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Ambiente Uguaglianza Tempo

lunedì 14 maggio 2007


Ho letto una notizia sconvolgente Venerdi' sul Guardian. E' qualcosa che presumibilmente molti di voi sapranno gia', dato che Peter Bradshaw, il critico cinematografico di quel giornale, la dava per nota.

La notizia e' che dal 2003 nel corso dei training militari del Pentagono viene proiettato "La battaglia di Algeri". Lo spietato colonnello Mathieu, determinato anti-eroe del capolavoro pacifista di Pontecorvo, viene portato ad esempio di comportamento esemplare. La tortura, gli interrogatori come preferiva chiamarli Mathieu, cosi' spietatamente rappresentata fin dalla prima scena, viene insegnata come tecnica di routine da praticare per far parlare i partigiani iracheni.

Tutto rovesciato nella prospettiva dei nuovi dominatori del mondo, gli americani, che si contendono con il vaticano e il padronato il primo posto tra le realta' piu' retrograde del pianeta. La reazionarieta' di questa gente non conosce limiti. Non solo hanno reintrodotto la tortura come pratica comune. Pensate che ho letto che nelle aziende Fortune 500, le principali presenti sulla Terra, la remunerazione degli amministratori delegati e' pari a 461 volte la remunerazione del lavoratore medio. Quattrocentosessantuno volte. Siamo tornati ai tempi dei faraoni. Non parliamo nemmeno di quella cricca di pervertiti vestiti da carnevale, guidati da un nazista, che invece di propagare il messaggio d'amore, comunista ed ecologista di Cristo e Francesco, si mette insieme al miliardario nano porco, e ai suoi sgherri divorziati n volte, a spargere odio nei confronti di chi ha scelto un amore che a lorsignori non sta mica bene. Il family day, roba da medioevo oppure, nel ventunesimo secolo, di pura pertinenza psichiatrica. Incredibile davvero.

Beh, ma sto spaziando troppo. Parlavamo di "La battaglia di Algeri", capolavoro del nostro Gillo Pontecorvo, realizzato nel 1965, Leone d'Oro a Venezia nel 1966, uno dei miei dieci film preferiti di tutti i tempi, che ieri sera sono stato a rivedere all'Istituto di Arti Contemporanee. E' come rivedere il Quarto Stato, un'esperienza che fa sempre battere il cuore. Per i londinesi: lo potete vedere su grande schermo fino al 29 Maggio. Per tutti gli altri, qui trovate un ripassino, in caso vi siate dimenticati di che meraviglia si tratta. Solo un'avvertenza: cercate di vederlo nell'edizione originale francese e araba, con i sottotitoli - nel doppiaggio si perde molto. E, dato che questo dovrebbe essere ormai diventato un blog musicale, prestate attenzione alla colonna sonora, la mia preferita tra tutte quelle di Morricone.

8 Comments:

Blogger prema said...

lo rivisto recentemente in quanto ho comperato il DVD
mi ricordo ancora quando lo vidi per la prima volta secoli fa all'Obraz cinestudio .... la cosa + inquietante è quando Mathieu giustifica il suo operato in Algeria citando la sua partecipazione,e quella dei suoi uomini , alla resistenza contro i nazisti durante la seconda guerra mondiale

lunedì, 14 maggio, 2007

 
Blogger prema said...

i meant l'ho rivisto !

lunedì, 14 maggio, 2007

 
Blogger artemisia said...

film di terribile bellezza, che fa star male, e a volte ce n'è bisogno

lunedì, 14 maggio, 2007

 
Blogger Lateo said...

Il film non l'ho visto, ma la cosa non mi stupisce, a suo tempo avevo letto di come venissero pompati i militari prima degli attacchi. Per il resto ritengo che tu sia fortunato a vivere a Londra per quanto assurdo possa trovare che una "regina" sia a capo della chiesa almeno ha il buon senso di non imbattersi in crociate medievali.

martedì, 15 maggio, 2007

 
Anonymous Anonimo said...

l'uso che ne fa il pentagono di questo film era già noto, almeno in Italia. A questo punto mi chiedo se proiettano anche "La notte delle matite spezzate", o "Killing Fields" o quello di Ken Loach sul Nicaragua, insomma i film di denuncia contro la guerra sono impiegati a rovescio.
Sul FD mi sembra curioso il fatto che quasi in contemporanea ci arrivi una lezione di difesa della democrazia e dello stato laico da un Paese come la Turchia.
Auro

martedì, 15 maggio, 2007

 
Blogger Fabio said...

Prema -

La cosa davvero inquietante e'la drammatica modernita' di quel film, la storia che si ripete uguale e ancora uguale: Algeria, Palestina, Iraq, tra poco Iran, avanti il prossimo. L'anti-umanita' degli eserciti, la psicopatologia violenta giustificata su larga scala da tutti gli stati del pianeta, la crudelta' gratuita legalizzata, la legge del piu' forte, le spese folli e al contempo la poverta' che nessuno ha intenzione di sconfiggere, l'Amerika vera scuola di brutale demenza. Tutto gia' scritto nel capolavoro di Pontecorvo.

Artemisia -

Mi sono spesso domandato il significato di questo "stare male", il suo senso ultimo se poi lo "stare male" non porta all'azione. Basta scrivere le proprie emozioni su un blog? E' un inizio, ma poi? A quel punto lo stare male, almeno per me, finisce a stretto contatto con la disperazione.

Lateo -

La societa' inglese e' davvero a migliaia di anni luce da quella italiana. Nel bene e nel male, intendiamoci. La liberta' privata inglese non la proporrei come un modello da seguire. I legami sociali sono molto labili, mi viene spesso in mente l'affermazione della Thatcher "Non esiste la societa', esistono molti individui": qui e' purtroppo tristemente vero. Certo e' che lo stato non si intromette in faccende private. L'espressione che qui usano, in negativo, e' "nanny state": appena si chiede l'intervento statale si levano gli scudi contro quella che e' percepita come un'ingerenza nelle scelte individuali.

Sul modo in cui i soldati, la parte piu' intellettualmente labile di quella popolazione di ignoranti che e' la teleamerika, vengono pompati, ho letto anch'io: pornografia, violenza, prevaricazioni. Pupazzi funzionali a quelle macchine di morte che sono gli eserciti. Tutti gli eserciti eh, anche quelli che il rivoltante governo Prodi manda in giro a servire il padrone americano.

Auro -

Probabilmente si' a questo punto. Rambo non basta piu' evidentemente, troppo pacifista.

martedì, 15 maggio, 2007

 
Anonymous alessandro said...

Una settimana fa ho visto le prime due puntate della nuova stagione del telefilm "Senza traccia". Nella seconda (che non so se fosse veramente la seconda, visto che la prima si conclude con un agente in coma e nella seconda questi rientra al lavoro con il solo ausilio di un bastone da passeggio, senza che si spieghi nulla) un ragazzino viene torturato da due compagni di classe e gli agenti Fbi commentano: "Abu Ghraib ha fatto scuola".
Mi ha colpito il fatto che -- mentre qui in Italia editorialisti e idioti (più o meno utili) continuano a negare che le autorità statunitensi facciano uso della tortura in Iraq, Afganistan ecc. o che tale uso sia sistematico e non limitato a singoli casi isolati di soldati pazzi -- negli Stati Uniti l'idea che per esempio ad Abu Ghraib si torturi regolarmente è considerata un fatto assodato, tanto da poterla citare non sui volantini del movimento pacifista ma nei telefilm da prima serata prodotti dalla grande industria televisiva [è anche interessante notare che, come conseguenza della tortura, il ragazzino (a) confessi di aver messo una bomba nella scuola (il che non era vero) e poi (b) una volta libero vada a mettere veramente la bomba nella scuola. Cioè: confessa sotto tortura di essere terrorista anche se non è vero e poi lo diventa come conseguenza della tortura...]
Non è un caso (di telefilm da prima serata) isolato.
In una puntata di "Csi Miami", per esempio, uno stupratore e assassino non può essere arrestato perché protetto dall'immunità diplomatica in quanto membro di una famiglia al potere in un Paese che tortura "per procura" degli Stati uniti: cioè gli Stati uniti ufficialmente non potrebbero torturare -- ci spiega Csi Miami -- e quindi delegano la tortura a Paesi terzi dove la tortura è legale o comunque praticata senza grandi problemi e trasferiscono lì i prigionieri da torturare.
Di nuovo: in Europa editorialisti e idioti (più o meno utili) continuano a negare le extraordinary renditions o quanto meno il loro scopo (far torturare gente in Egitto, Sudamerica ecc.), mentre negli Stati uniti telefilm industriali da prima serata (considerati persino di destra: vedi per esempio interventi in tal senso nel vecchio forum di Cinemi) dicono esattamente che cosa siano le extraordinary renditions e a che cosa servano.
E non necessariamente disapprovando o denunciando: in una puntata di Alias un personaggio "positivo" (l'agente Cia perbenino fidanzato con la protagonista) tortura un prigioniero e -- di fronte ai dubbi di lei -- dice semplicemente qualcosa come "Sai quante vite possiamo salvare ottenenendo velocemente informazioni da un terrorista tramite la tortura?".
Cioè: non si sognano neanche (a differenza di editorialisti e idioti nostrani) di mettere in dubbio che gli Stati uniti torturino ma sono già alla fase successiva (come da noi solo Panebianco e forse Ferrara): discutere se la tortura -- di cui non negano la pratica da parte statunitense -- sia giustificata (o utile) o no, suggerendo implicitamente che la risposta sia sì.
Naturalmente né Panebianco, né Ferrara né l'agente Cia di Alias sono minimamente sfiorati dall'idea -- invece ben esemplificata in "Senza traccia" -- che, sotto tortura, chiunque confessi qualunque cosa gli si intimi di confessare: e dire che tutta la Santa Inquisizione (di cui immagino provino grande nostalgia i fondamentalisti del Family Day) si è retta su quello...
Non dovrebbe esserci bisogno di aggiungere che la tortura sarebbe aberrante anche qualora fosse utile e che ancor più aberrante è il fatto che nel 2007 l'opportunità della tortura possa ancora essere oggetto di discussione, anziché di tabù assoluto.

martedì, 15 maggio, 2007

 
Blogger Fabio said...

Due culture a confronto mi verrebbe da dire. L'incredulita' europea, che rifiuta di ammettere il ritorno alla barbarie, contrapposta al pragmatismo americano, svuotato da ogni preoccupazione etica e soprattutto da ogni insegnamento storico, che della barbarie e' addirittura incapace di stupirsi.

Approcci paradossalmente funzionali allo stesso obiettivo.

Interessante anche la negazione del dolore. L'agente in coma che in quattro e quattr'otto si alza e pronti via torna in servizio. Fa paura pensare che la percezione della realta' di questo popolo di pistoleri che vuole governare il mondo venga filtrata da rappresentazioni cosi' infantili.

Vengono tenuti nell'ignoranza dal governo criminale che hanno allegramente votato, e ci si trovano benissimo.

martedì, 15 maggio, 2007

 

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