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Ambiente Uguaglianza Tempo

venerdì 13 marzo 2015

Cafe Oto, marzo 2015. James Chance, ancora in gran forma. Direi che musicalmente non e' proprio cambiato di una virgola.

Il che mi porta a domandarmi il senso di cenare in tutta fretta, uscire di casa, prendere al volo il 56 direzione Dalston dopo avere ascoltato fino a un secondo prima Kurt Weill suonato dal quartetto di Julia Hulsmann (5 stelle sul Guardian stamattina) per andare a sentire un mito di gioventu' che, doveva essere il 1980 - 81, conobbi grazie a una copertina che gli dedico' l'allora glorioso Rockerilla.

Voler tornare a quei giorni, forse? Rifiutare sdegnato la musica che mi circonda oggi perche' non e' piu' la stessa di allora? Provare a rompere l'incantesimo di tutta quella distanza che separava la cameretta di Voghera dove quel numero di Rockerilla dev'essere rimasto ancora oggi e la New York idealizzata di James Chance, Lydia Lunch, Arto Lindsay, ecc. ecc. eliminando bergsonianamente il concetto di tempo oggettivo?

Domande che lascio aperte, alle quali una risposta non la so e non la voglio dare. Pero' la intuisco, questo si'.

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