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Prospettive musicali e altri racconti

venerdì 23 agosto 2019

Prospettive Musicali del 25 agosto 2019.


Ascolti:

STEREOLAB
Transient random-noise bursts with announcements

DREAM SYNDICATE
These times

JJ CALE
Stay around

ARENI AGBABIAN
Bloom

STEPHAN MICUS
White night

ENDLESS BOOGIE
Endless boogie.


Lettura:

VANDANA SHIVA
Il pianeta di tutti.


Ascolta la prima parte.

Ascolta la seconda parte.

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Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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venerdì 16 agosto 2019

Prospettive Musicali del 18 agosto 2019.


Ascolti:

CHRIS FORSYTH
All time present

KINLOCH NELSON
Partly on time: recordings 1968 - 1970

VV. AA.
Spiritual jazz 9. Blue notes: parts I & II

DOMINIC MILLER
Absinthe

ARENI AGBABIAN
Bloom

ROSCOE MITCHELL & NOTE FACTORY
Far side.


Lettura:

FRANCK MARTIN
Il potere della gentilezza.


Ascolta la prima parte.

Ascolta la seconda parte.

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venerdì 12 luglio 2019

23/ Prospettive Musicali del 14 luglio 2019.


Ascolti:

DOMINIC MILLER
Absinthe

SOKRATIS SINOPOULOS QUARTET
Metamodal

JOE LOVANO
Trio tapestry

VIJAY IYER/ CRAIG TABORN
The transitory poems

DAVID TORN/ TIM BERNE/ CHES SMITH
Sun of Goldfinger.

Lettura:

MARCELLA DANON
Clorofillati.

Ascolta la prima parte.

Ascolta la seconda parte.

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venerdì 28 giugno 2019

22/ Prospettive Musicali del 30 giugno 2019.


Ascolti:

JOE LOVANO
Trio tapestry

JACK DEJOHNETTE
New directions in Europe
Made in Chicago.

Lettura:

THE BOOK OF LIFE
The definition of love.

Ascolta la prima parte.

Ascolta la seconda parte.

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Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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giovedì 20 giugno 2019

21/ Porte aperte.



Il curriculum di un introverso figlio unico non sarebbe completo senza il fatto di avere imparato a leggere prima di andare a scuola. Credo che leggere mi piacesse tanto, allora come oggi, perche' mi ha sempre fatto sentire meno la solitudine.

Nel suo controbuto a A velocity of being, una raccolta di riflessioni sulla lettura, lo scrittore americano Alexander Chee ha scritto:

A book to me is like a friend, a shelter, advice, an argument with someone who cares enough to argue with me for a better answer than the one we both already have. Books aren’t just a door to another world — each book is part of a door to the whole world, a door that always has more behind it.

Negli anni ho preso l'abitudine, quando finisco un libro, di lasciare passare due o tre giorni prima di iniziarne un altro. In quei due o tre giorni non ripongo il libro che ho terminato in libreria. Lo lascio sul divano e ne rileggo alcune pagine, per fissarlo nella memoria.

~~~

Ognuno di noi ha sviluppato piccoli rituali basati sull'esperienza di cio' che ci da' piacere.

Un altro esempio, per quanto mi riguarda, e' comprare dischi, perche' una volta che ho comprato un disco lo ascolto varie volte. Mentre se ascoltassi musica in streaming ne cercherei sempre di nuova e la qualita' dell'ascolto sarebbe superficiale.

Un altro esempio ancora e' il fatto che non ho mai smesso di andare al cinema. Una volta alla settimana mi prendo un po' di tempo per studiarmi per bene i programmi dei tre cinema che frequento qui a Londra - British Film Institute, Institute of Contemporary Arts e Cine Lumiere.

Leggo le descrizioni, le recensioni, guardo i trailers. Poi scelgo uno o due film che desidero vedere. Nuovi o di repertorio, non fa differenza. L'importante e' che si tratti di una storia che parli della vita. Una storia che potrebbe capitare davvero, non campata per aria. Senza eroi, con persone comuni.

L'attesa di quei momenti e' per me piacevole come il momento stesso. E mi piace la metafora che usa Alexander Chee, quella di aprire una porta, entrare in un altro ambiente. Se possibile non tanto diverso da quello nel quale si svolge la vita vera, per vedersi riflessi e, proprio per questo, riflettere.

martedì 11 giugno 2019

20/ 70.



Bruce Springsteen, ho letto oggi, tra qualche mese compira' settant'anni. Non sono mai stato un fanatico della sua musica, ma ho i suoi primi dischi e anche qualcuno dei successivi. E mi e' capitato quei primi dischi di ascoltarli in varie circostanze e eta' della mia vita. Dalle gite scolastiche al tempo del liceo in poi. Per cui a quelle canzoni sono un po' legato, inevitabilmente.

Il nome di Springsteen lo lessi per la prima volta su un muro vicino alla scuola media che frequentavo. Bruce is the boss, avevano scritto. Doveva essere il 1976 o giu' di li'. Il senso di quella scritta lo capii non molto tempo dopo, quando la mia passione per la musica prese forma.

Lui era un ragazzo, e io ancora un bambino. Oggi lui e' un signore anziano, e buona parte della mia vita e' volata via, in un soffio.

Non e' un memento mori il fatto che Springsteen compia settant'anni. E' un signore in grande forma. Eppure e' una misura del tempo che scorre come sabbia tra le dita. Molto ma molto piu' velocemente di quanto avrebbe potuto pensare quel bambino che si domandava cosa volesse dire quella scritta che leggeva ogni mattina su quel muro, trotterellando verso la scuola.

domenica 9 giugno 2019

19/ Forza, debolezza, resilienza, vulnerabilita'.



"In real life we're not strong: we go through things and we react to them. You don't have to be strong to be interesting".

L'ho letto stamattina in un'intervista a Julianne Moore. Le sue parole sono risuonate in me, come del resto tutte quelle che mi capita di leggere e poi annoto qui.

Non siamo forti, nessuno di noi lo e' di fronte alle circostanze della vita. Che sono imprevedibili e in larga parte incontrollabili come mi ha fatto comprendere bene nelle nostre sessioni l'analista danese molto ECM. Circostanze che sono di molte volte piu' forti di noi.

Tutto cio' che possiamo provare a sviluppare e' la capacita' di affrontare le difficolta' rialzandoci e riprendendo il nostro cammino. Senza perdere la tenerezza, la compassione reciproca, la consapevolezza delle nostre umanissime debolezze e della nostra intrinseca vulnerabilita'.

Non dobbiamo essere forti per essere interessanti, afferma Julianne Moore. Io estremizzerei il concetto. Solo le persone che ammettono le proprie debolezze e sanno guardarle negli occhi mi paiono interessanti.

martedì 4 giugno 2019

18/ John Trundle Highwalk.



Ho lavorato da casa tutto il giorno e stasera, avendo finalmente smesso di piovere, sono uscito a fare una passeggiata.

Arrivato al Barbican, ne ho percorso il perimetro in direzione Est. Poi mi sono fermato un po' su una panchina di John Trundle Highwalk, a pensare e a scrivere.

Di John Trundle Highwalk che sembra il titolo di una canzone di Bob Dylan, Quiet London che e' l'unica guida di questa citta' davvero essenziale se siete lettori di questo blog scrive: le canne che ondeggiano dolcemente, le ninfee galleggianti e l'abbondanza di fiori selvatici rendono questo angolo del Barbican quasi rurale.

Mentre ero immerso nei miei pensieri, si e' palesata una volpe molto bella. Non si aspettava di vedere un umano e io di incontrare lei. Si e' avvicinata pur restando a distanza di sicurezza e siamo rimasti un po' a guardarci. Incuriositi ma cercando di non disturbarci vicendevolmente. E poi siamo tornati a fare quello che stavamo facendo, lei a cercare la sua cena e io a scrivere.

Quando e' diventato troppo buio per annotare i miei pensieri sul mio Moleskine, ho ripreso a camminare sempre percorrendo il perimetro Est. Seguendo le sopraelevate tra gli uffici si finisce nella City, a quell'ora deserta.

Prima di tornare a casa sono entrato nel centro culturale. L'atmosfera di sera e' molto silenziosa. Ci sono un po' di persone che leggono e scrivono, per lo piu' immerse nei loro computer. Ma non tante.

Ho preso il programma di Luglio e Agosto e mi sono messo a leggerlo sotto a un lampione in riva al lago. A cavallo tra questi due mesi, Ludovico Einaudi che qui e' molto popolare terra' sette concerti consecutivi nella Barbican Hall che e' una sala da quasi milleduecento posti. Notevole. La presentazione dei concerti dice che il giorno in cui e' stato pubblicato, l'ultimo lavoro di Einaudi ha totalizzato due milioni di streaming.

L'unita' di misura usata, fa pensare. A me piacciono tanto i dischi, con le loro copertine, le fotografie e le loro note da leggere. Lo streaming, e magari pure sentito col computer, lo associo a una pila di fotocopie in bianco e nero e non rilegate di una rivista a colori.

E poi per me componenti importanti di ogni esperienza piacevole sono: l'immaginazione, l'attesa, il desiderio, la sorpresa. Senza, l'esperienza perde spessore, profondita'.

Tornando a casa pensavo che questo fanatismo per il tutto subito, questa moda collettiva dell'eiaculazione precoce simbolo definitivo di questi anni di Spotify e Amazon Prime, questa corsa senza freni alla gratificazione immediata e alla novita' che tra un'ora sara' gia' sorpassata da un'altra e da un'altra ancora, non riescono proprio a coinvolgermi.

Entrato in casa, ho messo nel lettore un vecchio disco di Susanne Abbuehl, abbandonandomi all'ascolto dalla prima all'ultima nota. E ho scritto questo post. 

QUIET LONDON.

17/ Senza fine.



"Perdonare è sapere che siamo, ciascuno a nostro modo, inadeguati proprio quanto il nostro prossimo. Considerando che tutti abbiamo mancanze, non abbiamo altra scelta che essere vicendevolmente comprensivi.

E' naturale, nella vita abbiamo tutti commesso errori e siamo stati affrettati e non certo esemplari. Ma questa non è una ragione per la quale non venire trattati amorevolmente. Impariamo a perdonare quando mettiamo da parte l'ipocrisia, cioè quando siamo abbastanza coraggiosi da comprendere le parti più oscure del nostro cuore.

L'amore sa uscire dagli argini nel quale lo rinchiudiamo. Amare non implica amare solo una persona, amare comprende anche l'amore nei confronti di qualcuno che hai appena incontrato, di estranei di un'altra terra, del pianeta, delle piante, degli insetti, dei pipistrelli e di una falena vicino alla finestra che stanotte potrebbe gia' essere morta".

The definition of love.

sabato 25 maggio 2019

16/ Prospettive Musicali del 26 maggio 2019.


Domenica Prospettive Musicali  andra' in onda in versione breve, dalle 22 alle 22.30. 

Ascolteremo un paio di classici dalla natura indefinibile. Uno piuttosto recente e uno che arriva dai profondi anni '70. Entrambi hanno abbattuto muri, definendo nuove direzioni e nuovi territori.

GHOSTPOET
Dark days + canapes

JACK DEJOHNETTE
New directions.

Alle 22.30 andra' in onda il GR e subito dopo una maratona sui risultati delle elezioni Europee, alla quale sono stato invitato a partecipare per commentare il voto nel Regno Unito.

Ascolta la puntata.


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sabato 18 maggio 2019

15/ Prospettive Musicali del 19 maggio 2019.


Ascolti:

EVAN PARKER
Boustrophedon

ROSCOE MITCHELL
Composition/ improvisation nos. 1, 2 & 3
Bells for the South side.


Lettura:

DAVID FOSTER WALLACE
Questa e' l'acqua.


Ascolta la prima parte.

Ascolta la seconda parte.


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venerdì 17 maggio 2019

14/ Soulfullness.



Tutte le volte che qualcuno cerca di convincermi a praticare la mindfulness, io rispondo che pratico gia' la soulfullness. Scritta proprio cosi', con 3 L.

Va benissimo svuotare la mente con la meditazione. Ma credo che debba accompagnarsi a riempire l'anima di amore, positivita', gentilezza, attenzioni per l'ambiente, buone letture, buona musica.

La soulfullness e' un'attitudine che puo' essere contemplativa, ma richiede anche una partecipazione attiva. Implica conoscere molto bene noi stessi, sapere cosa ci fa stare bene nel profondo. La soulfullness implica una ricerca attenta. Sapersi ascoltare. Sapere cosa stiamo cercando.

La soulfullness e' un percorso individuale o che si puo' intraprendere in coppie particolarmente affiatate e motivate o in piccoli gruppi molto coesi. 

A differenza della mindfulness, la soulfullness non si puo' insegnare. Non puo' essere ricondotta a tecniche valide per tutti, perche' ogni anima e' un mondo a se'.

lunedì 13 maggio 2019

13/ Ossigeno, miele e Dolomiti.



Ieri pomeriggio mentre passeggiavo lungo Regent's Canal immerso nei miei pensieri mi e' capitato di domandarmi quale sia la mia definizione dell'amore. L'amore, mi sono risposto, e' ossigeno, miele e Dolomiti.

E' ossigeno perche' l'amore e' naturale, come respirare. Aria pulita, fresca, pura, che ci fa sentire vivi. Senza respirare non sopravviviamo. Senza amore non esiste vera vita.

E' miele, perche' l'amore e' dolcezza del vivere. Ogni momento condiviso con chi amiamo, lascia un buon sapore, dolce e profumato, proprio come un buon miele biologico.

Ed e' Dolomiti, perche' l'amore ci eleva molto al di sopra della quotidianita'. A una dimensione di incontro luminosa di una luce calda che esalta i colori della vita. Come una vallata aperta, verde e punteggiata di fiori mossi da una brezza di vento, che il sole rende brillanti.

domenica 12 maggio 2019

12/ Quieta contemplazione.



Un articolo che si apre con il celebre aforisma di Pascal "Tutta l'infelicita' dell'umanita' deriva dall'incapacita' di starsene quietamente seduti in una stanza" non poteva non suscitare il mio interesse.

Cita due volumi parecchio interessanti, Minimalismo digitale di Cal Newport e Come far niente di Jenny Odell. Sottotitolo del primo e' Scegliere una vita focalizzata in un mondo rumoroso. Sottotitolo del secondo e' Resistere all'economia dell'attenzione.

Tema dei due volumi e' come non cadere vittime dell'eroina del ventunesimo secolo, i social media.

Non c'e' niente che il sistema teme maggiormente del pensiero. Della riflessione. Che si entri in contatto con la parte profonda e nobile di noi. Che del sistema rifiuta i presupposti e che quindi gli toglierebbe ossigeno. Soffocherebbe, finalmente, il paradigma del consumo.

E allora dobbiamo imparare a non fare nulla. A contemplare il mondo, la natura, i piccoli avvenimenti quotidiani attorno a noi. Ricercando la quiete. Cercando la bellezza in ogni cosa. E per quanto ne siamo capaci amplificandola e condividendola.

L'articolo e' un po' lungo, ma come tutti gli articoli lunghi del Newyorker lo potete anche ascoltare.

NEWYORKER
What it takes to put your phone away. 

venerdì 10 maggio 2019

11/ Condividere.



Uno dei regali piu' belli della maturita' e' che la rabbia giovanile si stempera. La sostituiamo con una ricerca di dolcezza. Con le piccole gioie quotidiane alle quali permettiamo di riempire le nostre vite. Ci concentriamo sulle esperienze e le relazioni che ci fanno sentire vivi e ci danno ispirazione.

Anche l'idea di felicita' cambia. Io per esempio ho smesso di pensare di potere essere felice da solo. Sono felice solo quando un'esperienza la posso condividere. Un percorso, una musica, una lettura.

Si diventa piu' spirituali. Nel senso che ci si affida maggiormente al cuore e all'anima quando si deve prendere una decisione.

Ieri ho ascoltato un webcast su spiritualita' e lavoro. Ha parlato tra gli altri un monaco camaldolese, bravissimo. Ha detto che dobbiamo centrarci sul nostro cuore, sentirlo come un'entita' che dia unita'. Riconciliarci con il nostro cuore. Perche' un cuore riconciliato e' un cuore che unisce.

Subito dopo il webcast gli ho scritto. Ho condiviso con lui una serie di podcast di Uomini e profeti che mi hanno appassionato. Lui mi ha risposto condividendo le parole ispirate della scuola di economia civile, per le quali lo ringrazio.

UOMINI E PROFETI: OIKONOMIA

martedì 7 maggio 2019

10/ Il perdono.



Scrivere una newsletter implica avere qualcosa da dire in modo continuativo e richiede impegno.

Sono abbonato a moltissime, e le scorro tutte. Quelle che preferisco alla fine continuano a essere quelle di Susan Cain, Maria Popova e Alain De Botton. Newsletter alle quali sono grato per avermi dato molta ispirazione negli anni e i cui spunti mi e' capitato di riprendere qui.

Da Quiet Revolution, curata da Susan Cain, ho letto oggi un bell'articolo sulla gestione positiva dei conflitti. Suggerisce di sviluppare cinque capacita':

1) La pazienza. Respirare profondamente. Contare fino a 10. Non reagire d'impulso.

2) Non perdere il rispetto per noi stessi, nonostante la situazione nella quale ci veniamo a trovare non sia favorevole. Aiutiamoci magari frequentando persone, ambienti e esperienze che ci facciano stare bene. Evitando, di converso, quelli che in questo senso non aiutano.

3) La chiarezza. Mantenersi lucidi, ridefinendo la situazione con specificita'. Un conflitto, grande o piccolo, non e' la fine del mondo se lo circoscriviamo.

4) La neutralita' emotiva. Mantenersi freddi. Non farsi coinvolgere troppo.

5) Il perdono. Che libera energie. Dimenticare le offese. Andare avanti per la nostra strada.

QUIET REVOLUTION
How to handle conflict skillfully.

lunedì 6 maggio 2019

9/ Alla ragazza che piangeva a Gatwick.



Di solito quando la Gio' parte per Milano ci salutiamo alla stazione di Farringdon. Lei prende il treno per Gatwick e io vado al lavoro o torno a lavorare da casa.

Stamattina era festa qui e cosi' la Gio' l'ho accompagnata all'aereoporto. Appena prima del controllo bagagli ci siamo abbracciati e siamo stati qualche momento in quell'abbraccio sapendo che per dieci giorni saremo uno per l'altro solo voci via Skype. Poi ho trovato un piccolo angolo tra i tornelli di ingresso dove guardarla fino a quando ci siamo mandati un ultimo bacio a distanza appena prima che la Gio' scomparisse oltre il metal detector.

Sono rimasto li' ancora qualche istante, da solo in mezzo alla folla di viaggiatori e ai trolley che si muovevano veloci.

Quando mi sono voltato per andarmene, la prima persona della quale ho incontrato lo sguardo e' stata una ragazza con le lacrime che le scendevano sul viso.

Ci siamo scambiati un sorriso incerto, mentre senza voglia mi sono mosso per prendere un treno che mi riportasse a Farringdon.

A lei vorrei dedicare il post di oggi con tutta l'empatia della quale dispongo.

mercoledì 1 maggio 2019

8/ Storie di lavoratori e di lavoro.



Per festeggiare la festa del lavoro non esiste modo migliore che ricordare con immensa gratitudine i sacrifici e le storie di quei compagni che con la lotta hanno conquistato diritti fondamentali. Che la nostra generazione prima ha dato per acquisiti, scontati. E poi perduto. Le ferie pagate, il fine settimana, il diritto di sciopero, la settimana di 40 ore, la tutela del posto di lavoro dal ricatto e dall'avidita' del capitale.

Il lavoro dovrebbe essere un'attivita' collettiva: ciascuno lavora secondo le proprie possibilita' e i propri talenti. E poi, fra tutti coloro che hanno contribuito, si ripartiscono i proventi in parti uguali, annullando le disuguaglianze.

Il lavoro non deve occupare troppo tempo di vita. Tutti dovrebbero potere lavorare quattro o cinque ore al giorno e da quel tempo di lavoro trarre cio' che serve a vivere. A vivere. Il tempo fugge ed e' importante tenerne una parte significativa per chi amiamo, per le persone delle quali ci prendiamo cura e per noi stessi.

Buon Primo Maggio.

STORIE DI LAVORATORI E DI LAVORO.

martedì 30 aprile 2019

7/ Tutti credono.



"Tutti credono. La sola scelta che abbiamo è che cosa adorare. E forse la più convincente ragione per scegliere qualche sorta di dio o una cosa di tipo spirituale da adorare – sia essa Gesù Cristo o Allah, sia che abbiate fede in Geova o nella Santa Madre Wicca, o nelle Quattro Nobili Verità, o in qualche inviolabile insieme di principi etici – è che praticamente qualsiasi altra cosa in cui crederete finirà per mangiarvi vivi.

Se adorerete il denaro o le cose, se a queste cose affiderete il vero significato della vita, allora vi sembrerà di non averne mai abbastanza. È questa la verità. Adorate il vostro corpo e la bellezza e l’attrazione sessuale e vi sentirete sempre inadeguati. 

E quando i segni del tempo e dell’età si cominceranno a mostrare, voi morirete un milione di volte prima che abbiano ragione di voi. Ad un certo livello tutti sanno queste cose. Sono state codificate in miti, proverbi, luoghi comuni, epigrammi, parabole, sono la struttura di ogni grande racconto. 

Il trucco sta tutto nel tenere ben presente questa verità nella coscienza quotidiana".
Come l'acqua.

sabato 27 aprile 2019

6/ Tempo.



"Quindi... tieni stretta ogni ora. Realizza il compito di oggi e non dovrai più dipendere tanto da domani. Mentre stiamo rimandando, la vita scorre veloce. Niente... è nostro, tranne il tempo. Ci è stata affidata dalla natura la proprietà di questa singola cosa, così fugace e sfuggente che chiunque puo' allontanarci dal possederla.

Che pazzi questi mortali! Dopo averle acquisite consentono alle cose più economiche e inutili, che possono essere facilmente sostituite, di avere cosi' tanta importanza; ma non si considerano mai debitori per avere ricevuto parte di quella preziosa merce, il tempo! 

Eppure il tempo è l'unico prestito che nemmeno un beneficiario riconoscente e' in grado di ripagare".

Lettere morali a Lucilio.

venerdì 26 aprile 2019

5/ Amare (reprise).



Il frammento che ho riportato un paio di giorni fa l'ho tratto da un articolo che mi e' piaciuto molto.

Sono sette le componenti dell'amore. La carita', l'immaginazione, la gentilezza, il perdono, la lealta', la generosita', la pazienza.

Ieri sera ne parlavamo la Gio' e io. Dicevamo che corrispondono a quel concetto alto di umanita' che Patti Smith mi spiego' essere la sua definizione di spiritualita'.

Sono componenti che possiamo mettere in pratica con chi amiamo, e se amiamo davvero non e' un'impresa particolarmente difficile.

Le possiamo sperimentare con chi incontriamo casualmente, ed e' gia' piu' difficile.

Con chi ci ha dimostrato di non sapere amare - a proposito: l'opposto dell'amore non  e' l'odio, e' la competizione - ed e' ancora piu' difficile.

E infine, con noi stessi. Ed e' difficilissimo, tanto che nella mia esperienza personale mi risulta impossibile.

giovedì 25 aprile 2019

4/ Buona Liberazione.



Non esiste parola piu' bella. Non esiste festa piu' bella. Io che detesto con tutto il cuore Natale per quello che e' diventato - l'opposto dello spirito di poverta' e uguaglianza che ci ha insegnato quello straordinario filosofo disarmato - amo ogni anno di piu' il 25 aprile.

La mia Liberazione e' inziata ascoltando Piero Scaramucci a Radio Popolare. Piero, persona meravigliosa che era direttore quando iniziai a collaborare con loro, ha detto che la Liberazione cosi' come la Costituzione sono progetti che non sono ancora stati realizzati pienamente.

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Lo dice l'articolo 3 della nostra meravigliosa Carta Costituzionale. Le disuguaglianze di classe vanno eliminate. I patrimoni vanno condivisi. La proprieta' privata va limitata. L'accoglienza va estesa a tutti i bisognosi.

Per onorare il volere dei nostri Padri Costituenti. Per vivere, tutti, meglio. In fratellanza tra noi. E in armonia con gli equilibri  e le energie del nostro pianeta.

Buona Liberazione.

mercoledì 24 aprile 2019

3/ Amare.



"L'amore significa, sopra ogni altra cosa, benevolenza e gentilezza nei confronti di ciò che è sbagliato, senza onoreficenze, spezzato, poco attraente, che ci fa arrabbiare e che ci offende nelle altre persone e in noi stessi.

L'amore non è ammirazione per la forza, implica che dirigiamo la nostra simpatia in una direzione inattesa: a chi è confuso, perso e a pezzi, e a ciò che potremmo detestare, del quale potremmo risentirci e aver paura.

Chiunque può esprimere un interesse per la perfezione, amare è dedicare una partecipazione attiva verso gli errori e le aberrazioni. Un giorno, chiederemo tutti la comprensione di altri. In un modo o nell'altro, saremo in ginocchio - e avremo bisogno che le persone guardino oltre le nostre evidenti carenze in una tenera ricerca dei nostri meriti nascosti in profondita'".

The definition of love.

lunedì 22 aprile 2019

2/ Zaino.



Qualche giorno fa ho fatto una passeggiata fino a Bloomsbury e poi sono andato a leggere nel caffe' della libreria Waterstone di Gower Street. E' un posto che trovo sempre delizioso, con quella sua atmosfera silenziosa anche quando quasi tutti i tavoli sono occupati da studenti concentrati. La Londra non inglese che piace a me.

Puoi prendere tutti i libri e le riviste che vuoi, portarteli al tavolo e sfogliarli mentre bevi un buon cappuccino e gusti una fetta di torta. Io di solito ne approfitto per scoprire una delle riviste indipendenti che qui stanno nascendo come funghi. E cosi' mi sono imbattuto in Rucksack, che viene pubblicata due volte all'anno ed e' arrivata al quarto volume.

E' l'equivalente di quello che era Kinfolk sette o otto anni fa, quando enfatizzava piu' di adesso la filosofia slow living. Le foto di Rucksack in particolare sono pazzescamente belle, come potete constatare nel loro journal in rete.

RUCKSACK.

domenica 21 aprile 2019

1/ Quieta rivoluzione.



Come state trascorrendo questa domenica di Pasqua? Io che sono allergico alle feste comandate, quest'anno approfittando del tempo mite ho sostituito il pranzo pasquale con un bel pic-nic a Richmond.

Per inaugurare questa serie di segnalazioni ci viene in aiuto una sempre interessante newsletter settimanale che seguo da anni, Quiet revolution.

"Try to walk through the world with an attitude of calm warmth that remains steady, regardless of how others greet or treat you. When you feel threatened or provoked, take a deep breath, count to 10, and try to regain this posture".

E' un esercizio impegnativo ma interessante. Il punto di arrivo e' una calma gentilezza, calda e empatica, che nelle intenzioni diventa contagiosa. La quieta rivoluzione e' questa.

QUIET REVOLUTION
5 practices for cultivating more loving relationships.

sabato 20 aprile 2019

Strappa tutto e ricomincia.



Vi dico un'idea che mi e' venuta in questi giorni.

E' la conseguenza di tante cose: una conversazione su bellezza e gratitudine con l'analista danese molto ECM, un caffe' a Milano con il mio amico e fellow blogger Jacopo, l'ultimo scambio di commenti con il mio amico Francesco rileggendo il quale mi sono reso conto di quanto questo blog e' divenuto negli anni ripetitivo (Francesco, attribuisco a me stesso il 100% della responsabilita' perche' sono io a continuare a riproporre gli stessi temi), l'arrivo della primavera, le lunghe conversazioni quotidiane con la mia adorata compagna e costante fonte di ispirazione Gio', il crescente fastidio per la proliferazione di polemiche inutili ovunque.

Ma insomma, stavo pensando di trasformare questo taccuino in una serie ragionata di esperienze ispirate alla bellezza, o piu' modestamente alla mia minimalissima e molto quotidiana idea di bellezza.

Esperienze che ci fanno stare bene. O che ci fanno riflettere. Ma in modo costruttivo, mi verrebbe da scrivere positivo se il termine non fosse abusato.

Guardate che mi sto dando un compito difficile. Per un malinconico e un po' pessimista come me, difficilissimo.

Puo' essere qualsiasi cosa: un disco, un film, un libro, ma anche un negozio diverso da tutti gli altri, un cibo che ho provato, una cosa trovata in rete, una conversazione, un articolo, una fotografia reale o immaginaria. Purche' mi abbia dato emozioni positive.

Proviamo? Naturalmente si accettano suggerimenti.

venerdì 12 aprile 2019

Prospettive Musicali del 14 aprile 2019.


Domenica 14 aprile ascolteremo musiche tratte da:

ART ENSEMBLE OF CHICAGO
Tribute to Lester

ROSCOE MITCHELL AND THE NOTE FACTORY
Nine to get ready

LESTER BOWIE
The great pretender
All the magic!

LESTER BOWIE'S BRASS FANTASY
Avant pop

LEO SMITH
Divine love.

Ascolta la prima parte.

Ascolta la seconda parte.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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giovedì 11 aprile 2019

Una nazione di defunti.



Qualora non fosse gia' abbastanza evidente il significato simbolico di concedere un'estensione fino al giorno dei morti, il sempre ottimo John Crace stamattina in un articolo che e' un piacere leggere dalla prima all'ultima riga scrive:

The UK had long since ceased to have a meaningful say in anything. It was the EU that had taken back control. Now she could go back home and do nothing again. Another walking holiday in Wales perhaps. Everyone could down tools till the end of October. At which point the shit would hit the fan all over again.

E poi:

The blame lay entirely with everyone who had made her prime minister. There was no need to ask her what she would be dressing up as for Halloween. She would be coming as herself. The living dead. If that didn’t terrify the EU into giving us another extension, nothing would.

Si stenta a riconoscerli. Sono gli stessi che si sentivano cosi' superiori a noi immigrati europei? Che brutta fine hanno fatto.

martedì 9 aprile 2019

Democrazia formale e democrazia sostanziale.



Quindi il piano se capisco bene e' il seguente.

Oggi va con il cappello in mano a Parigi e Berlino. Domani va in ginocchio a Bruxelles a chiedere la carita' di un'ulteriore proroga. Poi la mandano fuori, decidono il destino dell'UK a porte chiuse pasteggiando tra loro mentre con gli scarti della cucina le preparano un panino per il mesto viaggio di ritorno. E infine con comodo, a cena finita, le comunicano il responso. 

Domandiamoci: che insegnamento possiamo trarre da questo capolavoro di autolesionismo e masochistica ricerca di umiliazione?

A me ha insegnato questo. Che per preservare la democrazia sostanziale (welfare redistrbutivo, politiche di accoglienza, protezione dell'ambiente) vadano apportate modifiche alla democrazia formale. Anche, se necessario, limitando il diritto di voto a chi puo' dimostrare una buona conoscenza dei fenomeni sui quali si e' chiamati a prendere una decisione, nella fattispecie quando si tratta di decisioni complesse.

E questo nell'interesse delle classi subalterne. I cui diritti vanno difesi dalla minaccia oggi rappresentata da campagne sociali sempre piu' subdole, veicolate da media sempre piu' invasivi, per smontare le quali servono strumenti culturali che la gran parte del corpo elettorale non possiede.

venerdì 5 aprile 2019

Prospettive Musicali del 7 aprile 2019.


Domenica 7 aprile a Prospettive Musicali ascolteremo musiche tratte da:

ART ENSEMBLE OF CHICAGO
Full force
Nice guys

LESTER BOWIE
The great pretender
All the magic!

LESTER BOWIE'S BRASS FANTASY
I only have eyes for you.

Ascolta la prima parte.

Ascolta la seconda parte.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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mercoledì 27 marzo 2019

Una nazione di dementi.



"With nothing meaningful to say about our future, we’ve retreated into the falsehoods of the past, painting over the absence of certainty at our core with a whitewash of poisonous nostalgia. The result is that Britain has entered a haunted dreamscape of collective dementia, a half-waking state in which the previous day or hour is swiftly erased and the fantasies of the previous century leap vividly to the fore".

THE NEW YORK TIMES
Britain is drowning itself in nostalgia.