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Osservazioni e ascolti

lunedì 16 agosto 2010

Nu Yorica roots! (Soul Jazz, 2000)

E' una bella serata qui a Londra. Sono stato a mangiare una fetta di torta di mandorle di Paul e a leggere a Parliament Hill fino a quando c'e' stata un po' di luce. E adesso sono in terrazzo a sorseggiare un buon te' e a prendere il fresco della sera, mentre sul piatto sta girando una delle piu' riuscite raccolte della sempre ottima Soul Jazz di Soho (house label del negozietto Sounds of the Universe, che insieme a Honest Jon's e' il mio preferito di questa citta').

Un po' tutte le raccolte Soul Jazz hanno la statura di classici: le ascolti per anni. Ma forse, insieme a questa, Nu Yorica roots! e' la piu' memorabile della loro storia. Usci' nel 2000, e documenta la scena latin jazz che si sviluppo' a New York nel corso degli anni '60 grazie agli immigrati di origine portoricana e cubana che mischiarono le proprie tradizioni col jazz e il soul. Dando cosi' vita a salsa, mambo, rumba, boogaloo.

Ci sono tutti: Tito Puente (con la sua classica Oye como va che farebbe resuscitare un morto), Ray Barretto, Mongo Santamaria, Eddie Palmieri, Tito Rodriguez e tanti altri che non vi sto a elencare.

La raccolta e' dalla prima all'ultima nota espressione di gioia di vivere e solarita', dalle quali e' impossibile non lasciarsi contagiare. Il volumetto allegato al disco, 24 pagine di note e fotografie d'epoca, contestualizza storicamente l'ascolto, se siete in vena di approfondire. Cosi' come fanno quattro cartoline, una costante delle curatissime raccolte Soul Jazz: una delle quali reclamizza un flower festival che si tenne al Bronx Music Palace, costo del biglietto 3 dollari e 98.

Il secondo volume, che usci' a breve distanza, e' decisamente meno riuscito, ma questo e' una raccolta imprescindibile per partire alla ricerca degli album dai quali sono state pescate queste sedici tracce, che sanno di mare e di estate.

(E non c'entrera' tantissimo, almeno cronologicamente siamo molto dopo, ma mi e' venuta voglia di ascoltare anche loro).