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giovedì 29 ottobre 2009

Sand giants

Sto iniziando a pensare che Imidiwan: companions sia il disco migliore dei Tinariwen. L'ho riascoltato parecchio in questi giorni, finendo per considerare il blues malinconico della formazione maliana come la colonna sonora piu' adatta a questi giorni autunnali.

E' un disco diversissimo dal precedente Aman iman, certamente meno ritmico, piu' melodico, quasi lirico. Le caratteristiche del loro stile restano intatte: lo schema chiamata e risposta delle parti cantate, i ritmi dispari scanditi dal battito delle mani, gli arabeschi chitarristici preziosi. Eppure e' una raccolta di canzioni tutte pervase da un comune senso di intima nostalgia, che alla fine resta la sua nota dominante.

Aman iman ti fa alzare dalla sedia per seguire i suoi contagiosi ritmi. Imidiwan: companions invece invita a startene rannicchiato sul divano a leggere un libro bevendo una buona tazza di te' speziato.

E' un disco che da' molto conforto e scalda l'anima, di infinita dolcezza, non a caso realizzato nel piccolo villaggio del co-fondatore di questo magnifico collettivo Tuareg, lontano dalle luci della ribalta. Ascoltandolo si respira un senso di ritorno alle piccole cose, di rituali minimi, di lenta quotidianita'.

Mi e' capitato raramente negli ultimi anni di ascoltare un disco che sento cosi' profondamente mio. Musica che non si impone immediatamente, anzi richiede dedizione: antidoto, necessario, allo spaesamento e alla velocita' di tempi moderni e urbani.

4 Comments:

Anonymous Anonimo said...

e quel brano - un autentico punto interrogativo - collocato alla fine, un drone serpentesco che dorme sui propri sonagli?

un disco che lascia senza fiato, ecco cosa.

e la gente che lo suona, pure.

JC

giovedì, 29 ottobre, 2009

 
Blogger Myriamba said...

bless them

giovedì, 29 ottobre, 2009

 
Anonymous Anonimo said...

Punto di vista pienamente condiviso, dear Fabio.

Noto con estremo piacere che sei anche un estimatore delle chitarre di Agadez...molto bene!!

A me piace anche quando i suoni si sporcano ancor di più, e cominciano a farmi agitare la testa su e giù...Group Inerane! ... o quando mi si storce e mi si allunga il collo con gli acustici Group Bombino, o Etran Finatawa...fino agli afrori corporei e musicali dei Group Doueh! ...Wonderfull!!

Trovo bellissimo condividere la tua sensibilità, il tuo gusto...
ed il grande impegno della "Sublime frequencies".

Un saluto ventoso.

Costantino

giovedì, 29 ottobre, 2009

 
Blogger Fabio said...

JC -

Verissimo, che sorpresa quell'ipnosi finale. Io ho pensato a un vento che solleva la sabbia e la fa danzare...

Myriamba -

Proprio cosi'. Che il tempo li conservi. C'e' musica buona e no, e poi ce n'e' di necessaria. A quest'ultima categoria appartengono i Tinariwen.

Costantino -

Meravigliosi Group Inerane, fantastico il loro disco dal vivo, come dici tu sporco, di elettricita' ventosa amplificata con vecchi valvolari scartati. Pura poesia, cibo speziato per l'anima.

E immensa la Sublime Frequencies, indispensabile.

Un saluto desertico.

giovedì, 29 ottobre, 2009

 

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