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Osservazioni e ascolti

mercoledì 18 maggio 2011

Leszek Mozdzer, Impressions on Chopin (Naive, 1999)

Sono reduce da visita e commento a un blog che leggo da anni e che ha minacciato la chiusura.

In fondo, pensavo accingendomi a scrivere questo post, parlare delle interpretazioni di Chopin eseguite da Mozdzer e' la perfetta quadratura del cerchio: significa tenere aperto un blog assicurandosi contemporaneamente che non lo legga piu' nessuno.

Questo disco l'ho sentito una notte di qualche tempo fa trasmesso da BBC Radio 3 e mi ha letteralmente folgorato. Leszek Mozdzer e' un pianista polacco quarantenne, che si muove agilmente tra ensemble da camera e formazioni jazz (ha suonato con il decano del jazz polacco Tomasz Stanko, e internazionalmente con Lester Bowie, Joe Lovano, Archie Shepp).

In questo album, considerato il suo capolavoro, esegue una serie di improvvisazioni a partire dal repertorio di Frederic Chopin. Che viene stravolto, come se i notturni, le mazurke, gli studi del compositore polacco venissero suonati da Chick Corea (il riferimento direi piu' prossimo dello stile di Mozdzer) e Herbie Hancock.

A rendere ancora piu' interessante il disco sono le collaborazioni con un suonatore di tombak, percussione usata nella musica classica persiana, l'iraniano Madjid Khaladj.

Questo e' un frammento tratto da un programma della televisione polacca.

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21 Comments:

Blogger prospettive musicali said...

A proposito delle cose che teoricamente non interessano a nessuno o quasi, poco fa parlavo con alcuni amici delle scelte dei partecipanti a un programma Bbc: immagina una trasmissione radiofonica italiana in cui un comico, una speaker radiofonica e un romanziere discutono di tre brani musicali per loro significativi. Mi rendo conto che già questo non è facile: un'intera trasmissione in cui ci si scambiano opinioni sulla musica? E quando mai? Ma prova a immaginarla: quali brani sceglierebbero? Fossati, De André e Mannoia, se sono "impegnati" e "di sinistra"? Jovanotti, Nannini e Vasco Rossi?
Be', guarda (e ascolta, se vuoi) cos'hanno scelto quest'anno i tre protagonisti della prima puntata di "The Music Group" (Bbc Radio4):
http://www.bbc.co.uk/programmes/b010m9t0

mercoledì, 18 maggio, 2011

 
Blogger Fabio said...

Beh, scelte francamente fantastiche.

Stando qui ti rendi conto di come esistono due Inghilterre.

Quella maggioritaria, dei tabloid, del Grande Fratello, degli Oasis, del binge drinking, del calcio.

E una minoritaria, che trova espressione proprio in certi programmi di Radio 3 (che in questo preciso istante sta passando una traccia da Wee tam della Incredible String Band...) e Radio 4, nel British Film Institute, nella programmazione del Southbank e del Barbican.

Sono due Paesi, che si ignorano completamente. Uno rivoltante, l'altro magnifico. E in mezzo non c'e' nulla.

giovedì, 19 maggio, 2011

 
Anonymous arte said...

Vedi perchè continuo a leggerti? Chi li fa più questi post? Dove sentirei parlare di Leszek Mozdzer?

Interessante anche il commento di Prospettive Musicali. Ho esperienze simili alla televisione norvegese, impensabili in Italia. Ed è vero, e questo vale in tutta Europa: c'è una polarizzazione, per cui c'è sempre più un'elite "colta" che riesce a difendersi dalla barbarie e una massa sempre più sommersa dal trash e sempre più indifesa a riconoscerlo. Forse ancora, nell'oasi scandinava, sopravvivono bastioni di televisioni che offrono programmi di qualità anche all'utente medio, il che significa che ancora esiste una fascia di persone in grado di capirli. Esempio banale: al corrispondente di "Uno mattina" norvegese si esibisce Moddi, o Jan Garbarek. C'è ancora una qualche "terra di mezzo", forse.

giovedì, 19 maggio, 2011

 
Blogger prospettive musicali said...

Più che all'elite "colta" i partecipanti al programma che citavo paiono appartenere alla categoria "qualità anche all'utente medio", di cui dicevi: ammesso e non concesso che i romanzieri siano tutti membri dell'elite colta, di certo non sono considerati tali (neanche in Inghilterra o Norvegia, credo) i comici e le annunciatrici. Eppure le loro scelte musicali -- e forse ancor più il fatto che trascorrano mezz'ora a discuterne davanti a un microfono -- parlano chiaro...
Ciao
a

giovedì, 19 maggio, 2011

 
Blogger Fabio said...

Beh, fanno pero' parte di un'elite artistica rispetto agli office workers, per dire.

Stewart Lee e' uno dei patrons di Resonance FM, ad esempio. E tieni presente che gli stand-up comedians qui esprimono spesso una critica piuttosto radicale sia al potere che agli stili di vita dominanti.

Julie Berry e' una post-grad della Guildhall (la piu' prestigiosa scuola di arti drammatiche inglesi).

E David Nicholls prima di diventare scrittore era un attore teatrale.

Insomma non si tratta di persone comuni. I cui gusti, ti assicuro, non si allontanano molto dalla musica da pub: Oasis, Adele, Rihanna, ecc.

giovedì, 19 maggio, 2011

 
Blogger ALDEZABAL said...

e che dire poi del trash scambiato per arte?

scusate l'intrusione decisamente off-topic ma oggi sono troppo contento per la sberla assestata dai francesi a Von Trier che mi ripaga di anni di predicazione nel deserto.
una gioia, per quanto mi riguarda, anche superiore a quella procuratami dalla sberla milanese assestata a quelli là che di fatto sono trash come Von Trier, almeno a giudicare dalle loro dichiarazioni anche odierne.
ora attendo per gioire al massimo, insieme alla seconda sberla del ballottaggio, una doverosa Palma d'oro per il nuovo Kaurismaki!

attenzione poi alle scelte musicali, possono trarre in inganno, qualcuno ricorda gli inserti fra una scena e l'altra di "Breaking the waves"?

giovedì, 19 maggio, 2011

 
Blogger prospettive musicali said...

Le scelte musicali di Le onde del destino / Breaking the Waves (http://www.imdb.com/title/tt0115751/soundtrack) non hanno nulla di particolare (né in positivo né in negativo) per chi sia stato adolescente quando lo siamo stati io e Von Trier (io sono del '58 e vedo che lui ha due anni di più).
A me di suo era piaciuto soltanto The Kingdom, dove forse il trash era dichiarato.
Al di là di ciò, preferisco non vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso (anche se è un brutto proverbio), né per la vittoria di Kaurismaki né per quella di Pisapia, che ha sì oltre quarantamila voti di distacco dalla Moratti ma gli astenuti sono stati oltre trecentomila (di cui una parte leghisti, dicono gli analisti) e non sappiamo cosa potrebbe succedere se anche una minoranza di loro decidesse di votare al secondo turno...

giovedì, 19 maggio, 2011

 
Blogger Fabio said...

A me Von Trier e' piaciuto a fasi alterne fino a Dogville. Una volta visto The five obstructions ho pero' capito molte cose, tra le quali il fatto che si tratta di una persona con un senso dello humour decisamente macabro, malato. E ho cosi' smesso di seguirlo.

Pero' Breaking the waves ammetto che all'epoca della sua uscita l'avevo trovato originale. E sulla musica di quel film penso quello che ha scritto Alessandro.

Kaurismaki per me meriterebbe di vincere tutto, dal Nobel allo Zecchino d'Oro, passando per le Olimpiadi. Ogni suo film e' un capolavoro.

Pisapia dovrebbe farcela, ma la strategia che la destra sta usando mi pare di capire che sia quella di cercare di portare a votare proprio i leghisti astenuti al primo turno, agitando lo spettro (per loro) delle moschee, dei centri sociali e dei nomadi. Io credo che i milanesi non abboccheranno, e che la voglia di cambiamento prevarra'. I modi gentili ma fermi di Pisapia mi pare abbiano fatto breccia.

Dobbiamo vincere soprattutto perche' la vittoria di Pisapia aiuterebbe anche a livello nazionale la sinistra vera che piace a noi. Sarebbe una sconfitta dello sgangherato e senile duo Bersani - D'Alema, che mi auguro scompaiano presto dalle scene.

giovedì, 19 maggio, 2011

 
Anonymous arte said...

Fabio, so che sei vegetariano ma qui necessiti di una grata da barbecue decisamente potente, perchè la premiata ditta Aldezabal carni ha piazzato molta (troppa?) carne al fuoco...

Mi limito ad alcune bistecchine, pardon osservazioni:

A. fa una giusta precisazione, perchè il termine "elite colta" può essere fuorviante. Intendevo una fascia sociale in possesso di strumenti culturali tali da poter esprimere giudizi, professare gusti, formulare opinioni non totalmente corrispondenti al trash mainstream che ci servono gran parte dei media. Stiamo parlando dello stesso gruppo di persone, e soprattutto stiamo parlando del fatto che si possano fare programmi dove questo tipo di persona parla per mezz'ora di cose che interessano un'audience, che esista una tv che trasmette questo programma, ecc ecc.

Su von Trier dico che io ho amato alcuni dei suoi film, non tutti, e particolarmente Breaking The waves, che ho difeso a spada tratta contro quasi tutti per anni. Il "problema" nasce quando von Trier uomo, che è una persona con un evidente disagio psichico, si espone ad una conferenza stampa a Cannes e dice cazzate a ruota libera, sotto l'effetto di chissà cosa. Von Trier ha un umorismo malato e qualcuno dovrebbe proteggerlo da se stesso. Detto questo, il caso è mediaticamente "montato", e questo purtroppo serve sia al Festival che a Von Trier.

venerdì, 20 maggio, 2011

 
Blogger ALDEZABAL said...

in effetti le scelte musicali di BTW non sono molto dissimili da quelle dei DJ Boeri e Piasapia durante la famosa serata pre-elettorale in Centrale.
e in generale mi sento di dire che le affinità musicali si prestano a molte ambiguità e sono meno rappresentative delle varie "weltanscahaung".
da questo punto di vista trovo che il cinema sia molto più netto, forse perché composto da molti linguaggi differenti.
e poi vorrei dire che, almeno a giudicare dalle 3 sequenze che ho visto in trailer, è molto più politico (oltre che poetico, ovviamente) "Le Havre" o qualsiasi altro film di Kaurismaki di tutte le varie rappresentazioni della politica-spettacolo o della politica agonistica nostrana.
e qui va detto che da un lato è apprezzabile il percorso di Pisapia, che io percepisco vada nel senso della spoliazione o della sottrazione.
e che dall'altra mi accontento, nell'attesa di una vera trasformazione in senso culturale di cui non vedo molti segnali, della sberla (o del gol se preferite) assestata ai lugubri personaggi tanto simili a Von Trier nelle loro squallide pulsioni di morte mascherate da opinioni o slogan elettorali.

venerdì, 20 maggio, 2011

 
Blogger Fabio said...

Arte -

Quella fascia sociale (ti ricordi quando si parlava di "ceti medi riflessivi"?) e' alla fine quella dalla quale provengono molti di noi.

Qui in Inghilterra se ne sente terribilmente la mancanza. Da una parte ci sono i sudditi, che vanno a sventolare la bandierina al matrimonio dei reali e subito dopo a vomitare sul marciapiede davanti al pub.

E dall'altra ci sono gli abitanti di Highgate e Hampstead, frequentatori di Daunt Books e dei farmers markets, attenti alla vita culturale, a quello che mangiano e bevono, leggono, sentono e vedono.

Costoro sono assai piu' benestanti della nostra classe media e hanno frequentato in genere costose universita' e scuole d'arte.

Poi ci sono eccezioni, ma direi che sono poco rappresentative, marginali.

Aldezabal -

Si', sono decisamente lugubri questi personaggi.

Qui se non altro sarebbe impensabile vedere uno trascinato avanti e indietro dal figlio pluriripetente, rispondere da ventriloquo con tre parole biascicate a domande sul futuro di un Paese (futuro che non vedra', perche' pare tornato dall regno dei morti solo in occasione dell'intervista).

Parole alle quali il giorno dopo sui giornali si danno interpretazioni quasi da vaticinio, come gli antichi aruspici che traevano divinazioni dalle feci degli animali.

Io spero di potere tornare in Italia, prima o poi, senza doverne fuggire tutte le volte immalinconito dallo stato del mio Paese. La Milano di Pisapia e' una citta' dove mi piacerebbe tornare a vivere. Spero che il sogno si avveri.

venerdì, 20 maggio, 2011

 
Anonymous Anonimo said...

Sempre molto interessanti i tuoi post, caro Fabio. Fine pianista.


Moratti-Pisapia?


Io voto sicuramente per Kaurismaki.

Saluti.

venerdì, 20 maggio, 2011

 
Anonymous Elena said...

Che amore per le tue parole Fabio, se fossi una rivista ti terrei sottobraccio ogni giorno. E ti rileggerei spesso. Auguro a chi come ho letto, crede ancora nella politica, il cambiamento che tutti silenziosamente ci auguriamo, a prescindere dalle parti che in questa circostanza, vero, si paventano solo verso quell'uomo gentile e fermo, che sta facendo sognare anche quelli che da tempo si erano arresi alla diaspora come cura. Un abbraccio sincero

venerdì, 20 maggio, 2011

 
Blogger Fabio said...

Anonimo -

Grazie! Che ne dici di Pisapia Palma d'oro e Kaurismaki sindaco?

Elena -

Non so se hai visto i messaggi dall'al di la' mandati ieri a reti unificate da plastic man. Fanno tenerezza, nella loro puerilita'.

L'idea di popolo bue che esprime, neanche troppo implicitamente, questa forma unidirezionale di comunicazione la trovo agghiacciante.

Pisapia parla con le persone che lo ascoltano da pari a pari. Dialoga. Per questo, secondo me, alle persone intelligenti piace tanto.

Sono proprio due culture antitetiche: sottomissione verso partecipazione.

sabato, 21 maggio, 2011

 
Blogger prospettive musicali said...

Devo dire la verità: sono piuttosto preoccupato per l'esito del ballottaggio, perché Milano mi sembra ancora una città troppo merdosa.
La Moratti (o chi per lei) lo sa e non a caso ieri la città è stata tappezzata da manifesti che dicono: "Con la sinistra ecopass per tutti a 10 euro. Letizia invece lo ha abolito".
Al di là del fatto che l'ecopass (cioè il diritto per le auto di circolare nel centro cittadino inquinando a volontà dietro pagamento di una modica cifra) è stato deciso e introdotto dalla giunta Moratti e non dalla sinistra e al di là del fatto che non è "troppo" ma semmai "troppo poco" in una città completamente soffocata dal traffico (dall'inizio dell'anno a fine aprile ha superato per 67 giorni le soglie massime consentite di polveri sottili), non è affatto vero che la Moratti l'abbia abolito: nel suo programma elettorale parlava anzi di potenziarlo e adesso, dopo il risultato del primo turno, ha promesso che se vincerà l'abolirà per i residenti. Ma per il momento lei non l'ha affatto abolito, né ho trovato quella storia dei 10 euro nei programmi della sinistra.
Insomma, la solita panzana ma incentrata -- guarda caso -- su un punto che per i milanesi è più intoccabile della mamma e della squadra del cuore: la "libertà" di fare quel cazzo che vogliono, come e quando vogliono, con le le loro merdose automobili.
E di questo ho avuto una dimostrazione agghiacciante stasera.
Stavamo tornando a casa da un concerto (dove avevo avuto un altro esempio della cafonaggine come modalità privilegiata di interazione nella Milano odierna: ma di questo un'altra volta): io su una bicicletta e la mia compagna P su un'altra, con nostra figlia di otto anni sul seggiolino posteriore.
Eravamo quasi arrivati: superato un incrocio, facciamo per imboccare l'ultimo vialone ma ci accorgiamo che la "pista ciclabile" (minuscole strisce di asfalto su cui la Moratti ha fatto dipingere in campagna elettorale simboli della biciclettina per tratti mai superiori alla decina di metri) è interamente ostruita da una di quelle automobilone tipo 24 ore di Le Mans (scusate: non so neppure se esista ancora quella gara ma sull'automobilismo sono fermo a Michel Vaillant, episodio "Il fantasma di Le Mans").
P supera il mostro immobile dicendo qualcosa verso il finestrino aperto e io rincaro la dose con un "E' una pista ciclabile, testa di cazzo". Questo mi urla: "Vieni qui" e io, senza fermarmi, gli mostro il dito medio, da dietro.
Lui mette in moto rimanendo nella pista ciclabile: prima ci tampina con il motore su di giri e poi ci supera, fermandosi poco più avanti e urlandomi di nuovo: "Vieni qui" e incominciando ad aprire la portiera. Supero P e passo per primo accanto a lui ma per fortuna mi guardo bene dal fermarmi e anzi lo mando a cagare e mi allontano velocemente (non troppo giusto per non dargli l'impressione di una fuga).
Poco dopo lo sento rombare dietro di me e poi mi sfreccia accanto facendomi il pelo e sgomma via nella notte.
P mi raggiunge (bianca in volto) e cerca di dirmi qualcosa senza farsi sentire dalla bimba ma io non capisco.
A casa, una volta che la bimba è andata a letto, mi racconta che:
1) dopo che l'ho sorpassato mandandolo a cagare, il tizio sull'auto ha reingranato la marcia puntando dritto su di me ed evitandomi solamente all'ultimo momento (quando l'ho sentito "farmi il pelo");
2) quando le è passata accanto ha visto chiaramente che aveva una pistola...!
Ecco, questa è Milano oggi e per questo sono preoccupato per il ballottaggio.

domenica, 22 maggio, 2011

 
Anonymous arte said...

Povera bambina, oltretutto. Chissà che paura.

domenica, 22 maggio, 2011

 
Blogger prospettive musicali said...

Questo commento è stato eliminato dall'autore.

domenica, 22 maggio, 2011

 
Blogger prospettive musicali said...

Per fortuna la bimba era mezza addormentata: della pistola non si è accorta e neppure delle manovre intimidatorie del bolide. Ha solamente colto quando io e P facevamo notare al mafioso che era su una pista ciclabile e inoltre ha detto che il rombo del'auto e il modo di guidarla le ricordavano Crudelia De Mon.
Preciso che il tutto è avvenuto nel pieno centro della Milano più borghese.

domenica, 22 maggio, 2011

 
Blogger ALDEZABAL said...

ho la sensazione, purtroppo e per fortuna allo stesso tempo, che lo sgradevole episodio occorso al nostro prospettivemusicali non abbia poi grande relazione con l'esito del ballottaggio.
Milano resterà merdosa anche in caso di vittoria di Pisapia e certo sempre popolata di bulli, cafoni, mafiosi e mafiosetti vari.
e non credo proprio che la loro presenza possa più o meno inficiare il risultato elettorale.
il fatto è che Milano non è neppure più una città, almeno nel senso che gli si dà normalmente.
negli ultimi ormai 20 anni almeno, si è lentamente trasformata in un enorme luogo di lavoro con annessi spazi per lo svago e dormitorio.
un luogo al quale si accede da tutta Italia e da tutto il mondo solamente allo scopo di sfruttarne le potenzialità economiche.
un po' come si va a Venezia per vivere in una specie di scenografia teatrale a Milano tutti vengono per essere dentro a un film o uno sceneggiato televisivo di ambientazione contemporanea.
in questo spazio poi sopravvivono anche alcuni "cittadini", in parte proprio appartenenti a quella borghesia che ora pare sia riuscita a rialzare la testa e abbandonare il carro berlusconiano, che più o meno hanno interesse in cose come le piste ciclabili, la cultura, il verde, il traffico, l'ambiente per sé e i propri figli etc etc.
quello che mi pare sia successo è che questa parte di città sia riuscita "una tantum" ad aggregarsi anche politicamente e che probabilmente vincerà le elezioni a causa della divisione dell'altro fronte, come del resto è più o meno successo sempre.
anche se in questo caso qualcuno mi dice parecchi dei famosi "indecisi moderati" siano passati da un campo all'altro per saturazione e imbarazzo nei confronti delle varie ben note vicende giudiziario-sessuali (si fa per dire).
io questi sinceramente non li conosco e non so dire cosa succederà la settimana prossima, però una volta tanto sono più ottimista di altri.
il che non è un buon segno perché di solito non c'azzecco mai.

domenica, 22 maggio, 2011

 
Anonymous Tania said...

La descrizione che di Milano fa Aldezabal contiene molti dei motivi per i quali ho scelto di andarmene da quella città 8 anzi 9 anni fa...

Fabio, ho ascoltato questo frammento di Mozdzer...non posso dire che mi piaccia, qui lavora molto sull'improvvisazione ritmica e poi di tanto in tanto cita la fonte in modo letterale, operazione che non mi convince tanto all'ascolto. E' interessante il fatto che dalle sue improvvisazioni emergano dei moduli compositivi che mettono a nudo la natura popolare delle danze stilizzate da Chopin.

domenica, 22 maggio, 2011

 
Blogger Fabio said...

Caspita, che avventura Alessandro. Sono contento che si sia conclusa senza conseguenze.

Se devo essere sincero, a me queste uscite propagandistiche (aboliremo l'Ecopass, cancelleremo le multe) fanno l'effetto opposto a quello desiderato. Esattamente come "la sinistra aumentera' le tasse".

Io sinceramente me lo auguro che le tasse sui redditi di ricchi e padroni aumentino, e che di conseguenza, grazie a queste maggiori possibilita' di spesa, tutti possiamo godere di servizi pubblici piu' efficienti, di una scuola piu' moderna, di una sanita' con tempi di attesa contenuti.

Quindi se qualcuno proponesse di mettere l'Ecopass a 20 euro al giorno, le multe per divieto di sosta e eccesso di velocita' a 500 euro, una tassa sul patrimonio finanziario, sulle seconde e terze case, sulle macchine e in generale su tutto cio' che e' consumo privato, lo voterei subito.

Inoltre, mi piacerebbe che in una citta' come Milano tutte le maggiori religioni fossero rappresentate con i luoghi di culto adatti, e che nei confronti dei migranti si adottassero politiche di accoglienza e civilta'.

Insomma per me questa destra sta agitando non spauracchi, ma validissimi incentivi a votare dall'altra parte.

Nonostante faccia fatica a capire per quale ragione in Italia a decidere per tutti siano sempre gli indecisi (se sono indecisi, che stiano a casa e lascino decidere chi e' piu' informato di loro e si e' formato un'opinione), concordo con Aldezabal: mi pare che a lungo andare le intemperanze di certi figuri abbiano stancato anche questo elettorato passivo e incerto. E quindi tendo a pensare che i giochi siano fatti e che la destra abbia finalmente perso Milano. Dubito fortemente che gli elettori del Movimento 5 Stelle credano davvero che Moratti e Pisapia siano lo stesso. E confido anche in alcuni elettori del Terzo Polo, che mi sembrano pidiellini pentiti.

A me di Mozdzer piace proprio questa capacita' di improvvisare e poi ritornare a elementi compositivi riconoscibili, pero' posso anche capire che l'approccio possa suonare poco convincente, soprattutto per chi Chopin lo conosce molto piu' di quanto lo conosco io.

lunedì, 23 maggio, 2011

 

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