Post Statistiche Commenti Profitti Campagne Pagine Tema Impostazioni Elenco lettura Guida

Ambiente Uguaglianza Tempo

venerdì 11 settembre 2009

Something must break

Dopo aver attraversato con tutta calma il continente, finalmente l'ultimo Almodovar e' arrivato fino a qui. E' un film impressionante, forse la sua pellicola migliore. Totalmente Bunuel nella definizione dei personaggi, eppure in qualche modo straordinariamente personale. Con un lavoro di cinepresa che mi ha ricordato il migliore Hitchcock, e un'abbondanza di riferimenti alla storia del cinema di intricata ricchezza che potete leggere qui.

Storia di amore totale, assoluto, che rende indispensabile porre fine all'esistenza precedente e dare vita a una persona nuova quando l'oggetto del nostro amore viene a mancare. Come se con ogni amore che finisce (e l'amour fou tra Mateo e Lena finisce nel modo piu' drammatico possibile) se ne andasse irrimediabilmente una parte essenziale di noi, perduta per sempre. E come se, contemporaneamente, una nuova imprevedibile identita' prendesse vita, proprio dalla coscienza che quello che siamo stati non potra' tornare ad essere mai piu'. Perche' ogni perdita, sembra voler dire Almodovar, porta con se' inevitabilmente la necessita' (che e' anche occasione), dolorosa, faticosa, di rinascere.

Film superficialmente freddo e complesso (specialmente se, come me, vi aspettavate un altro Volver), e invece di un'intensita' al calore bianco che prende alla gola e rimane dentro per giorni. Se non l'avete ancora visto, questo e' il consiglio di Engadina Calling per il fine settimana.

Buon week-end, ci vediamo qui Lunedi'.

25 Comments:

Anonymous auro.m said...

ohi - da quando ti piacciono i film "freddi e complessi"???

;)

sabato, 12 settembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Beh, Auro, anche certi film di Bunuel in superficie potevano essere freddi e complessi non ti pare? E il cinema tedesco degli anni '70...

sabato, 12 settembre, 2009

 
Anonymous ivan said...

postititolarmente parlando sei (quasi) in periodo iancurtisiano!

:)

sabato, 12 settembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Sapevo avresti colto Ivan!

domenica, 13 settembre, 2009

 
Anonymous artemisia said...

Una mia amica critica cinematografica l'ha stroncato sul nostro quotidiano. In genere sono d'accordo con lei, e avevo pensato di non andare a vederlo.
Ora però mi sa che lo vedrò. Specialmente se mi nomini il cinema tedesco degli anni 70.
(A me piacciono molto i film freddi e complessi)

Secondo me il possibile problema della mia amica è che è troppo giovane.

domenica, 13 settembre, 2009

 
Blogger lophelia said...

andrò a vederlo, anche se Fabio tempo fa parlasti bene (se non sbaglio) di Vicky Cristina Barcellona che ho trovato molto deludente, con quella voce narrante noiosissima, e anche la storia...mah!

lunedì, 14 settembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Arte -

E' sicuramente cosi'. Mi e' sembrato un film molto maturo, come lo sono un po' tutti i film e libri sul tema della perdita.

Fa molto pensare ma intrattiene molto poco (in questo senso viene un po' in mente il cinema di Fassbinder, il primo Wenders, ecc., piu' che nel linguaggio, dove invece l'influenza evidentissima e' Bunuel).

Mi incuriosisce molto il tuo giudizio.

Lophelia -

Sono pero' due film diversissimi. Vicky Cristina Barcelona l'ho trovato di uno humour irresistibile, e a me il Woody Allen senile piace da matti, certamente piu' di quello sopravvalutato degli anni '80. E' un vecchino simpatico che gira l'Europa come fanno gli Americani abbienti e coglie stereotipi. Pero' sugli stereotipi stessi fa riflettere, e a volte ti mette davanti situazioni che noi, immersi in esse come siamo, non cogliamo piu'.

Pero' non e' un "film profondo sulle relazioni", se lo cerchi di leggere in quella chiave trovi pochissimo e inevitabilmente ti delude.

lunedì, 14 settembre, 2009

 
Blogger lophelia said...

Fabio, su Woody Allen avevo pensato di fare un post perché quest'estate ho recuperato un bel po' di suoi film che mi ero rifiutata di vedere al cinema dopo la Dea dell'amore, che segnò la frattura tra me e W.A. Salverei la Maledizione dello scorpione di giada e Scoop, veramente divertenti, più Match Point.
Mentre, tornando indietro agli '80, per me Mariti e mogli resta - ahimé - una bibbia.

lunedì, 14 settembre, 2009

 
Blogger Myriamba said...

ah..andro' a vederlo...Vicky Cristina Barcelona non valeva nemmeno la pena di alzarsi dal divando di casa per metterlo sul dvd...e l'ho visto al cinema! Un film atroce. Woody Allen e' anche riuscito a far mal recitare Javier Bardem ..ed e' tutto dire..

lunedì, 14 settembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Lophelia -

Hai ragione, Mariti e mogli mi piacque molto e me lo sono pero' completamente scordato. Quelli che proprio non digerii, di quegli anni, furono Radio Days, Zelig, Broadway Danny Rose e qualcun altro perso nella memoria.

La dea dell'amore credo di averlo proprio perso.

Myriamba -

Prendo atto che non e' stato il tuo film preferito di Woody Allen...

lunedì, 14 settembre, 2009

 
Anonymous artemisia said...

Ah, ma se mi evochi Fassbinder e il primo Wim Wenders non si scappa, devo assolutamente vederlo.

Ti ho già detto che su Vicky Cristina Barcelona la penso assolutamente come te, è un film delizioso, divertentissimo e intelligente.

@Myriamba: Casomai, il merito di WA è di aver fatto RECITARE Bardem, comunque per me anche se stava zitto era lo stesso, ahahah

(ma, anche su questo, ci sono altre scuole di pensiero, vero Lophelia?)

:D

Meno male che almeno su Match Point siamo tutti d'accordo.

lunedì, 14 settembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Il bello di avere un blog e' che puoi tornare indietro nel tempo e, senza troppa fatica ne' rielaborazione a posteriori, rileggere i commenti di quel giorno.

Su Vicky Cristina Barcelona scrissi una cosa che ancora penso (non capita spesso):

"Ecco, l'impressione e' che in quel film Bardem facesse proprio Bardem, Scarlett Joahansson proprio Scarlett Johansson, eccetera. Che quello sia un po' l'ingrediente segreto del film. E Rebecca Hall, beh, lei faceva Woody Allen in persona. Quel volere e non volere, quella lotta con se stessi che non si vuole davvero mai vincere".

E tu commentasti:

"Finalmente qualcuno a cui è piaciuto!
A me e alla mia amica è piaciuto da morire, ma non sono mai più riuscita ad ottenere un giudizio positivo su questo film. Se ne è detto di tutto.
Io continuo a dire comunque che il doppiaggio assassina un film. Immagino che averlo visto in doppiato in italiano abbia fatto perdere una delle caratteristiche migliori della narrazione, l'ineffabile umorismo che nasce appunto dal modo in cui la voce narra, le espressioni che usa. Questo, solo per dirne una.
A me è anche successa una cosa strana: che io mi identificavo con tutti i personaggi,a turno. Mi succede di rado. Era in effetti una cosa un po' inquietante, senza cadere nell'autobiografia.
Il film è intelligente, ben scritto, ben recitato, divertentissimo.

Non riesco a capire perchè a tanta gente non piaccia".

E' un film di deliziosa leggerezza, quella leggerezza che rende sopportabile la vita.

lunedì, 14 settembre, 2009

 
Blogger lophelia said...

fabio: non ti piacque Zelig?
0_0
(vabbe' basta)

arte: solo perché abbiamo sempre gusti divergenti non vorrai mica insinuare che a me piaccia Bardem? ma neanche soli su un'isola deserta!! (basta intellettualismi, gettiamo la maschera)

martedì, 15 settembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

No, ma non lo ricordo piu' tanto bene.

E dato che da Bunuel siamo passati a Allen, posso cadere ancora un pochino piu' in basso?

Questo fine settimana ho visto che in Italia esce un filmetto indipendente delizioso che ho visto qui qualche settimana fa.

Si intitola, in italiano, 500 giorni insieme, e la protagonista e' Zooey Deschanel, che l'anno scorso ha inciso un disco con M Ward.

Film leggero come una piuma, pieno di citazioni che piu' Fabio adolescente di cosi' e' impossibile (Smiths, Joy Division, Clash, De Botton...), molto consigliato.

Non ci farei un post perche' vorrei mantenere ancora quell'1% di dignita' rimasto, pero' insomma se non avete nulla da fare e' una lieve riflessione sulle relazioni che merita.

martedì, 15 settembre, 2009

 
Blogger Myriamba said...

de Botton???? Il filosofo piu' palloso e mediatico e inutile del ventesimo secolo. Se incontrassi lui o Bernard-Henri Lévy li prenderei entrambi a ceffoni.
dopo..Vicky, whatever Barcelona..? capisco perche' non andiamo al cinema assieme :)
vabbe ce ne vuole per tutti i gusti

martedì, 15 settembre, 2009

 
Anonymous artemisia said...

Chiarimento per Lophelia: nono, sono stata gravemente fraintesa, io dicevo appunto che secondo me Bardem è bono mentre so che a te non piace, il che conferma per l'ennesima volta le divergenze storiche...

Ma non si capiva?!?

E poi ne avevamo anche parlato!

(ma sì, gettiamola questa maschera intellettualoide una buona volta, tanto non siamo credibili!)

:D

@Fabio: Ah, ma qui ogni lettera è scritta a fuoco... dovrò stare più attenta a quello che dico!
:)

mercoledì, 16 settembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Myriamba -

Sara' che e' svizzero, ma a me piace abbastanza. Sono stato recentemente a sentirlo quando ha intervistato Soros sullo stato dell'economia alla Royal Geographic Society, e l'ho trovato pieno di humour.

Arte -

Di questo blog bisognerebbe un giorno cancellare tutti i post e lasciare solo i commenti, l'unica cosa che ha senso rileggere.

Su Bardem mantengo un atteggiamento neutrale.

mercoledì, 16 settembre, 2009

 
Blogger Francesco said...

Zooey Dechanel è attualmente la mia attrice preferita, peraltro grande cantante del gruppo "Munchausen by Proxy" nel film "Yes man".

quanto a VCB dirò la mia: l'ho visto in originale e mi è sembrato pieno degli stereotipi classici con i quali gli americani guardano all'Europa!
insomma il contrario di quello che dice Fabio...

:-)

venerdì, 18 settembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Yes man non l'ho visto, non so nemmeno se sia stato gia' distribuito in Inghilterra (dove in genere i film escono molto dopo che in Italia - e non se ne capisce la ragione visto che nemmeno devono perdere tempo a doppiarli). Ma terro' gli occhi aperti. Anche a me Zooey Deschanel piace parecchio: e' davvero un'attrice molto naturale.

Su Vicky Cristina Barcelona e sulla visione stereotipica dell'Europa espressa dall'ultimo Woody Allen stiamo in realta' dicendo la stessa cosa. Un po' piu' sopra ho scritto: "E' un vecchino simpatico che gira l'Europa come fanno gli Americani abbienti e coglie stereotipi. Pero' sugli stereotipi stessi fa riflettere, e a volte ti mette davanti situazioni che noi, immersi in esse come siamo, non cogliamo piu'".

Forse e' solo diverso il giudizio: tu lo trovi irritante, mentre personalmente lo accetto e mi fa riflettere.

venerdì, 18 settembre, 2009

 
Blogger Francesco said...

ma guarda che "yes man" è un film dell'anno scorso con protagonista Jim Carrey (e una piccola parte anche per il mitico angelo pasoliniano Terence Stamp), io credo che tu l'abbia semplicemente perso.
però potresti prendere il dvd!

sì, forse hai ragione sugli stereotipi ma qui la questione si fa complessa, meriterebbe un post a parte...

venerdì, 18 settembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Un mio collega della radio mi ha prestato un DVD un anno fa ed e' ancora sullo scaffale qui davanti. E' un anno che dico: domani cascasse il mondo lo guardo cosi' poi glielo rendo.

Il cinema va visto al cinema secondo me, i libri vanno letti sulla carta, i dischi devono essere vinili originali, le foto vanno stampate, ecc.

Alla rivoluzione digitale prometto di arrivarci prima o poi, ma con i miei tempi da nipote di contadini.

venerdì, 18 settembre, 2009

 
Blogger Francesco said...

beh anche questo argomento merita un post a parte.
forse a Londra comunque è ancora possibile andare al cinema e magari vedere i film in lingua originale e sottotitolati.
a Milano no.
nell'attesa io mi gusto assai i dvd.

venerdì, 18 settembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Lo stile di vita delle persone a Londra e Milano e' davvero diversissimo.

Per esempio, qui a Londra ormai quasi tutte le persone che conosco lavorano da casa alcuni giorni ogni settimana (io per farti esempio vado in ufficio un giorno solo, gli altri 4 lavoro dal mio soggiorno).

Di conseguenza, per non stare sempre in casa la sera si esce di piu'. Conosco poche persone che dopo una giornata in soggiorno proverebbero piacere a passare una serata sul divano davanti a un DVD.

Se abitassi a Milano, credo farei proprio come te, soprattutto per evitarmi di vedere film doppiati.

venerdì, 18 settembre, 2009

 
Anonymous MOYA said...

a me il film è piaciuto un sacco, anche se forse l'ho visto in un momento particolare, perciò anche a distanza di giorni mi è rimasta dentro quella sensazione di perdita e di rinascita e quei panorami vulcanici così desolati e primitivi. A presto, appena risolvo quel problema (manca poco ormai). Baci

lunedì, 21 settembre, 2009

 
Blogger Fabio said...

Moya -

Sappi che se ti serve qualcosa ci sono, e tra l'altro l'ospedale e' veramente qui a due passi.

Se ti tengono dentro piu' di un giorno vengo volentieri a salutarti (spero pero' che sia una cosa rapida e che tutto si risolva bene e subito).

Un abbraccio forte.

lunedì, 21 settembre, 2009

 

Posta un commento

<< Home