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domenica 19 dicembre 2010

Hildur Gudnadottir, Without sinking (Touch, 2009)

I miei ascolti del fine settimana sono stati molto condizionati dalle belle nevicate di questi giorni. Proprio questa mattina, mentre mi preparavo il pranzo domenicale, ho preso un foglio e ho buttato giu' una ventina di titoli di dischi che sentiremo insieme nelle prossime due puntate di Prospettive Musicali (il 26 dicembre e il 2 gennaio). Tutte musiche ispirate dai colori dell'inverno.

Non so se infatti capita anche a voi, ma la neve mi sta facendo entrare molto naturalmente nello spirito dell'inverno e del Natale, come non mi accadeva da molti anni.

Tra i titoli che ho scelto per chi decidera' di ascoltare i prossimi programmi c'e' questo album della violoncellista islandese Hildur Gudnadottir.

Collaboratrice tra gli altri di Throbbing Gristle (nel leggendario concerto alla Tate Modern del 2007), Animal Collective, Mum, Nico Mulhi, nel suo secondo lavoro, uscito un anno fa su Touch, Hildur esplora le possibilita' ambientali e avvolgenti del suono del violoncello.

E' un album di profonda poesia, intensamente meditativo, che consente di raggiungere uno stato di assonanza, intima e naturale, con paesaggi invernali.

I lettori di Engadina Calling piu' sinestetici vedranno questa musica come una collezione di fotografie in bianco e nero di paesaggi nordici. Silenzio che si fa musica che si fa silenzio.

Questa e' Erupting light.


[Engadina Calling rende omaggio a Captain Beefheart, che ci ha improvvisamente lasciati venerdi'. Ho offerto alla direzione programmi di Radio Popolare di ritrasmettere lo speciale che Prospettive Musicali ha dedicato al musicista californiano il 28 novembre scorso. Se desiderate, lo potete ri ascoltare qui.

Lunedi' 20/ 12, aggiornamento. Ho appena ricevuto questo messaggio da Radio Popolare:

"Ho preparato una riduzione della trasmissione Fabio, grazie. la mandiamo in onda alle 14. un abbraccio. paolo"].

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2 Comments:

Blogger oceano said...

ecco perché ne parlava anche leonardo. di beefheart.

la foto in copertina sembra un pier britannico. che mi dici?

io voto per due tue puntate natalizie per prospettive musicali su rough trade. sono nostalgica.

lunedì, 20 dicembre, 2010

 
Blogger Fabio said...

Ho fatto uno speciale sui Big Star e tre settimane dopo e' scomparso Alex Chilton. Ne ho fatto uno su Captain Beefheart e tre settimane dopo il Capitano ci ha lasciati.

Sono sicuro che Geoff Travis non apprezzerebbe una puntata su Rough Trade adesso che gli affari sembrano per lui tendere al bello.

(Il mio amico PJ Cantu' ieri mi suggeriva uno speciale sul Berlusconi cantante...).

Comunque fidati, le puntate preparate in cucina mentre aspetto che bolla l'acqua per la pasta e cuociano le verdure sono per tradizione quelle che poi riescono meglio.

E si', la foto sembra uno di quei tristissimi piers del Nord Inghilterra (Blackpool, posti cosi') che non mi dispiacerebbe fotografare coperti dalla neve e dal ghiaccio di questi giorni.

Intanto, in tutta questa poesia, si affaccia sempre piu' insistente la domanda: riusciro' a tornare in Italia a Natale? Riapriranno gli aereoporti? O saro' costretto a un Natale in terra angla?

lunedì, 20 dicembre, 2010

 

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