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Osservazioni e ascolti

mercoledì 14 dicembre 2011

Lisa Smirnova, Georg Friedrich Handel Die acht grossen suiten (ECM New Series, 2011)

Per la prima volta in dieci anni, Alessandro, Gigi e io abbiamo deciso che a fine 2011 non ci vedremo per la consueta puntata di Prospettive Musicali dedicata ai dischi dell'anno. La ragione e' pratica: Gigi sara' in giro per il vasto mondo, io mi fermero' a Milano solo un paio di sere e una la devo gia' passare in radio a registrare una puntata che sentirete in gennaio.

Ma c'e' anche un'altra ragione. Se penso alle musiche che mi ricorderanno nei prossimi tempi questo 2011, mi vengono in mente tre dischi nessuno dei quali e' uscito quest'anno. Le poesie di Walt Whitman, William Blake e Henry Vaughan recitate e musicate dal bardo scozzese Robin Williamson (che uscirono nel 2002). Un volume di composizioni barocche italiane, spagnole e tedesche, interpretate dal collettivo di cornettisti e trombonisti londinesi His Majestys Sagbutts and Cornetts (pubblicato nel 1996). E un disco di sinfonie e concerti di Tomaso Albinoni, eseguiti dall'Insieme Strumentale di Roma (uscito nel 2006). Tre dischi che sono stati la colonna sonora di un bel viaggio sui monti della Toscana che restera' nella memoria ancora per molto tempo. I miei dischi dell'anno sono questi tre.

Se poi fosse proprio necessario invece scegliere un disco pubblicato nel 2011, allora credo che la mia preferenza cadrebbe su questa esecuzione delle 8 suite per clavicembalo di Handel, che proprio qui a Londra vennero composte durante la prima meta' del 1700. A interpretarle impeccabilmente e' la pianista russa Lisa Smirnova (anche lei molto legata a questa citta': e' stata allieva di Robert Levin).

Di Handel si ascoltano spesso le opere, gli oratori, ecc. Ma a mio parere (e devo ancora ascoltare molto, quindi prendete questa opinione per quello che vale) la sua musica composta per il clavicembalo solo possiede caratteristiche di piu' spiccata modernita', quella stessa modernita' che abbiamo spesso evidenziato parlando di suoi contemporanei come Bach e Biber.

In rete ho trovato questa magnifica esecuzione degli ultimi 2 movimenti della seconda suite, forse quella che preferisco delle otto, suonata dal pianista americano Garrick Ohlsson.

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8 Comments:

Anonymous arte said...

Sono molto belle. Però mi chiedo, da non musicista, come mai le si suoni in trascrizioni per pianoforte piuttosto che al clavicembalo.

venerdì, 16 dicembre, 2011

 
Blogger Fabio said...

Me lo sono chiesto anch'io e mi sono risposto che la scelta di suonare le trascrizioni per pianoforte dipenda dal fatto che quello del pianoforte e' un suono piu' attuale, vicino al gusto contemporaneo. Pero' non so se e' la risposta esatta.

Peraltro a me piacciono molto anche le trascrizioni per arpa. Per dire, la musica dell'intervallo RAI di quando eravamo piccoli e' una trascrizione per arpa della Passacaglia della Suite no. 7. E' cosi' bella che la puoi trascrivere probabilmente per qualsiasi strumento senza che perda un grammo del suo potere rigenerante.

venerdì, 16 dicembre, 2011

 
Anonymous arte said...

Ecco no, io invece con l'arpa ho dei problemi, ha un suono troppo fluttuante, liquido, mentre a me in generale piacciono i suoni più netti: clavicembalo, ma anche pianoforte, archi, tromba, voce. Già il flauto lo metto con l'arpa. Ma sono idiosincrasie mie.
Forse essa anzi deriva proprio da quell'intervallo rai, che mi ha sempre snervata.

venerdì, 16 dicembre, 2011

 
Blogger Fabio said...

Capisco perfettamente. Questione di gusti, naturalmente.

Anni fa ero ospite in una casa in Cornovaglia, dove finisce la terra. Nella camera dove dormivo c'era una bellissima arpa celtica. Come accade con il violoncello, trovo che solo una volta che abbracci quegli strumenti provando a suonarli ne comprendi pienamente il fascino.

Relativamente all'intervallo RAI, cosi' come al cartello Le trasmissioni riprenderanno al piu' presto possibile, che ti posso dire?

Io vorrei che di interruzioni come quelle ce ne fossero ancora, e tante. Costringevano i telespettatori a pensare, attivita' divenuta estranea ai tele-consumatori di oggi.

Il vuoto e' importante. Il pieno rincretinisce, come la realta' dimostra.

venerdì, 16 dicembre, 2011

 
Blogger CICCILLO said...

peccato non facciate la trasmissione riepilogativa, era l'occasione per sentire belle cose.
anche a me non piacciono le versione per pianoforte di Bach o Handel.
ma a dir le verità non amo neppure il clavicembalo!

domenica, 18 dicembre, 2011

 
Blogger Fabio said...

Neanche Bach suonato da Schiff? Io lo trovo ancora piu' moderno di quanto gia' attualissimo e' Bach, in qualsiasi modo e con qualsiasi strumento venga suonato.

Le puntate dei dischi dell'anno saranno non una ma ben 3. Anche se sono d'accordo che mi manchera' quella voce collettiva e imprevedibile che nasce dall'incontro delle nostre tre distinte personalita' musicali.

Incontro solo rimandato, spero di poco.

lunedì, 19 dicembre, 2011

 
Blogger prospettive musicali said...

Le puntate dei dischi dell'anno non saranno tre ma tutt'al più due: ci ho pensato e ho concluso che per me l'unica ragion d'essere della puntata dei dischi dell'anno era la sua natura collettiva.
Il fatto di mettere a confronto opinioni, anche senza esplicitare le divergenze, ma proprio la giustapposizione di brani che amavo e brani che magari potevo anche detestare (e ce ne sono stati): questa era la ricchezza della puntata collettiva.
In mancanza di ciò, la puntata riassuntiva mi pare solo una perdita di tempo: invece che tornare su dischi che ho già messo in onda nel resto dell'anno, preferisco allora metterne di nuovi.
Ciao
a

venerdì, 23 dicembre, 2011

 
Blogger Fabio said...

Redigere classifiche dei dischi dell'anno ha avuto per me senso fino a quando ho ascoltato soprattutto dischi usciti nell'anno appena concluso.

Se questo avviene, allora la lista e' qualcosa che si genera un po' da se'.

Ma se invece i dischi che ho ascoltato di piu' hanno un legame molto labile con il periodo nel quale li ho ascoltati, allora il senso di stilare una classifica o anche solo una lista viene un po' meno.

Che senso ha dire, che ne so, il goal dell'anno e' quello del tal giocatore durante la tal partita, se di partite in tutto l'anno ne hai viste 3, e se per il resto hai gustato registrazioni di partite d'epoca?

Di classifiche dei dischi dell'anno ne ho lette decine in questi giorni. Ammetto molto candidamente che conosco pochissimi dei dischi presenti, e altrettanto sinceramente ammetto che non mi dispiace non avere ascoltato dischi le cui descrizioni non hanno attratto il mio interesse.

Ho ascoltato ottima musica nel 2011, semplicemente non ho ascoltato molta musica pubblicata nel 2011.

Stessa cosa vale per il cinema (9 volte su 10 sono andato a vedere o rivedere classici al BFI).

Ecco perche' per me quest'anno l'esercizio non ha senso.

Per il resto le tue considerazioni sono condivisibili, e ho sempre scoperto ottima musica grazie a te e a Gigi, non solo durante le classifiche di fine anno.

mercoledì, 28 dicembre, 2011

 

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