Beginning to see the flash
Per il momento se ne sta sul tavolino davanti al divano, e la sfoglio una decina di volte al giorno, poi non so ancora se questa monumentale monografia sui Velvet Underground finira' nello spazio in alto a sinistra della mia parete libreria (quello dedicato ai volumi di tema musicale) o in quello in alto a destra (dedicato ai cataloghi fotografici).Le immagini che contiene (foto, poster, flyers) sono cosi' emozionanti che e' impossibile leggere un'intera pagina di testo senza interrompersi, in estasi.
Nell'introduzione, l'editor del volume, paragona l'estetica dei Velvet Underground a quella di Caravaggio, per la capacita' di padroneggiare l'arte del chiaroscuro, e non solo nell'uso del linguaggio musicale. Di conseguenza, il proposito che lo ha guidato e' stato quello di trattare la monografia sul gruppo newyorkese con la cura che si dedicherebbe alla produzione di un volume su un maestro della storia dell'arte. Con la consapevolezza che i Velvet Underground inventarono un linguaggio ancora oggi miracolosamente attuale. Che l'importanza del gruppo di Lou Reed puo' essere paragonabile alla nascita del jazz e dell'espressionismo astratto, e il loro primo album a Les demoiselles d'Avignon e alla Sagra della primavera.
Nelle foto, la maggior parte in bianco e nero, spesso i Velvet emergono dall'oscurita' illuminati da una luce bianca, gelida, come a voler prendere le distanze stilisticamente dalla psichedelia che negli stessi anni andava per la maggiore sulla costa Ovest (anche se alcuni dei poster riportati annunciano date insieme a Grateful Dead e Quicksilver, convivenza temporalmente forzata di suoni radicalmente opposti).
Contiene interviste a Lou Reed, Maureen Tucker, Doug Youle, un saggio di Jon Savage e commenti di Lester Bangs. Acquisto super-consigliato durante la spesa del fine-settimana. Ci rivediamo qui Lunedi'.






