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Ambiente Uguaglianza Tempo

mercoledì 4 gennaio 2006

Dopo questo post prometto che incomincia il 2006


Ma prima vi dico cosa mi e' piaciuto davvero tanto nel 2005 (lasciando da parte la musica, di quella abbiamo parlato in varie occasioni a Radio Popolare e ritorneremo ad ascoltare la musica migliore dell'anno appena trascorso Domenica prossima - alle 22.35).

Il colore puro di Yuko Shiraishi alla Annely Juda Gallery. I paesaggi surreali di Verne Dawson nei quali mi sono perso al Camden Arts Centre. Il nuovo video di Saskia Olde Wolbers alla South London Gallery, sospesa da qualche parte tra Camberwell e Peckham, dove arrivare e' sempre un'avventura. I fiori di Jo Self, dipinti nel giardino del Dalai Lama e arrivati fino alla Redfern Gallery di Mayfair. Il lungo viaggio nella pittura di Frida Kahlo organizzato con la solita competenza dalla Tate Modern. E una menzione speciale per Keith Haring alla Triennale di Milano e per la persona che mi ci ha portato. Ricordo ogni istante di quel pomeriggio.

Al cinema ho amato, come sempre, ormai lo sapete, storie di quotidianita' un po' amara. Le migliori le hanno sapute raccontare Jim Jarmush (Broken flowers), Alexander Payne (Sideways), Juan Pablo Rebella & Pablo Stoll (Whisky). Cinema indipendente dal continente americano, di quello che fa sorridere, commuovere, riflettere. Storie di relazioni difficili trattate con gentilezza e leggerezza. E poi confusione e dolore, raccontate iper-realisticamente da Gus Van Sant (Last days) nel suo ritratto di Kurt Cobain (che, per come me lo ricordo dopo averlo incontrato una sola volta, subito dopo la pubblicazione di Bleach, era proprio cosi'). E anche qui una menzione speciale, per il pomeriggio nel quale sono stato al National Film Theatre a vedere L'eclisse di Michelangelo Antonioni. I suoi capolavori restano per me Zabriskie Point e Blow-up, ma L'eclisse e' stata una sorpresa davvero piacevole ed emozionante.

6 Comments:

Blogger PiB said...

concordo special-MENTE con Broken Flowers...un film con un cast favoloso a partire da Bill Murray (quel suo sguardo languido mi ha fatto morire nel film) fino ad arrivare alle varie protagoniste femminili..tra tutte lei Sharon Stone...grande film...il cinema americano quando diventa indipendente rende eccome.

mercoledì, 04 gennaio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

Hey Fabio, Olivier vorrebbe comprare un disco dei "Fall" perche' non gli hai mai ascoltati..che disco consigli?

giovedì, 05 gennaio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Pib -

Il cinema indipendente americano ha imparato moltissimo dal neorealismo, italiano e non solo. I suoi personaggi sono anti-eroi, forse proprio per volonta' di contrapporsi al cinema ufficiale. E negli anti-eroi ci si riesce a identificare, semplice-MENTE. E' questo che mi succede quando vedo film come "Broken flowers" e "Sideways".

Myriam -

Leggi il bell'articolo dedicato da Mojo di questo mese al gruppo. Io sono molto legato a "Hex enduction hour" perche' ricordo la prima volta che l'ascoltai (nel 1981 o giu' di li) a Radio Pavia, in un programma curato da un giovanissimo Claudio Sorge. Altrimenti puo' prendere "50,000 Fall Fans Can't Be Wrong", una raccolta su due dischi che spazia dal 1978 al 2004 (e magari partire di li' per approfondire). Poi fammi sapere se gli/ vi sono piaciuti.

giovedì, 05 gennaio, 2006

 
Blogger PiB said...

come hai ragione...posso io identificarmi in Terminator? Meglio Miles con il suo romanzo e il suo pinot e Don con il suo sguardo languido

giovedì, 05 gennaio, 2006

 
Blogger Fabio said...

E come diceva Bertolt "Beati i popoli che non hanno bisogno di eroi". O le persone (questo lo dico io).

giovedì, 05 gennaio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

bellissima frase riportata in un murales ad Orgosolo che si trovava in "piazza dei Caduti"..

giovedì, 05 gennaio, 2006

 

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