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Prospettive Musicali

venerdì 9 marzo 2007


In cucina l'uomo poso' la valigia sul pavimento. Nel sedersi si tiro' su leggermente i pantaloni all'altezza delle ginocchia, pizzicandone la piega con due dita. Accavallo' le gambe, rivelando calze a losanghe.
- Vediamo un po', che tipo di amore ci puo' interessare, oggi? - chiese.
- Che tipi ha?
- Dunque... - disse lui, alzandosi in piedi.
- Abbiamo l'amore che si desidera, l'amore che si pensa di desiderare, l'amore che si pensa di desiderare ma quando alla fine arriva non lo si desidera piu'...
- Questo dev'essere molto richiesto.
- Infatti lo e'.

[Da Andrew Kaufman, Tutti i miei amici sono supereroi, Meridiano Zero].

9 Comments:

Blogger Morgan said...

STRITOLATO IN UN CASSONETTO KILLER! Andate sul mio blog e aiutatemi a firmare la petizione contro la Caritas!
Grazie e scusami il disturbo.
http://www.acmedelpensiero.blogspot.com/

venerdì, 09 marzo, 2007

 
Anonymous Anonimo said...

Lo leggerò Fabio, deve essere un racconto piuttosto acuto e divertente.
Nicola

sabato, 10 marzo, 2007

 
Blogger artemisia said...

...poi c'è l'amore che si pensa di desiderare ma quando alla fine arriva non lo si desidera più ma se ne desidera un altro che poi quando arriva non si desidera più ma se ne desidera un altro che poi...

(ad libitum)

Che stanchezza però.

sabato, 10 marzo, 2007

 
Blogger lophelia said...

Articolo già trattato, e non c'è da vantarsene.

lunedì, 12 marzo, 2007

 
Anonymous Anonimo said...

interessante la figura dello spacciatore di amore. Dal punto di vista letterario, s'intende.
Ma vende anche quello che annebbia la testa? E quello che dura?
E come lo si paga, questo pusher?
ciao
Auro

lunedì, 12 marzo, 2007

 
Blogger Fabio said...

Morgan -

Sono venuto da te a firmare.

Nicola -

E' molto surreale, pero' contiene delle verita' profonde enunciate con tono leggero. Solo un po' troppo "io sono qui, tutti gli altri stanno la' in fondo", che e' un atteggiamento un po' pericoloso.

Artemisia -

Eh si'. Tranne quando non arriva. Allora maturi la certezza che era proprio quello, e che la tua vita sarebbe cambiata, e che saresti stato felice, ecc. ecc. Meno male che c'e' almeno questa variante, se no che noia!

Lophelia -

No no, niente vanti. Sai cosa mi e' piaciuto quando ho letto quel passo del libro? Il fatto che e' un articolo molto richiesto. Mi da' un certo temporaneo e temo passeggero sollievo pensare che siamo in tanti.

Auro -

Beh ma quello non ha prezzo. Pero' se ci pensi il fatto che non abbia prezzo... in un'economia di mercato come la nostra... Quello che non ha prezzo vale tanto o poco? Non avendo prezzo viene il dubbio no? E quindi si lascia di solito perdere.

lunedì, 12 marzo, 2007

 
Blogger artemisia said...

Non confondiamo prezzo e valore.
:)

lunedì, 12 marzo, 2007

 
Anonymous Anonimo said...

proprio perchè non ha prezzo ero curioso di vedere come veniva risolta la questione
concordo pienamente con Arte, prezzo e valore sono del tutto diversi
peccato che oggi si dia un prezzo a (quasi) tutto ed invece valore...? a che cosa?
Auro

martedì, 13 marzo, 2007

 
Blogger Fabio said...

Valore d'uso e valore di scambio, come giustamente distingueva il nostro Carletto Marx. E tutti abbiamo un'etichetta del prezzo attaccata, come cantava Mark Stewart del Pop Group, ricordate? Che poi e' il valore di scambio, perche' il vero valore di ognuno di noi e' cosi' spesso ben riposto che solo il tempo lo puo' rivelare. Per paura di sbagliare, quindi si guarda il talloncino e' si decide: troppo cheap, oppure non me lo posso permettere, oppure ipoteco il futuro e poi si vedra'.

martedì, 13 marzo, 2007

 

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