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Ambiente Uguaglianza Tempo

martedì 7 febbraio 2006

Like the leaves of fall



"I always wanted to play classical recitals and concerts, and go from place to place and learn new programs and practice new things and play hours and hours of piano for people".

Oggi mi sento cosi' terribilmente inadeguato a tutto che l'ultima cosa che sento di poter fare e' scrivere un post. Contemporaneamente vorrei scrivere qualche riga prima che il ricordo del concerto di Regina Spektor sbiadisca. Non dovrebbe succedere tanto facilmente, ma non si sa mai.

La storia di questa bambina innamorata del suo pianoforte, che quando i genitori fuggono dall'Unione Sovietica e' costretta a lasciare dietro di se', e' per me commovente. Regina che arrivata nel Bronx, per non perdere quello che ha imparato, e in mancanza della possibilita' di accedere a un pianoforte, muove le sue dita sul davanzale della finestra e sul tavolo della cucina.

No, non riesco a scrivere, troppe distrazioni, troppi travagli nella mia testa. Riesco solo a ricopiare due frammenti di interviste e il testo di "Lulliby".

"The Japanese have a proverb: whenever the student is ready, the teacher appears. In a lot of ways, that’s how my life has been, there's been this kind of harmony with things".

“People love that record. They would come to a show, and then buy five copies so they could give them as presents. I never had enough money to do a big run so I'd do 200 at a time, sell them out, and then make more".

"I know that you cannot be here
I know that you are not mine now
looking out the window
at another window
i see toenails changing color
like the leaves of fall
if you often smile
but often don't smile
which do you do more often
smile.. or not?
I dreamt a hydrant was covered in snow
a white light glowing below
I know that you cannnot be here
I know that you are not mine now
looking out the window
at another window
I see toenails changing color
like the leaves of fall".

[Una galleria di illustrazioni di Julie Morstad, autrice della copertina di "Mary Ann meets the gravediggers and other short stories" la trovate qui.]

12 Comments:

Blogger ele said...

.. spero vada tutto bene..

martedì, 07 febbraio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

boh..ma la storia su Regina dici che e' vera..o e' una tirata su per far lacrimare..? erhm..sono piuttosta scettica...secondo me e' un po' romanzata..dai..

mercoledì, 08 febbraio, 2006

 
Anonymous Anonimo said...

Oggi va meglio? in un certo senso però io trovo rassicurante sentir dire da qualcuno che si sente inadeguato. Mi fa capire che capita a tutti di sentirsi fragili e vulnerabili, e che quindi si può comunque trovare comprensione, negli altri.
Sembra normale ma a volte non è così scontato....
grazie per il link alle illustrazioni. In effetti sono più malinconiche e femminili rispetto all'immaginario di Edward Gorey.
Mancano della sua ironia, ma per quel che mi riguarda le ho apprezzate.
un abbraccio
raffaella

mercoledì, 08 febbraio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Ele -

Uhm, bene e' una parola grossa diciamo. Pero' ci sono cose che aiutano, come il tuo commento.

Myriam -

Perche' non dovrebbe essere vera? Non e' cosi' inverosimile.

Raffaella -

Non e' affatto scontato trovare comprensione attorno a se' quando ci si sente inadeguati. Di solito succede il contrario, il mondo corre avanti e ti lascia behind. Poi per fortuna ci sono le belle persone che leggono il mio blog, che capiscono e condividono, e mi fanno continuare a pensare che questo luogo molto nostro e' un bel rifugio nel quale comunicare con sincerita' e apertura. Sulle illustrazioni sono con te, piu' malinconiche e soprattutto femminili, delicate, silenziose.

mercoledì, 08 febbraio, 2006

 
Anonymous Anonimo said...

si, ma forse è solo la nostra ansia che ci fa sembrare che le cose stiano così, che cioè gli altri ci stanno lasciando indietro.
Questo volevo dire..
Poi ogni tanto ti rendi conto che anche le persone che ti stanno attorno si sentono nello stesso modo, e quindi..
magari è la nostra paura che distorce la percezione della realtà.
ciao
raff

mercoledì, 08 febbraio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

D'accordissmo..

mercoledì, 08 febbraio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Mi sto chiedendo la stessa cosa. Il fatto e' che le paure sono cosi' reali, cosi' vere. Quello che si teme potra' accadere ci fa assumere comportamenti difensivi che non sembrano mai abbastanza estremi. Riusciamo a rovinare tutto con le nostre paure, le nostre ansie. Il senso di inadeguatezza lo inventiamo anche quando non ne avremmo ragione. Mi domando perche' e non trovo una risposta.

mercoledì, 08 febbraio, 2006

 
Anonymous Anonimo said...

io direi, cerca di non perdere il senso dell'umorismo, che è forse la migliore ancora di salvezza e di lucidità. Perchè c'è bisogno soprattutto di lucidità quando la paura ingigantisce gli avvenimenti più banali, e sminuisce la percezione che abbiamo di noi stessi, e ci fa sentire peggiori o più indifesi di quello che siamo in realtà.
tu cosa dici?

raff

mercoledì, 08 febbraio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Credo sia una questione di distanza, di prendere le distanze giuste dalle cose. Al lavoro, il mio direttore ogni tanto quando sono molto convinto delle mie idee mi interrompe dicendomi "step back". Facendo quel passo indietro ritrovo la lucidita' che dici. L'umorismo pero' e' il contrario del mio romantico abbandonarmi alla commiserazione. Ne sarebbe l'antidoto, ma e' un antidoto che in questo momento non trovo nell'armadietto dei farmaci. Dovrei vestirmi, uscire, cercare una farmacia aperta, ma in questo momento non ho davvero abbastanza energie. Pero' mi capita. Magari domani mi alzo di slancio. Di solito la fase autocommiserante come arriva se ne va. Pero' grazie per il tuo commento. Facendomi parlare di queste cose mi chiarisci le idee.

mercoledì, 08 febbraio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

se vuoi venire a prendere una boccata d'aria fresca a Canterbury let me know..forse cambiare di panorama fa bene quando ci si sente giu'..:(..Raffaela e' molto saggia

mercoledì, 08 febbraio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

non si puo' lasciare il commento sul post per San Valentino..mi ricordo di quello passato assieme nella libreria socialista di Londra.. in preparazione della manifestazione. Un'altra volta l'ho passato con Giorgia a bere una cioccolata in un bar e ad osservare le coppie che erano uscite assieme e che si annoiavano a morte. Non ho mai festeggiato San Valentino in quanto la trovo una festa tremendamente commerciale ..e odiosa..Quest'anno il giorno di San Valentino vado a Genova senza Olivier che sara' qui a Canterbury da solo. E' la riccorrenza piu' idiota del pianeta!

mercoledì, 08 febbraio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Specifichiamo che si trattava della libreria dei Socialist Workers eh, non vorrei mai che qualcuno pensasse che sto con Bobo Craxi e Claudio Martelli. Meglio chiarire, non si sa mai.

mercoledì, 08 febbraio, 2006

 

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