290/ Di attenzione, benevolenza, calma.



Buongiorno cari amici di Prospettive Musicali.

Buon venerdì, che essendo sospeso tra il 25 aprile e il fine settimana immagino per molti di voi sia un giorno di riposo.

Per la nostra riflessione settimanale oggi prendo spunto da alcune traduzioni dall'italiano all'inglese che un amico monaco mi ha chiesto di rivedere per lui.

Le userà per una serie di meditazioni guidate, e gli originali scritti italiani sono tratti da un volume di Vito Mancuso intitolato La forza di essere migliori, pubblicato da Garzanti nel 2020.

Quel libro me lo regalò la Giò per San Valentino, e fu tra le letture migliori e più rigeneranti che affrontai durante il lockdown.

I capitoli che il mio amico monaco ha scelto di tradurre sono dedicati a tre parole che risuonano molto dentro di me.

Le riflessioni che vi voglio proporre quest'oggi sono considerazioni personali ispirate da quelle parole. 


1) La prima parola è attenzione.

E' un bene molto scarso e prezioso, che nel nostro mondo in tanti cercano di attrarre e non con le migliori intenzioni.

In genere, per conoscere qualcosa di noi.

Banalmente, cosa attrae la nostra attenzione per poi venderci qualcosa o vendere quell'informazione a chi ci vuole vendere qualcosa.

Di questi tempi, per contrastare tutte queste pressioni ci vuole una grande determinazione e un'ancor maggiore consapevolezza.

Le soluzioni che ho adottato sono tante.

Ne elenco solo qualcuna:

- Disabilitare tutte le notifiche del telefono

- Rimuovere i social dal telefono o ancor meglio non installarli neanche

- Preferire la lettura di libri oppure la visione di lungometraggi al cinema, rispetto alla visione di brevi filmati

- Dedicare piena concentrazione quando qualcuno ci parla

- Praticare la mindfulness, intesa non come esercizio di meditazione (che pure va benissimo) ma come pratica di stare nel momento presente con tutti i nostri sensi.


2) La seconda parola è benevolenza.

E' una parola desueta e in un certo senso rivoluzionaria.

E' benevolenza essere altruisti, empatici, gentili, delicati, compassionevoli.

Non sempre è facile, ed è proprio per questo che la benevolenza ha tanto valore.

Io credo che esista una consonanza nei nostri comportamenti, che la benevolenza generi benevolenza.

Non è una regola matematica certa.

A volte la benevolenza non viene apprezzata e nemmeno notata, e in questi casi non genera un effetto emulativo.

Ma credo valga la pena sempre provare ad esercitarla, stando naturalmente attenti (l'attenzione, appunto) a non diventare facili prede di chi è pronto ad approfittarne.

E soprattutto (molto importante!) senza generare dentro di noi l'automatismo di aspettarci qualcosa in cambio.

Si mette in moto un karma, e poi qualcosa succderà.

L'unico effetto certo è su noi stessi, perchè praticando una benevolenza senza calcolo entriamo in assonanza armonica con il mondo con un'immediatezza che per un animo indifferente e non benevolo è irrealizzabile.


3) Infine, la terza e ultima parola è calma.

Mi tornano in mente proprio i giorni durante i quali lessi il volume di Mancuso.

Giorni di preoccupazione per la salute delle persone care e lontane, ma anche tempi dilatati che generavano un atteggiamento quieto, unhurried che non so tradurre in italiano, nei confronti della vita.

Più difficile mantenere la calma per me in ambienti rumorosi e affollati, che del resto aborro ed evito.

E infatti non ho grandi consigli da darvi, se non provare a prevenire o evitare tutte le circostanze che sappiamo in partenza ci genereranno uno stato di agitazione.

Per esempio cerchiamo di non arrivare troppo vicini alle scadenze, di agire un po' in anticipo, di evitare conflitti non necessari, di contare fino a 10 e quando non basta a 100 prima di reagire troppo istintivamente a qualcosa che non ci piace.

E poi possiamo mettere in pratica qualche tecnica che funziona sempre.

Respiri profondi, una sufficiente quantità di tempo immersi nella natura, journaling quotidiano che è sempre un modo efficace di comprendere cosa ci fa stare bene e cosa no, cosa ci genera una situazione di calma e cosa agita la nostra anima.

***

Per oggi è tutto.

Ho letto la bozza alla Giò (come sempre verso l'1 di notte) e ha detto che questo finalmente è un post semplice e va bene, non come quello troppo complesso di settimana scorsa che non legge nessuno.

Questo qualcuno di voi magari lo leggerà.

Ah, e se volete contribuire con commenti sono benvenuti.

Cosa significano per voi l'attenzione, la benevolenza e la calma?

Sono parole che generano risonanza?

Le esercitate, e se sì come?

Ora mi metto a rivedere le traduzioni del mio amico monaco, ma prima vi mando un abbraccio forte.

Si preannuncia un fine settimana piovoso, ma tanto quest'anno alla pioggia siamo abituati, ombrello impermebile e scarpe che tengono la pioggia sono diventate la regola.

Pensiamo per consolarci che la natura di pioggia ha sempre bisogno.

Ci sentiamo domenica alle 22.45 per la versione radiofonica di questo blog a Radio Popolare, FM 107.6.

E poi come sempre venerdì alle 8, qui.

Buon fine settimana,
Fabio

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