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sabato 10 settembre 2005

Svuotarsi di se' e riempirsi di bellezza

GEORGE STUBBS Horse and lion, 1770

[Chi scrive un blog sa che non siamo noi a scegliere gli argomenti dei post, ma sono i post che ci scelgono, che chiedono di esistere. Cammini per strada, sali sulla metropolitana, leggi un articolo, vedi una foto, incontri una persona, e sai che quello sara' il prossimo post. I post accadono, sono loro che si fanno trovare. Sono frasi captate, frammenti di discorsi, parole che portano con se' ricordi].

Mi svuoto di me e mi riempio di bellezza quando mi fermo a contemplare il mare dal sagrato della chiesetta di San Niccolo'.

Quando il Mercoledi' sera entro alla National Gallery mezz'ora prima della chiusura, ascolto il silenzio e i miei passi che rimbombano sui pavimenti di legno scricchiolante, e attorno a me vedo Van Eick, Piero della Francesca, Raffaello e Leonardo e li respiro dentro di me.

Quando torno a casa e Billy si appoggia a me e mi guarda con quei suoi occhi di cane pieno d'amore e mi lecca la faccia e mi fa capire quanto ha sentito la mia mancanza.

Quando penso alle camminate in collina, ai bagni in mare, ai discorsi che non finivano mai, ai Sonic Youth condivisi con Simona, che e' passata troppo velocemente su questo pianeta.

Quando nelle sere d'estate vedo sorgere la luna rossa dietro le colline, accompagnata dalla musica dei grilli che attraversa il silenzio.

Quando un sms di Rocco mi fa capire che nello stesso momento stiamo entrambi marciando per la pace, con tanta distanza tra di noi, ma nessuna tra i nostri cuori.

Quando entro in studio, spengo la luce al neon, accendo la lampada puntata sul mixer, metto le cuffie e so che per un'ora potro' condividere musica, idee, stati d'animo con qualcuno che non conoscero' mai ma che forse capisce tutto.

Quando cade la neve, quando sento arrivare la primavera, quando vedo un arcobaleno.

[Grazie per titolo e ispirazione per questo post - scritto ascoltando in loop "Guess I'm doing fine"]

8 Comments:

Anonymous Anonimo said...

...quando tutti i tuoi amici lontani,nel silenzio delle loro case, leggono i tuoi post e vorrebbero commentarli guardandoti negli occhi davanti ad una calda tazza di the.
E' sempre un piacere Fabio.Credimi.Riempie il cuore.
Claudia

martedì, 13 settembre, 2005

 
Anonymous Kit said...

...Prego :-)

"Guess I'm doing fine" di Beck ha un testo molto amaro, ma questo post è davvero tenero, parole bellissime.

martedì, 13 settembre, 2005

 
Anonymous Anonimo said...

....Prego :-)
claudia

martedì, 13 settembre, 2005

 
Blogger MoMo said...

!(commento la parentesi)!
Scusami Fabio, ma da quando "i post ci scelgono"?. Mi sembra un po' un'assurdità. "i post accadono" ? "sono loro che si fanno trovare" ? Che senso hanno queste parole? Se voglio scrivere un post lo scrivo, sennò no .. Sinceramente non vado in giro pensando che tutto quello che vedo o che sento "sarà" un possibile post di un blog ..( la brum del mm ha un psss nella mmm)
Tutto quello che vedo e che sento fa parte di me, dei miei ricordi, della mia fantasia, delle mie emozioni ... tutto quello che vedo e che sento è reale. E' vivo. Non sono pixel su un computer.

Un inchino,
Simo

martedì, 13 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Claudia -

Grazie per le tue parole, spero capiti presto di prendere una tazza di te' insieme (per i suggerimenti sui tipi di te' non posso che rimandare al post precedente...)

Kit -

"Guess I'm doing fine" (cosi' come "Lonesome tears" che la segue nel disco) sono tipici esempi di canzoni che affrontano il dolore e lo trasformano in poesia. Alcuni dei ricordi del mio post contengono una nostalgia abbastanza struggente, che pero' per qualche ragione si trasforma in bellezza che non so descrivere (proprio come il finale di "Lonesome tears").

Simo -

Da qualche post in qua a London Calling va di moda l'attacco frontale vedo! :-) Ho letto quello che hai scritto e sono sicuro che in molti casi e' condivisibile. Resto pero' abbastanza della mia opinione almeno per quanto riguarda la mia esperienza personale. I dischi di Prospettive Musicali sono loro a scegliere me, i post di London Calling accadono a un livello abbastanza pre-razionale. Sull'ultima frase mi verrebbe da dire non confondere realta' e rappresentazione, pero' sono discorsi che lascerei ai filosofi...

martedì, 13 settembre, 2005

 
Anonymous Anonimo said...

...è vero.. va di moda l'attacco frontale e non si capisce perchè!Almeno sarebbe carino un"botta e risposta"sensato piuttosto che emoticon adolescenziali.
Per il thè....ho letto attentamente le istruzioni del post precedente e ho comprato quello alla cannella; ti farò sapere.
claudia

martedì, 13 settembre, 2005

 
Blogger Henry said...

interessante disquisizione filosofica...se non fosse che credo che fabio e simo alla fine parlino dello stesso fenomeno fotografato ad istanti diversi.

cerco di spiegarmi: nessuno, credo, va in giro pensando che cio' che vede o sente "sara'" parte di un blog (o di una poesia, o di un romanzo, o di una canzone) ed e' pure vero che tutto cio' che sentiamo e' reale e parte del nostro vissuto emozionale.

il punto e' cos'e' che fa si che tra le mille cose su cui posso scrivere un blog una sola viene a galla? certamente il mio bagaglio emotivo e' largo abbastanza da contenere argomenti per milioni di blog diversi ma cos'e' che tre gioni fa mi ha fatto scegliere "straniero" come blog (chi e' curioso e' invitato a fare un salto sul mio blog ;))?

e allora la domanda di fabio assume un senso. Sono io che scelgo i blog o loro che scelgono me?

non credo ci sia risposta e se c'e' forse non vale neanche la pena cercarla.

H!

mercoledì, 14 settembre, 2005

 
Blogger Fabio said...

Claudia -

Beh va di moda anche difendermi per fortuna! Grazie!

Henry -

Mah, piu' che una disquisizione filosofica a me sembra un discorso da film di Nanni Moretti! Io un po' pero' il mio punto di vista lo ribadisco. Nel senso che ci sono cose che chiedono loro di essere espresse. Non potrei parlare d'altro quel giorno. Non potrei trasmettere altri dischi quel giorno. Poi certo, ci sono periodi di neutralita' emotiva, ma in quei periodi nemmeno mi viene voglia di scrivere.

mercoledì, 14 settembre, 2005

 

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