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domenica 8 maggio 2005

Joy Division

Treno in assoluto orario. 91 stracarica, presa al volo. Arrivo presto in redazione, saluto i presenti, vedo Nostrini nello studio strapieno di ospiti. Mi siedo al computer a scrivere a Gnop l'elenco dei brani che trasmetterò stanotte. Vedo entrare Scuffietti, ma non passa dalla redazione, si ficca nello studio 3, pensieroso, senza dire nulla. Ora capisco perchè. Sta trasmettendo una puntata del "Giardino degli dei" sui Joy Division. Una puntata nera come la notte, piena di dolore e perdita di controllo. I Joy Division si ascoltano solo così, in totale solitudine, senza compromessi. E' musica senza luce la loro, un viaggio nelle tenebre. La cosa meno primaverile che riesco a immaginare. Ian si suicidò il 18 Maggio di 25 anni fa, ma non ce la farei a trasmetterli dopo una giornata come oggi, trascorsa a camminare in collina con Billy, e poi sulla mia bicicletta tra campi di grano e prime fienagioni.

E però sono contento di ascoltarli. Mi ricordano la mia scoperta della musica. Senza i Joy Division, che interpretavano il mio devastante disagio adolescenziale e il mio desiderio di vivere una vita diversa da quella che era stata scritta per me, non sarei qui in questo momento. Nel bene e nel male i Joy Division sono parte della mia storia. Ricordo l'emozione quando entrai nel cimitero di Macclesfield e vidi la piccola urna che contiene le ceneri di Ian. C'era con me una persona della quale non ricordo neanche più il nome, che aveva accettato di fare quel viaggio attraverso l'Inghilterra fino a Manchester e poi di prendere un treno locale fino a questo villaggio operaio senza alcuna attrattiva. Case tutte uguali, anonimato, grigiore. Quell'assenza di colore che si riflette in "Unknown pleasure", inciso prima dell'abbagliante, gelido "Closer". E che poi, per reazione, avrebbe generato quella che Scuffietti ha appena definito la più bella canzone d'amore di tutti i tempi, "Love will tear us apart".

Smetto di scrivere e ascolto, commosso.

3 Comments:

Anonymous Anonimo said...

Nostrini, grazie alla scaletta, si è fatto ampiamente perdonare i suoi strafalcioni linguistici. Grazie anche a te per averci fatto conoscere la figura del bisnipote (?) di Nietzsche. Ciao.

lunedì, 09 maggio, 2005

 
Anonymous Anonimo said...

Dove scritto Nostrini, leggasi "Scuffieti".

lunedì, 09 maggio, 2005

 
Blogger Fabio said...

Si' avevo capito: non me lo vedo proprio il Bacicin che ascolta "Atrocity exhibition"! :-)

Grazie per il tuo commento!

martedì, 10 maggio, 2005

 

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