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Osservazioni e ascolti

domenica 13 novembre 2011

Reto Bieri, Contrechant (ECM New Series, 2011)

Sto in questi giorni molto appassionandomi all'ascolto dell'esordio solista di Reto Bieri, clarinettista svizzero (di Zug), che interpreta in chiave libera e improvvisativa il repertorio contemporaneo europeo e nord-americano.

Il riferimento al canto, presente nel titolo, non sembra fuori luogo dopo ripetuti ascolti attenti. Vale quello che dicevamo qualche giorno fa a proposito di Meredith Monk, anche se rovesciando le premesse (nel caso della Monk e' la voce a farsi musica, qui sono le note di clarinetto a farsi voce).

Non credo sia necessario sottolineare che non si tratta di un disco di facile ascolto. Scompone la musica cosi' come nelle arti figurative gli espressionisti astratti analizzavano e ricombinavano i fattori primi di forme, linee e colori. Riporta il suono al suo stato piu' puro, generando forme astratte in costante movimento. Una trasformazione che avviene in uno spazio a molte dimensioni.

Contrechant si apre con una silenziosa composizione di Luciano Berio, alla quale fa seguito un vivace e spezzato brano del compositore svizzero Heinz Holliger. E' poi la volta delle spirali di suono di Salvatore Sciarrino, di una composizione solo leggermente piu' tradizionale (jazz ridotto ai suoi fattori primi, sembra) di Elliott Carter, di un altro brano di Holliger e di due composizioni di musicisti dell'Est (Peter Eotvos e Gergely Vajda) che mi hanno ricordato un po' la varieta' cromatica del mio amato Gyorgy Kurtag. Come capita con Kurtag, assistiamo all'apparizione e al dissolvimento di forme, che sembrano a volte improvvisamente scomparire, fino a farci interrogare sulla loro concreta esistenza.

E' musica piena di luci abbaglianti e ombre che ci avvolgono. Come ho scritto altre volte, a un disco come questo mi piace accostarmi come se visitassi una galleria di pittura contemporanea. Prendendomi tempo per riflettere, senza necessariamente provare ad avanzare spiegazioni definitive e giudizi sintetici.

Ci costringe a porci domande sulla nostra relazione col suono, ancor prima che questo diventi musica. Suono dell'universo.

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