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Ambiente Uguaglianza Tempo

domenica 19 dicembre 2004

Sabato 18 Dicembre 2004: Nicola Rubino e’ entrato in fabbrica

Ci sono due passaggi di questo libro che ricordo particolarmente.

Il primo e’ nel capitolo intitolato “Riunione sindacale”. In una nuova fabbrica, un gruppo di sindacalisti organizza una riunione. I rappresentanti del sindacato parlano di flessibilita’ del lavoro, precarizzazione, mercato globale, cercando di coinvolgere gli operai. Contemporaneamente, un gruppo di ragazze se ne sta fuori dalla porta a ridacchiare e digitare sms al cellulare, mettendosi la mano sulla bocca.
Il secondo lo trascrivo: “E poi dicono gli operai, la classe sociale. Individualisti che neanche uno yuppie degli anni ottanta”.

Ho avuto la fortuna di inserirmi nel mondo del lavoro all’inizio degli anni ‘90, con un contratto a tempo indeterminato, che all’epoca era la norma. In questi anni il mercato e’ cambiato profondamente, e oggi esiste tutta una serie di contratti sciagurati: di lavoro interinale, di formazione, e il piu’ disgustoso di tutti, il contratto a chiamata. Si lavora quando il padrone ha bisogno, con preavviso minimo, senza piu’ uno straccio di possibilta’ di progettazione della propria vita.

Hanno vinto loro. Il tappo di merda di Arcore, tra tutti i padroni il piu’ rivoltante, in Italia fa quello che vuole: privatizza, liberalizza, stravolge la Costituzione. Ma perche’ hanno vinto? Una risposta non l’ho. Ma sento che parte della responsabilita’ e’ proprio di quelle cretinette che, nel libro e nella realta’, invece di cercare di capire le dinamiche del mercato del lavoro e di elaborare strategie di difesa di classe, preferiscono non pensare ed evadere, accettando i modelli culturali imposti dall’alto. E una parte e’ di quegli operai che hanno scelto il disimpegno piu’ totale, e dopo una giornata di sfruttamento la sera vedono quello che vuole il padrone: tele-liti familiari, quiz, telegiornali di regime, il Gabibbo.

Il patrimonio democratico della Resistenza, in Italia e’ stato barattato con qualche velina e qualche calciatore internazionale. Tutto questo a me fa un’enorme tristezza.

http://www.feltrinelli.it/SchedaLibro?id_volume=5000290

3 Comments:

Blogger Cino Ricci said...

Ringrazia il cielo di essere in Inghilterra.
Qui in Italia siamo al grottesco. Domenica, dalle valli, è scesa a Milano l'orda leghista per manifestare contro l'inizio delle trattative per l'annessione della Turchia alla UE.
Hanno cavato dai bauli i vecchi manuali di storia delle elementari (per molti probabilmente era la prima volta che avevano a che fare con un libro) lanciandosi in colte dissertazioni riguardo la battaglia di Lepanto. Alcuni sono stati fermati appena in tempo mentre si accingevano a partire (con catapulte, archibugi e un gigantesco panettone cavo, da usare a mo' di cavallo di Troia) per cingere d'assedio la ridente cittadina ligure di Levanto.
Il comizio è stato un trionfo di luoghi comuni ai quali i coscienziosi discepoli rispondevano grugnendo felici (spesso il grugnito è l'unica forma di comunicazione da loro conosciuta). Uno dei passaggi che più mi hanno commosso è stato quando il MINISTRO DELLA REPUBBLICA Castelli ha esclamato:"E come dovremmo reagire se un magistrato turco dovesse indagare su un Padano?". Ohibò. Forse mi sfugge qualcosa ma la risposta mi sembra semplice. Se il Padano è un mariuolo plaudiremo al magistrato. Se è innocente spereremo che la giustizia prevalga e che il Padano possa tornare alla sua polenta e casoela.
Nel frattempo però io ho cominciato la mia protesta. Alzatomi all'alba per la mia preghiera mattutina (alla quale ho apportato una piccola variante non inchinandomi verso La Mecca ma verso Barcellona perchè son seguace di Gaudì invece che Maometto), ho fatto la mia solita colazione a base di latte e datteri (i corn flakes sono superati). Mi sono vestito con la mia palandrana (però di piumino d'oca; il clima milanese è leggermente differente da quello di Daharan) e sgusciando nel traffico a bordo del mio cammello (a quattro zampe motrici) sono giunto nel mio accogliente ufficio da dove ti scrivo le mie farneticazioni.

Id milad said ya Fabio (se le mie reminescenze di arabo non mi ingannano dovrebbe significare "Buon Natale"; ma potrebbe anche essere "togli la pasta Napolina dal fuoco" ^_^)

Marco

martedì, 21 dicembre, 2004

 
Blogger Fabio said...

Ahoy Marco! Ma davvero gli Arabi si augurano il buon Natale??? Grazie per i tuoi aggiornamenti dall'Italia. Qui non abbiamo i leghisti ma al loro posto ci sono i fanatici di caccia alla volpe, che hanno pressappoco lo stesso livello intellettuale e identico stile ruspante. E abbiamo pure gli integralisti sikh che nel fine settimana hanno attaccato un teatro di Birmingham dove si teneva una rappresentazione da loro considerata blasfema, distruggendolo.

E abbiamo naturalmente -come non citarla?- la pasta Napolina, che ha soppiantato negli orridi gusti inglesi la Barilla e la mia prediletta De Cecco. Ogni tanto al supermercato mi metto a parlare con le massaie inglesi e le convinco a passare dalla Napolina alla De Cecco, ma la mia opera di proselitismo richiederebbe orde di discepoli sguinzagliati per le Tesco dell'isola, che per il momento non ho ancora... in piu' la De Cecco costa tre volte quanto la Napolina e richiede doti non comuni di arrampicata perche' la nascondono sull'ultimo ripiano in alto.

Vi abbiamo rimandato in Italia la Paola, contenti?? Comunque qui a Londra mi pare che si sia divertita, e ha conosciuto piu' giri di persone lei in 2 mesi che io in 3 anni!

Buon Natale e keep coming back di tanto in tanto!

martedì, 21 dicembre, 2004

 
Blogger Fabio said...

Ahoy Marco! Ma davvero gli Arabi si augurano il buon Natale??? Grazie per i tuoi aggiornamenti dall'Italia. Qui non abbiamo i leghisti ma al loro posto ci sono i fanatici di caccia alla volpe, che hanno pressappoco lo stesso livello intellettuale e identico stile ruspante. E abbiamo pure gli integralisti sikh che nel fine settimana hanno attaccato un teatro di Birmingham dove si teneva una rappresentazione da loro considerata blasfema, distruggendolo.

E abbiamo naturalmente -come non citarla?- la pasta Napolina, che ha soppiantato negli orridi gusti inglesi la Barilla e la mia prediletta De Cecco. Ogni tanto al supermercato mi metto a parlare con le massaie inglesi e le convinco a passare dalla Napolina alla De Cecco, ma la mia opera di proselitismo richiederebbe orde di discepoli sguinzagliati per le Tesco dell'isola, che per il momento non ho ancora... in piu' la De Cecco costa tre volte quanto la Napolina e richiede doti non comuni di arrampicata perche' la nascondono sull'ultimo ripiano in alto.

Vi abbiamo rimandato in Italia la Paola, contenti?? Comunque qui a Londra mi pare che si sia divertita, e ha conosciuto piu' giri di persone lei in 2 mesi che io in 3 anni!

Buon Natale e keep coming back di tanto in tanto!

martedì, 21 dicembre, 2004

 

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