maybe more hills or less hills depending if I'm exercising or not. You see a lot more, and you get the flow of a city a lot more.

E' il momento di assaltare la Bastiglia del petrolio, si intitola un bell'articolo del professor Ulrich Beck della London School of Economics, tradotto anche su Repubblica di sabato scorso.

Stamattina S. mi ha invitato a passare qualche giorno nella sua bella casa di Bormio quando tornero' in Italia. Manca poco, e non vedo l'ora di infilarmi i miei scarponcini da montagna e partire. E al ritorno, passando da Tirano, potrei anche salire su quel trenino rosso e seguire il richiamo dal quale questo blog ha preso il titolo.

domenica 4 luglio 2010

Jah children must unite: your life is worth much more than gold

[Kensington, Luglio 2010]

A few minutes ago every tree was excited, bowing to the roaring storm, waving, swirling, tossing their branches in glorious enthusiasm like worship. But though to the outer ear these trees are now silent, their songs never cease.


John Muir, My first summer in Sierra.



Sono giorni bellissimi qui in Inghilterra, di sole ma freschi e ventilati. Trascorrono tra barbeque in qualche giardino di amici e pic-nic nei magnifici parchi di questa citta'.

Ieri I. ha fatto la marmellata di albicocche, deliziosa, e oggi ne ha distribuiti vasetti ai suoi amici.

Ascolto in loop classici di Marley, leggo, passeggio, mi guardo intorno, fotografo alberi, mi godo l'estate, domandandomi che senso abbia affannarsi quando i piaceri che ci riempiono la vita sono cosi' semplici.

Vi dispiace molto se mi prendo una piccola vacanza da Engadina Calling come la conoscete? Non nel senso di non scrivere per un po' (speravate...), ma di scrivere quello che mi passa per la testa, senza preoccuparmi di ancorarlo necessariamente a un disco, film, libro, mostra. E' da tanto che ci sto pensando.

Solo una piccola pausa estiva, signori giurati, poi prometto di riprendere a rigare diritto come prima.

venerdì 2 luglio 2010

Silent feet

[Soho, Giugno 2010]

E' stata una lunga settimana, piena di parole, e allora vi lascio con una foto e un po' di musica di quella che sfiora il silenzio senza disturbarlo.

Buon fine settimana.

I'm in a fistfight with the fog, baby/ step, ball-change, and a pirouette


Musica che mi ha dato immensa ispirazione in questa prima parte dell'anno. Da portare con noi nella sua seconda parte:

1) JOANNA NEWSOM
Have one on me
(Drag City)


2) CHICK COREA
Piano improvisations
(rist. ECM)

3) EDWARD LARRY GORDON
Celestial vibration
(rist. Universal Sound)


4) DADAWAH
Peace and love
(rist. Dug out)

5) EBERHARD WEBER COLOURS
Silent feet
(rist. ECM)
.

giovedì 1 luglio 2010

Rap and the city

Lo so che state pensando che sono impazzito, e che dopo questo post diserterete Engadina Calling per mesi, ma a me questo film e' piaciuto. Racconta la vita di quattro amiche appassionate di hip-hop che attraverso la comune passione musicale cercano una via di fuga dalla violenza della vita urbana a Sao Paulo.

Niente di rivoluzionario, va bene, ma l'incontro tra film musicale e realismo sociale mi pare in questo caso ben riuscito, con particolare enfasi sugli elementi di disagio della vita in una metropoli sudamericana(poverta', sessismo, violenza diffusa, traffico di droga).

Un direttore americano ne avrebbe ricavato una boiata, e invece questa giovane regista brasiliana (che dopo il film, timidissima, ha incontrato gli spettatori) ha saputo affrontare temi importanti con un tono leggero. Bisogna essere bravi.

Tornato a casa tutto entusiasta, sono andato a recuperare questa raccolta, che in estate si ascolta che e' un piacere.

Il film l'ho visto sabato sera al festival del cinema brasiliano che si tiene qui al Barbican. Questo dopo che venerdi' mi sono imperdonabilmente dimenticato che proiettavano Os desafinados, ispirato alla vita di Jobim e alla nascita della bossa nova.

Un po' tutti i film in programma in questi giorni esplorano il patrimonio melodico e ritmico brasiliano, da prospettive differenti. Orari e titoli delle proiezioni li potete leggere qui. Il festival si concludera' questo sabato con una pellicola che si preannuncia proprio imperdibile, Coracao vagabundo, documentario sulla musica e sull'esperienza umana di Caetano Veloso (che la stessa sera terra' un concerto nell'auditorium).

Lo scrivo qui, cosi' questa volta non mi dimentico.