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Ambiente Uguaglianza Tempo

mercoledì 15 febbraio 2006

Ma quand'e' che finiscono le Olimpiadi?

Se guardate le Olimpiadi, probabilmente siete molto diversi da me. Io provo un fastidio massimo per tutto cio' che e' competitivo, per i primi, i piu' forti, i vincitori, i piu' veloci, gli intelligentoni, i super muscolosi, i super uomini e le super donne.

A me piace la collaborazione, questa parola cosi' fuori moda. Mi piace quando chi e' piu' bravo aiuta chi lo e' un po' meno, invece di aspirare alla medaglia, al podio, agli onori, alla ricchezza.

Campione e' chi sacrifica il suo tempo e le sue energie per dare una mano a chi ha bisogno, chi va laddove tutti fuggono, chi lotta per i ideali di giustizia e di pace.

Campioni sono Gino Strada, i Rainbow Warriors di Greenpeace, chi si batte per fermare lo scempio della TAV, i volontari animalisti, chi spinge la carrozzella di un disabile.

I campioni dello sport mi fanno ribrezzo.

31 Comments:

Blogger Byron said...

Anche lo sport è collaborazione. Di un altro genere sicuramente, ma non trovo le cose che citi tu paragonabili.

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Anonymous Anonimo said...

mah, anch'io non seguo lo sport (nè lo pratico, purtroppo) ma mi pare che vedere a quali livelli possano portare la determinazione, la preparazione, l'allenamento sia comunque una bella cosa.
poi certo al mondo ci son tanti problemi e si potrebbe magari criticare la grandiosità di queste manifestazioni che sembra sempre più inopportuna...
però dai! mi sembra un po' troppo rigido questo tuo ragionamento.
e davvero ieri leggendo dei due pattinatori io mi sono emozionata fino alle lacrime.

ciao

raffaella

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Anonymous Anonimo said...

ah!.... ho capito!
è iniziata la rubrica 'Dice lui' 'Dice lei'...
bello!

raf

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Irene -

Beh certo, anche Di Canio collabora con gli altri giocatori della sua squadra per dire, ma io continuo a preferire Gino Strada, e immagino anche tu. Come dici tu sono cose non paragonabili.

Raffaella -

La storia dei due pattinatori infatti fa piangere, perche' da sola rappresenta benissimo lo spirito di un popolo senza liberta' di scelta: ti sei fatta male? Beh chi se ne frega, continua anche con i legamenti del ginocchio a pezzi. C'e' da piangere, ma per il comportamento spietato dell'allenatore. Concordo pienamente con te quando parli dell'inopportunita' di manifestazioni planetarie di stravagante grandiosita', che a me sembrano un insulto al mare profondo del sottosviluppo e delle guerre.

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Blogger PiB said...

vedila come collaborazione di tutte le cellule del cropo del campione

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Anonymous Kit said...

Ragionamento molto rigido Fabio, sono d'accordo con Irene e Raffaella.
Ma se non le segui/le hai mai seguite le Olimpiadi come fai a giudicare?
Esibizione dei cinesi compresa, che non hai visto. Io non credo che la nazione da cui provengano abbia fatto tanto la differenza (vedi una storia simile alle ultime olimpiadi da parte di una ginnasta americana). Credo che dopo gli anni e anni di sacrifici per arrivare fino a un soffio dalla medaglia, stringere i denti sia una cosa che a mente fredda avrebbe scelto anche la fanciulla in questione.
Ma poi nessuno sa com'è andata davvero (illazioni giornalistiche a parte), e io resto della mia opinione romantica.

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Va bene va bene, gli atleti sono tutti buoni e non dopati, l'allenatore ha cercato di convincere la pattinatrice a ritirarsi, la Coca-Cola non sponsorizza i giochi, in Cina c'e' una matura democrazia e io una persona rigida. Evviva i McDonald's!

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Blogger Byron said...

A Di Canio, non preferisco Gino Strada; a Di Canio preferisco Paolo Maldini, o il buon vecchio Baggio.

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Non seguo il calcio quindi non mi permetto di giudicare (non vorrei venire zittito un'altra volta sul mio stesso blog).

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Anonymous Anonimo said...

zittito non mi pare,
si comunica, che è un po' il fine di un blog, credo. tu metti in rete tue considerazioni e chiedi di commentarle, ovvero di confrontarle con quelle di altre persone,
e questo si sta facendo...
poi la comunicazione fa nascere quasi sempre anche delle tensioni...ma proprio perchè smuove delle cose.
al contrario dell'isolamento.
non prendertela!
raf

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Anonymous claudia said...

.....penso che hai ragione nel dire che i veri campioni siano Gino Strada o quelli di Greenpeace e via così ma è pur vero che,a me, hanno insegnato a non generalizzare...per cui...ci saranno sicuramente campioni onesti e non dopati nello sport!
In realtà le Olimpiadi regalano emozioni anche a chi di snowboard o curling non ne capisce niente!
E' vero, la Coca Cola sponsorizza chi non dovrebbe,In cina c'è un regime del cazzo ma quando un tuo campione sale sul podio, sudato , stanco ed in lacrime, è pur sempre una soddisfazione.O no?
....nessuno ti zittisce sul tuo blog....esprimiamo solo le nostre opinioni...sei sempre tu il nostro"adorato" padrone di casa!
baci
claudia

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Anonymous Kit said...

Sono d'accordo con Claudia. Tu vuoi che si esprimano opinioni quassopra no? Non mi sembra il caso di paragonare cose diversissime tra loro come l'attivismo umanitario e lo sport (quello in cui non si fanno i miliardi come nel calcio, e alle olimpiadi invernali ce ne sono a bizzeffe di sport *minori* e senza sponsor global): che c'azzeccano?
E generalizzare dai Fabio, non è da te no? :-)

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Raffaella -

Non me la sono assolutamente presa, pero' "Ma se non le segui/le hai mai seguite le Olimpiadi come fai a giudicare?" io non lo chiamo instaurare una discussione, ma casomai chiuderla. Le Olimpiadi sono per me la celebrazione di valori competitivi estremi che non posso condividere, e mi sono permesso di dirlo, voi avete detto il contrario e va benissimo, ci mancherebbe. A London Calling si possono esprimere tutte le opinioni del mondo, e' solo che vorrei poterlo fare anch'io. [Poi Raffaella tu mi conosci, il massimo per me sarebbe se tutti, o quantomeno i lettori di London Calling, le Olimpiadi le sabotassero, non vedendole e boicottando tutti gli sponsor. Wishful thinking purtroppo].


Claudia -

Grazie per "adorato", non merito tanto! Io, per carattere, preferisco i perdenti sfortunati ai vincenti, ma anche qui si tratta di punti di vista. Quelli che ce l'hanno davvero messa tutta ma poi sono arrivati ultimi, quelli sarebbero i miei eroi sportivi se ne avessi.

Kit -

Io ho detto chi sono i miei campioni, tu chi sono i tuoi, se volessi fare l'originale direi "il mondo e' bello perche' e' vario". Non mi sembra che contrapporre concetti come competizione e collaborazione sia generalizzare, ma magari invece si'.

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Anonymous Kit said...

Ma dove ho detto che non approvo e non apprezzo le cose che citi te, ho detto solo che lo sport, specie quello minore, è bello e emozionante. Tutto qua.
E "Ma se non le segui/le hai mai seguite le Olimpiadi come fai a giudicare?" è la cosa che spontaneamente mi è venuta in mente leggendo il post: ti documenti magari coi giornali? Con internet? Ero solo molto stupita del giudizio su qualcosa che so che non segui per nulla, per quello che ne so io.
Ma ok, il mondo è bello perchè è vario, vero.

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Blogger Byron said...

Ma su Fabio, era una battuta, appunto per dire confrontiamo le cose con il confrontabile, non con altro che non centra molto. Donne, sono d'accordo con voi tutte e tre.

E poi consideriamo comunque un fattore che secondo me è molto importnate: lo sport da anche un senso di identità nazionale a certe nazioni che non avrebbero nemmeno quello. La Korea si presenta unita alle Olimpiadi invernali. A me non sembra risolvere il problema, certo, ma creare un'immagine e associarsi in un dialogo per un evento sportivo è un inizio no? O pensa a certi atleti Russi, Bulgari, Cechi, o giù di lì: attraverso il lavoro nello sport riescono a viaggiare, ad avere un'esperienza del mondo che lavando i piatti in un ristorantaccio a Londra, o facendosi un paiolo così in un ufficio a Brno non avrebbero mai.

Oltretutto diventano un'ispirazione per i giovani a aspirare a qualcosa, a lavorare sodo e a credere in sè stessi e nel proprio paese. Certo c'è anche una parte del discorso che è nazionalismo e che come tale può diventare pericoloso. Ma per me non è solo propaganda.

Per quanto mi riguarda, vedo lo stesso concetto applicato all'arte, alla musica, a qualsiasi cosa che permetta all'individuo o a un gruppo di allargare i proprio orizzonti ed affermarsi, anche creando ponti tra le diverse culture. Guarda un po' la guerra fredda è stata in parte risolta da una partita a scacchi, e la Prima Guerra Mondiale interrotta da una partita a calcio in No Man's Land.

Io ho speranza nel futuro contro la globalizzazione e le sponsorizzazioni e tutte queste cose che certo sono malvage e che non apprezzo, ma la mia speranza è anche riscaldata da eventi come le Olimpiadi in cui la competizione tra paesi è in un contesto comunque positivo, con incoraggiamento internazionale e solidarietà.

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Vedo che la rubrica "Tutti contro uno" (era "Dice lui dice lei" poi le lei si sono moltiplicate) continua.

Il post, come l'ho scritto stamattina, era una contrapposizione tra competizione e collaborazione. Io credo di vedere attorno a me troppa competizione e troppo poco spirito collaborativo. Tu hai scritto "altrove", e lo dimostri qui, che a te la competizione piace, che ti ispira. A me fa l'effetto opposto. Che la Korea si presenti unita alle Olimpiadi (per essere piu' forte immagino, per cosa se no?) non mi dice nulla, quando la Korea del Nord ha ammesso pochi mesi fa di avere sviluppato armamenti atomici. Gli atleti russi per quanto mi riguarda potrebbero anche farsi il paiolo in ufficio, come me lo faccio io. L'arte e la musica mi pare permettano di ampliare gli orizzonti piu' del lancio del giavellotto e del salto con l'asta. La Guerra Fredda e' stata risolta dal crollo di uno dei due schieramenti un po' piu' probabilmente rispetto alla partita a scacchi che dici. E infine non ho alcuna fiducia che in futuro globalizzazione e sponsorizzazioni lasceranno spontaneamente spazio a equita' e produzioni locali e indipendenti (soprattutto se non siamo noi a fare qualcosa magari, perche' no, partendo dal boicottaggio degli sponsor olimpici).

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Anonymous Garnant said...

Gli sponsor? Magari! ;) Purtroppo gli sponsor si concentrano sugli sport famosi, e chi pratica sport minori deve sostanzialmente autofinanziarsi. Per quanto mi riguarda ben vengano gli investimenti per gli sport minori, strutture fisse, interesse del pubblico. Poi io parlo da appassionata, quindi la mia opinione è certamente parziale. Ma parlo anche da attivista di Greenpeace, e non sono certa il mio manifestare in tuta bianca sia stato più "eroico" o del mio procurarmi vesciche con i pattini. Probabilmente ho imparato di più dalle vesciche, dai compagni di squadra e dagli alleantori crudeli, che da certi attivisti che sono lì più che altro per farsi vedere o per sentirsi chissà chi contro la multinazionale cattiva.
Ma capisco cosa intendi con "chi guarda le olimpiadi è una persona diversa da me". Avendo sempre fatto sport e seguito molte discipline non sono mai riuscita a capire cosa prova non è attratto dall'"eroismo" sportivo e anzi ne detesta l'aspetto competitivo, intendo dire non sono mai riuscita ad immedesimarmi in qualcuno così diverso da me.
Quanto alla storia dell'allenatore cinese tenderei a non drammatizzare. E' compito dell'allenatore forzare al massimo, compito dell'atleta rispondere, e c'è sempre un certo rapporto di equilibrio. Di certo se avesse pensato che Zhang Dan non era in grado fisicamente di finire l'esercizio non l'avrebbe obbligata, perché è un'atleta giovane con un futuro brillante, e un incidente serio e peggiorato da un esercizio inutile comprometterebbe la sua carriera. Poi si sa che questi atleti cinesi sono tremendamente motivati e iper-allenati, è la loro scuola, Zhang Dan di certo ha sofferto, di sua volontà, moltissimo in questi anni.

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

Fabio, non penso si possa si possa fare di tutta l'erba un fascio. Se proprio sei contro gli sponsors e quello che implicano, non dovresti: comprare i dischi delle multinazionali (che sono tutte direttamente coinvolte nella produzioni di armamenti), la pasta della Barilla, gli yougurt della Danone. E non dovresti piu' mangiare da Wagamama che schiavizza i suoi cuochi e camerieri pagandoli una miseria, non andare piu' al Royal Festival Hall, al Reading Festival. Per non parlare della Saatchi gallery. Come sai Saatchi e' legato al partito conservatore inglese e non è di certo uno sticco di santo. Per non parlare dell'elogio al consumismo di artisti come Tracy Emin che apprezzi comunque che non ha nessu problema a farsi sponsorizzare dalla Becks ( che fa parte di un'altra multinazionale nasty) Ed il cinema? No no..allora basta alle grandi casi distributrici.. basta pagare 10 gbp ai film da cassetta come "Olivier Twist"...Poi se siamo contro Coca Cola, Mc Donald...erhm..allora bisognerebbe cambiare altre cose...ma non ho voglia di fare polemica, come al solito.
Non penso che si possa essere assolutisti nel condannare le Olimpiadi..io rimango sempre stupita da quello che il corpo umano può raggiungere con la determinazione e l'allenamento e penso. Succedono anche storie straordinarie che alle olimpiadi.. come quell'atleta caduto che fu accompagnato al traguardo dal padre.. o il segno di protesta degli atleti neri americani saliti sul podio in sostegno alle "Black Panthers" . PEnso anche che il SudAfrica sia stato escluso per anni dalle olimpiadi a causa dell'Apartheid ..e se critici l'inclusione della Cina, devi anche criticare l'inclusione di paesi come l'America dove vige ancora la pena di morte ed e' un paese in guerra..e forse anche l'Italia dove non c'e' la liberta' di stampa.
Greenpeace e' lodevole,ma ci sono degli "impuri" anche li!

mercoledì, 15 febbraio, 2006

 
Anonymous Anonimo said...

Myriam ha scritto quello che avevo pensato anch'io, cioè che tante cose del nostro sistema di vita allora sarebbero da criticare e rientrano nel discorso che tu fai contro le olimpiadi.
ma non è un "tutte contro uno"! non vederla così.
è un po' il tono assolutista di questo tuo post che chiama commenti come quelli che si stanno facendo.
ci si sente un'acredine in qualche modo esagerata.

raff

giovedì, 16 febbraio, 2006

 
Anonymous claudia said...

...assolutamente d'accordo con gli ultimi post di myriamba e raffaella.
Però...dai....non prendertela!
Chiudiamo questa querelle.
claudia

giovedì, 16 febbraio, 2006

 
Anonymous Anonimo said...

non confondiamo sport, spettacolo e gioco, sono cose diverse.
Alcuni (non tutti) gli sport sono anche giochi, si fanno in squadra e bisogna collaborare. Per es. la pallavolo, gioco sportivo di squadra non violento per definizione, in cui qualsiasi contatto fisico con l’avversario è punito. C’è un’autorità super-partes che decide sia sugli errori tecnici che sulle scorrettezze dei giocatori, il pubblico in genere partecipa senza accoltellarsi a vicenda. Non ci vedo niente di male, anche quando è sponsorizzato e competitivo (però leale!).
Poi ci sono vari sport (tutti quelli individuali ed alcuni di quelli di squadra, es. le staffette o lo scherma) in cui conta solo la prestazione dell’individuo, che deve essere perfetto, più bravo degli altri, un superatleta. Il doping in questi casi aiuta molto. Spesso sono belli da vedere, in particolare quelli pseudo-artistici. Piacciono molto ai governi perché aiutano la costruzione della figura dell’eroe solitario che combatte per il proprio Paese e la propria Gente, (tipo Bravehart o analoghe pellicole).
C’è anche lo spettacolo, che a volte comprende anche i giochi e/o gli sport: le Olimpiadi moderne (che non sono quelle greche, per le quali si fermavano le guerre) sono principalmente spettacolo (a partire dall’inaugurazione), e come sempre fa lo spettacolo preleva ciò che gli serve, lo manipola e lo butta sullo schermo masticato e predigerito. Col ruttino dello sponsor, ovviamente.

Insomma, le olimpiadi sono solo una rappresentazione di solo una parte dello sport, in buona parte quella peggiore, e come molti spettacoli sono piacevoli agli occhi ed al cuore ma poco al cervello. Non pretendiamo che abbiano anche finalità socialmente utili.
Anche Mel Gibson è un bell’uomo e fa dei film generalmente vedibili, ma certo non è Ghandi.

(avviso ai lettori: io sono uno dei due italiani che non hanno visto nemmeno la finale dei mondiali di calcio, quella vinta dall’Italia tanti anni fa).

Auro

giovedì, 16 febbraio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Ma non e' vagamente consolatorio tutto questo? Lasciando perdere il fatto che alcune delle cose che dite mi capita anche di farle (il boicottaggio della Danone per dirne una) e che non ho mai criticato l'inclusione della Cina per se' (sono perfettamente con te sul discorso sull'America Myriam, figurati), mi domando: se "tante cose del nostro sistema di vita allora sarebbero da criticare", da dove cominciare? Ho solo paura che stiamo giustificando tutto perche' tanto e' tutto sbagliato (il che poi non e' neanche detto: per esempio Myriam cosa c'e' di male nella Royal Festival Hall?). Io credo ci sia una differenza tra andare al McDonald's (emblema della standardizzazione) e mangiare la pasta Barilla (simbolo di cucina italiana tradizionale). Sul discorso dell'"eroismo" come lo poni tu Garnant, come ho scritto altre volte mi sento vicino a Brecht. Comunque per precisare non me la prendo, stiamo discutendo e apprezzo sentire opinioni diverse dalla mia, mi fanno riflettere e vi ringrazio sinceramente di dedicare tempo a scrivere i vostri commenti qui.

giovedì, 16 febbraio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Auro -

Condivido molto le tue parole. L'altro dei due italiani che non hanno visto la partita che dici sono io.

giovedì, 16 febbraio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

Io sto guardando il campionato di rugby..:)

giovedì, 16 febbraio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

Mi chiedi cosa c'e' di male in un paese in cui ci sia ancora la monarchia ed i maggiori teatri appartengano alla famiglia reale????? su su...meglio allora le Olimpiadi :)

giovedì, 16 febbraio, 2006

 
Anonymous Anonimo said...

Fabio
allora eravamo in tre. Ciò significa che il 100% del campione è un matto e che il 33% è uscito dal manicomio. Niente male!!
Myriam
molto d'accordo, non ci vedo niente di male nelle multinazionali di per sè, solo in molte di queste per le politiche che adottano. Per esempio le multinazionali del tabacco che sponsorizzano la Formula 1....
ciao
Auro

venerdì, 17 febbraio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Ancora una volta mi trovo d'accordo con te Auro. Il fatto che i maggiori teatri appartengano alla famiglia reale mi va benissimo, quando in quei teatri ho ascoltato Eels, Joanna Newsom, John Fahey, Sonic Youth. Sono tra le istituzioni piu' aperte che conosco, poi che appartengano ai Windsor o no non mi sembra cosi' determinante. Non metterei sullo stesso piano la Royal Festival Hall e la Coca-Cola che fa assassinare i sindacalisti in Colombia, per dire.

venerdì, 17 febbraio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

Vuoi scendere in particolare negli scempi che la famiglia reale ha fatto in Inghilterra e all'estero nelle sue colonie....mi sembra quasi che viviamo in due paesi diversi!!!

venerdì, 17 febbraio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

venerdì, 17 febbraio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Con il mio arriviamo al commento # 31 a questo post, quasi un record per London Calling. Mi sembra importante fare alcune considerazioni su quello che tutti quanti abbiamo scritto. Innanzi tutto vorrei scusarmi per i toni insolitamente aggressivi che ho usato. Ad alcuni di voi che ho incontrato l'ho spiegato di persona, e' stata una settimana difficile per me lavorativamente, e nei primi giorni ho sofferto di forti mal di testa da stress che non mi lasciavano dormire la notte. Questo forse non giustifica nulla, ma forse spiega il nervosismo con il quale ho scritto il post originale e ho reagito alle critiche. Rileggendo adesso, Domenica, a mente fredda, mi rendo conto che nessuno ha cercato di zittirmi sul mio stesso blog (una cavolata colossale quella che ho scritto, scusami Kit), che quelle di Irene (con la quale per altro sono stato a chiacchierare amabilmente tutto il pomeriggio ieri e che vedro' anche tra un'ora a un pranzo di amici) non erano provocazioni gratuite come mi erano sembrate, ma commenti pieni di senso, che le parole di Raffaella e Claudia contenevano il forte affetto reciproco che ci lega, che la difesa di Garnant porta con se' la passione per gli sport minori e "poveri" che non posso non condividere, e che Myriam ha offerto a London Calling come sempre spunti estremi ma interessanti. Insomma chiedo scusa, collettivamente e personalmente, a tutti voi, non tanto per quello che ho scritto ma per i toni che ho usato. E dato che le Olimpiadi mi pare proseguono per un'altra settimana, buona visione a chi le segue.

domenica, 19 febbraio, 2006

 

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