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Osservazioni e ascolti

venerdì 30 settembre 2011

Alireza Ghorbani & Dorsaf Hamdani, Rapture/ Ivresses (Accord Croises, 2010)

Adesso, davvero, tenetevi forte, perche' questo e' uno dei dischi che puo' letteralmente cambiare per sempre il vostro concetto di musica.

L'adattamento musicale delle poesie di Omar Khayyam (filosofo e poeta vissuto in Persia nell'undicesimo secolo) e' quanto di piu' prossimo all'estasi la musica abbia saputo generare, nella sua millenaria storia. Prima di ascoltare questo disco, non sospettavo nemmeno che una perdita di coscienza di questa intensita' fosse possibile, senza l'uso di sostanze stupefacenti.

Anche se e' vissuto dieci secoli fa, Omar Khayyam e' un nostro contemporaneo sostiene giustamente il grandissimo Alireza Ghorbani, massimo interprete vivente della tradizione musicale classica persiana (una rivelazione assoluta, una luce abbagliante, un dono). La raccolta delle poesie di Khayyam, Rubaiyat, sa tenere insieme spiritualita' orientale e filosofia epicurea, meditazione trascendentale e celebrazione dei piaceri terreni, gioia e malinconia per la finitezza delle nostre vite (non a caso e' lettura proibita dai mullah islamici).

La lettura di queste quartine e l'ascolto di queste musiche ci ammoniscono a cogliere l'attimo e a vivere con estrema consapevolezza. E contemporaneamente, a saperci annullare, nel fluire di tutte le cose: diventare parte del tutto, stemperando i nostri confini finiti in cio' che finitezza non ha.

Ad accompagnarci in questo percorso di ricerca e scoperta e' anche una voce femminile, quella della splendida cantante tunisina Dorsaf Hamdani, capace di tenere testa, per grazia, con la nostra adorata Amina Alaoui (che vi ho trasmesso varie volte recentemente a Prospettive Musicali).

Questa raccolta di lancinante bellezza esce per una eccellente etichetta francese, la Accord Croises, che ha in catalogo volumi di Ravi Shankar, Keyvan Chemirani, Hariprasad Chaurasia (che scoprii molti anni fa in un ashram nel Bihar: che piacere ogni volta che lo ritrovo sulla mia strada). E poi raccolte di musica devozionale palestinese, cinese, maliana, algerina. Roba da perdere la testa, completamente.

In rete ho trovato questo concerto/ lungometraggio. Perdetevi insieme a me nei suoni dell'oud, del tar, della darbouka, del bendir.

Buon ascolto, buona visione, buona estasi.

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mercoledì 28 settembre 2011

Delitiae Musicae, Gesualdo: Madrigali libro primo (Naxos, 2010)

Questa sera mi sono immerso nell'ascolto dei Madrigali di Gesualdo, un'esperienza emotiva di una forza straordinaria.

Carlo Gesualdo, principe di Venosa, fu il massimo cantore rinascimentale, probabilmente ancora oggi insuperato, dell'estasi e dell'agonia amorose, che espresse con una visionarieta' che lo rende sconcertantemente moderno.

E' infatti sono tanti i visionari moderni e contemporanei che ne hanno celebrato la grandezza, usando vari linguaggi espressivi, da Igor Stravinskij a Werner Herzog.

Come ha scritto recentemente la bravissima Anna Calvi, Gesualdo wrote music in the 16th century that was so progressive and extreme that no one attempted to recreate his style until the 20th century... It wasn't until centuries later that he was rediscovered, and his work is a huge inspiration to me.

E il grandissimo Manlio Sgalambro lo defini' contemporaneo della fine del mondo.

Il punto di partenza per fare la conoscenza di questo assoluto genio mi dicono sia questo primo libro di madrigali. Credetemi sulla parola, lascia senza fiato, travolge con una intensita' emotiva che mi e' impossibile descrivere.

Lasciatemelo affermare, ancora una volta: le musiche rinascimentale e barocca costituiscono patrimoni di una ricchezza emozionale che non ha pari nella storia.

Se come me provenite fino a qui quale tappa di un lungo viaggio (che per me inizio' con il punk, alla fine degli anni '70), non potete che rallegrarvi. E' valsa la pena di percorrere tutta questa strada, per scoprire questa stazione davvero fondamentale.

Questo potrebbe essere un frammento della biografia girata da Herzog (dico potrebbe perche' il titolo e' lo stesso, ma non ci sono credits).

E se avete ancora un cuore, questo madrigale vi commuovera' fino alle lacrime.

Quale viaggio meraviglioso e' quello nella musica, per chi non si relega all'interno di confini. Forse il piu' emozionante dei viaggi possibili in questa vita.

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martedì 27 settembre 2011

Nirvana, Nevermind deluxe edition (Geffen, 2011)


- Tocca a me? Vorrei un etto di gorgonzola.

- Ecco qua. Basta cosi'?

- No, mi dia anche 4 etti di crosta.

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venerdì 23 settembre 2011

Y'all ready?

"Y'all ready?" a correctional officer asks the five reporters chosen to witness the execution.

Davis is strapped to the gurney in the death chamber and a warden reads the execution order.

Davis lifts his head and uses his last words to protest his innocence to the relatives of the murdered police officer Mark MacPhail.

He asks his own family to "keep the faith" and asks God to have mercy on the souls of the medical staff about to put him to death.


(The Independent, 23 settembre 2011)

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giovedì 22 settembre 2011

REM, Murmur (IRS, 1983)

Murmur non l'ho mai comprato.

Anticipando di una ventina di anni il download illegale, durante le vacanze di Pasqua del 1983, a Parigi, entrai alla Fnac e ne uscii con tre dischi, senza pagarli. Uno era Murmur, gli altri due erano Blue Monday dei New Order e The lovecats dei Cure (declino ogni responsabilita' in caso qualcuno decidesse di scrivere nei commenti che la musica che usciva allora, ecc. ecc. Io mi limito a elencare fatti). Non saprei piu' ricostruire la dinamica del misfatto, ma ricordo la motivazione che mi diedi (una roba da brividi, a pensarci adesso): "Eddai Fabio, tra pochi giorni compi 18 anni e queste cose non le potrai piu' fare". Infatti non le feci piu'. Se dovessi scaricare un disco illegalmente adesso, credo che mi sveglierei di notte con la coscienza in rivolta, mi alzerei e riscaricherei il disco, pagandolo. Come si cambia, nella vita.

Adesso potrebbe partire una elegia da 4 pagine del gruppo di Athens, inclusiva del significato generazionale della band sul recupero creativo del passato, come lo chiamava Claudio Sorge. Peter Buck, che ho incontrato di persona una volta qui a Londra, credo si sbellicherebbe dalle risate. Verrebbe da pensare che per lui i REM non esistessero gia' da tempo: sembrava divertirsi molto di piu' a suonare la sua Rickenbacker per Robyn Hitchcock. Libero, finalmente.

Pero', guardate cos'ho trovato nell'archivio di Engadina Calling (dovete scorrere il post fino in fondo, e poi i piu' coraggiosi di voi si possono pure sciroppare 37 commenti, tutti in tema).

(37 commenti tutti in tema... Quanto eravamo bravi e disciplinati prima che la potenza democratica di Facebook devastasse tutto...).

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mercoledì 21 settembre 2011

Vieux Farka Toure', The secret (Six Degrees, 2011)


E' emozionante pensare a quanto profonde sono le radici di musica che suona cosi' nuova.

Vieux Farka Toure' e' uno dei figli del compianto Ali Farka Toure'. Questa e' la traccia che apre il suo nuovo lavoro, The secret, appena pubblicato da Six Degrees.

Semplicemente, insieme ai Tinariwen, Vieux Farka Toure' e' oggi la voce piu' interessante della nuova musica africana.

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sabato 17 settembre 2011

Andras Schiff, Robert Schumann Geistervariationen (ECM New Series, 2011)

Non e' la prima volta che qui in Engadina sentiamo insieme Andras Schiff. Del pianista ungherese parlammo infatti quando poco piu' di un anno fa pubblico' un volume di partite del nostro amatissimo Johann Sebastian Bach.

Torno a scriverne in occasione della pubblicazione di questo doppio disco di sonate per pianoforte scritte da Robert Schumann (anche di lui abbiamo parlato da poco, quando usci' l'esecuzione della fantasia Kreisleriana suonata da Alexander Lonquich).

Anche se si e' scelto di intitolare il disco come la serie di variazioni che conclude la fase creativa del compositore tedesco, scritte appena prima che la malattia mentale prendesse il sopravvento, i due volumi tracciano per intero lo sviluppo della scrittura schumanniana, a partire da un lavoro giovanile qual e' Papillons, di soave leggerezza (pur nella brevita' dei segmenti musicali che lo compongono).

Altri momenti altissimi di questi due dischi sono le interpretazioni delle celeberrime Kinderszenen, e della Fantasia in do maggiore, della quale sono riportati due finali alternativi.

Regaliamo al nostro autunno i colori delicati e meditativi del compositore romantico per eccellenza. Un'occasione per rallentare i nostri tempi e concederci momenti di contemplazione, all'interno di queste giornate che si stanno accorciando, e delle prime foglie che, qui a Londra, sono iniziate a cadere annunciando la fine dell'estate.

Un rappresentativo frammento dalle Geistervariationen lo potete ascoltare cliccando qui.

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giovedì 15 settembre 2011

Necks, Music for the feature film The boys (Wild Sound/ MDS, 1998)

La colonna sonora di The boys e' il sesto disco della discografia degli australiani Necks, e a mio parere uno dei loro migliori.

Nate per accompagnare questa drammatica storia, le sette tracce di questo disco, registrato durante la ormai dimenticata stagione del post-rock, galleggiano in un territorio indefinito, sospeso tra jazz da camera di impostazione europea, musiche ambientali, kraut-rock anni '70 e le ritmiche leggere e indolenti di quello che un tempo chiamavamo trip-hop.

Viene in mente soprattutto la Cinematic Orchestra, ma resa piu' drammatica e profonda, impegnata a disegnare architetture sonore adatte ad accompagnare una pellicola un po' thriller e un po' realismo sociale.

Lo svolgimento e' quello al quale i Necks ci avevano gia' abituati, e che si e' negli anni evoluto millimetricamente pur se costantemente: cerchi irregolari di suono, che si spostano nello spazio quasi impercettibilmente.

Il disco e' stato ristampato un paio di volte, l'ultima da Recommended nel 2004, e ho visto che si trova ancora abbastanza facilmente.

In rete ho trovato questo frammento, tra gli episodi piu' drammatici (il disco pero' contiene anche momenti decisamente piu' distesi).

A novembre avremo modo di ascoltare i Necks sia in Italia che qui, le date le trovate gia' nel loro sito (e il concerto e' la dimensione migliore per ascoltarli, specie se in piccole venues, silenziose, che permettono una reale immersione ipnagogica negli strati piu' profondi del loro misterioso suono).

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venerdì 9 settembre 2011

Tinariwen, Tassili (Wedge, 2011)


Il suono dei Tinariwen (dei quali abbiamo gia' parlato qui e qui e che ho fotografato qui) e' linea che unisce Africa e occidente: una linea di scambio, permeabile, che facilita il dialogo.

Tassili e' un disco raffinatissimo, pieno di dettagli, che emergono in tutta la loro magnificenza negli espisodi piu' essenziali. Sentite l'arabesco di chitarra acustica che apre Tameyawt, attraverso il quale passano il vento del deserto e mulinelli di sabbia.

Tassili lo hanno registrato all'aperto, nella luce abbagliante dell'Algeria, che si riflette fuori e dentro di noi quando ci mettiamo all'ascolto.

Tassili soddisfa il nostro bisogno di colori. E' intimista, crepuscolare, autunnale come solo il blues sa essere, infuso di un'energia calda e avvolgente.

Di Tassili cercate la versione doppia, perche' le quattro tracce addizionali aggiungono preziose tonalita' ritmiche e acustiche a questa affascinante traversata desertica.

Da Tassili sentite come la chitarra di Nels Cline dei Wilco galleggia con grazia sul blues in tempo dispari di questa Imidiwan ma tenam, aggiungendo profondita' e mistero.

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giovedì 8 settembre 2011

Antonio Tabucchi, Il tempo invecchia in fretta (Feltrinelli, 2009)

Le parve di essere quel bambino che all'improvviso si ritrovava con un palloncino floscio tra le mani, qualcuno glielo aveva rubato, ma no, il palloncino c'era ancora, gli avevano sottratto l'aria che c'era dentro.

Era dunque cosi', il tempo era l'aria che c'era dentro. Era dunque cosi', il tempo era aria e lei l'aveva lasciata esalare da un forellino minuscolo di cui non si era accorta?


Il viaggio di ieri da Milano, tra sciopero del personale dell'aereoporto e poi, arrivato finalmente a Londra, vandalismo (furto dei binari!) che ha costretto il Gatwick - Farringdon a una diversione interminabile, e' stato forse il piu' lungo da quando abito qui.

Ho trovato il tempo di leggermi per intero questi nove racconti dedicati da Tabucchi, ironia della sorte, al tempo: a questa fortuna che non possiamo accumulare, ma solo spendere.

Il racconto che ho preferito e' quello finale. Si intitola Controtempo ed e' la storia di un uomo d'affari che viene mandato a una conferenza, a Creta. Invece di andare alla conferenza, viaggia sull'isola, fino a quando vede un cartello che indica una localita' chiamata Monastiri.


Lo segui' come se fosse quello che aspettava finche' non vide un piccolo monastero con un tetto semidiroccato. Capi' di essere arrivato. Scese. La porta sgangherata di quelle rovine pendeva all'interno.

Penso' che ormai in quel luogo non c'era piu' nessuno, un alveare di api sotto il piccolo portico sembrava esserne l'unico guardiano. Scese e aspetto' come se avesse un appuntamento. Era quasi buio.

Sulla porta apparve un frate, era molto vecchio e si muoveva a fatica, aveva un aspetto da anacoreta, con i capelli incolti sulle spalle e una barba giallastra, cosa vuoi, gli chiese in greco. Conosci l'italiano?, gli chiese il viaggiatore.

Il vecchio fece un cenno di assenso con la testa. Un po', mormoro'. Sono venuto a darti il cambio, disse l'uomo.

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domenica 4 settembre 2011

Prospettive Musicali del 4 settembre 2011

Sonata Follia op. 5, no. 12: adagio
da Teatro Lirico
(ECM New Series, 2006)

2) HEDY WEST
The wife wrapt in wether's skin
da Ballads and songs from the Appalachians
(Fellside, 2011)

3) ALI FARKA TOURE' & TOUMANI DIABATE'
Naweye toro
da VV. AA. World lullabies
(Music Rough Guides/ World Music Network, 2011)

4) AMINA ALAOUI
Flor de nieve
da Arco iris
(ECM, 2011)

5) STEPHEN STUBBS
Balletto quarto: adaggio
da Teatro Lirico
(ECM New Series, 2006)

6) DUFAY COLLECTIVE
Istanpitta Ghaetta
da A dance in the garden of mirth
(Chandos, 1994)

7) SIXTEEN/ HARRY CHRISTOPHERS
Salve regina
da Palestrina - volume 1
(Coro, 2011)

8) CONCERTO CALEDONIA/ DAVID MCGUINNES
The foggy dew
da Revenge of the folksingers
(Delphian, 2011)

9) PINK FLOYD
One of these days
da Meddle
(Harvest, 1971)

10) STEPHEN STUBBS
Improvisation II
da Teatro Lirico
(ECM New Series, 2006).

Ascolta.

Prospettive Musicali, settimanale di altre musiche di Radio Popolare, va in onda tutte le domeniche alle 22.35 in FM 107.600 e sul web.

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giovedì 1 settembre 2011

Anteprima Prospettive Musicali

Questa domenica tocchera' ancora a me condurre Prospettive Musicali.

Ascolteremo un'altra ninna nanna, questa volta dal Mali, eseguita da Ali Farka Toure' e Toumani Diabate'. E poi un po' di musica italiana: un'istanpitta del quattordicesimo secolo, una Salve regina di Giovanni Pierluigi da Palestrina, una sonata di Arcangelo Corelli e un balletto di Maurizio Cazzati.

Prospettive Musicali, settimanale di altre musiche di Radio Popolare, va in onda tutte le domeniche alle 22.35 in FM 107.600 e sul web.



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