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Osservazioni e ascolti

giovedì 30 marzo 2017

Domenica a Prospettive Musicali


Domenica a Prospettive Musicali ascolteremo due chitarristi jazz appartenenti a diverse generazioni, il decano John Abercrombie e il piu' giovane Jakob Bro, entrambi accompagnati alla batteria dal sempre eccellente Joey Baron.

Sara' un viaggio coinvolgente quanto meditativo e silenzioso. Voi procuratevi un buon libro e preparatevi una buona tisana, alla musica penso io.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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domenica 12 marzo 2017

Passione



Un appassionato di musica non puo' che detestare il mondo digitale con tutto il cuore.

La disponibilita' di tutto subito e' del tutto incompatibile con quello che i greci chiamavano kairos: l'evento lungamente atteso, l'epifania, l'illuminazione.

Avere tutto subito genera un senso di confusione e di inevitabile inappetenza che e' l'antitesi della passione. Passione che invece nasce dalla scarsita', dall'attesa, dalla ricerca e dalla scelta ben ponderata di come allocare risorse per loro natura finite.

Chi e' davvero appassionato di musica, ama acquistare uno o al massimo due dischi per volta, ascoltarli con concentrazione dall'inizio alla fine con un bell'impianto hi-fi e poi riascoltarli dall'inizio per coglierne i dettagli che erano sfuggiti, leggendo le liriche, le note, i collaboratori, guardando le fotografie che accompagnano l'opera.

Chi ama la musica ne ascolta poca, selezionando ogni nuovo acquisto con cura e senza fretta dopo aver letto interviste e recensioni e avere ascoltato programmi radiofonici di qualita' (io consiglio Battiti, la Radio Uabab, Late Junction e naturalmente Prospettive Musicali). Non si lascia trascinare nella bulimia dell'acquisto compulsivo e d'impulso e dell'ascolto in condizioni meno che ottimali.

Chi ama la musica possiede una raccolta di dischi piuttosto contenuta che lo rispecchia e racconta la sua storia, la sua evoluzione come essere umano, il suo percorso.

Alla musica riconosce la capacita' di donarci emozioni, profondita', ispirazione. Di conseguenza non la svilisce, non ne abusa, la rispetta, instaura con la musica - quella che ha davvero senso ascoltare e solo quella - un dialogo profondo.

domenica 26 febbraio 2017

Prospettive Musicali del 26 febbraio 2017

Le musiche di questa notte le ho tratte da:

RILEY WALKER
Golden sings that have been sung

BENEDIKT JAHNEL TRIO
The invariant

COLIN VALLON TRIO
Danse

KEITH JARRETT
A multitude of angels Modena Ferrara Torino Genova solo concerts.


Ascolta la radioregistrazione della prima parte.

Ascolta la radioregistrazione della seconda parte.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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mercoledì 22 febbraio 2017

Domenica a Prospettive Musicali

Contrariamente a quanto annunciato in coda dell'ultima puntata, domenica 26 febbraio Prospettive Musicali andra' in onda alla solita ora.

Ascolteremo insieme il trio del pianista svizzero Colin Vallon con il suo nuovo lavoro che dimostra quanto abbia ancora da dire la formazione jazz classica piano/ contrabbasso/ batteria.

Se i Necks entrassero in studio con Manfred Eicher, credo che il risultato sarebbe piuttosto simile.

Quella del Colin Vallon Trio e' la danza armonica degli alberi che si riflettono in un lago, mentre noi, in silenzio e contemplazione, lasciamo scorrere pensieri e ricordi.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.


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domenica 19 febbraio 2017

Prospettive Musicali del 19 febbraio 2017


Questa notte abbiamo ascoltato musiche tratte da:

DOORS
The Doors

RADIOHEAD
A Moon shaped pool

VV. AA.
The microcosm: visionary music of continental Europe, 1970 - 1986

ANDREW CYRILLE QUARTET
The declaration of musical independence

KEITH JARRETT
A multitude of angels Modena Ferrara Torino Genova solo concerts.


Radioregistrazione della prima parte.

Radioregistrazione della seconda parte.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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mercoledì 15 febbraio 2017

Domenica a Prospettive Musicali


Che cos'e' Prospettive Musicali se non una dichiarazione di indipendenza musicale che si rinnova ogni settimana?

Ad accompagnarci nel nostro percorso notturno attraverso musiche che rifuggono ogni classificazione sara' questa domenica il batterista newyorkese Andrew Cyrille, che ha attraversato la seconda meta' del Novecento esplorando le possibilita' espressive delle percussioni e accompagnando nomi molti amati da noi di Prospettive Musicali, come Cecil Taylor, Charlie Haden, Carla Bley, Marilyn Crispell, Marion Brown.

Il suo attuale quartetto comprende la chitarra di Bill Frisell, che ritroviamo in versione decisamente piu' free rispetto alle sue ultime prove come solista/ band leader, Richard Teitelbaum, componente fondatore di Musica Elettronica Viva, alle tastiere, e il contrabbasso di Ben Street.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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lunedì 13 febbraio 2017

Il coraggio piu' grande e' svegliarsi di buon umore



Allora, dovete sapere che a Radio Popolare in redazione esiste una specie di sirena che inizia a strillare quando o non sta andando in onda nulla (e capita in genere le prime volte che vai in onda perche', con tutte le cose che ti devi ricordare, ti dimentichi piuttosto facilmente di prendere la linea. E quindi tu sei li' che credi di trasmettere e invece non va in onda niente), o quando il volume scende sotto un certo livello.

Ora, se ascoltate le mie selezioni a Prospettive Musicali, sapete che almeno una mezz'ora di dischi ECM nell'ultima ora di trasmissione li trasmetto sempre. E tutte le domeniche succede la stessa cosa: la sirena inizia a strillare.

Le prime volte entravano in studio trafelati o Giancarlo Nostrini, che tutte le domeniche dopo La sacca del diavolo traffica su Facebook per un paio d'ore, o Vito War, che in genere arriva in radio un'ora prima dell'inizio di Reggae Radio Station, o entrambi. E mi trovavano li' serafico che mi ascoltavo in cuffia le note in silenziosa dissolvenza di Misha Alperin o di Jan Garbarek. Ora ovviamente non ci fanno piu' caso e sopportano con pazienza la sirena.

Da qualche settimana pero', senza dire nulla, i tecnici hanno fatto quella che immagino dovrebbe essere secondo loro una miglioria. E cioe' dopo un po' che suona la sirena, parte in automatico un MP3 scelto a caso dal computer.

Cosi' durante la prima puntata dell'anno, mentre mi stavo beando con una delle silenziosissime Miniatures di Glauco Venier, ecco che e' partito un pezzo imprevisto. Io, immaginatevi, sono trasalito e appena ho capito come fare l'ho sfumato (come potete sentire nella radioregistrazione). E abbiamo ripreso l'ascolto di Venier.

Riascoltando la radioregistrazione mi sono reso conto dalla voce piuttosto inconfondibile di Militant A che si doveva trattare di un pezzo degli Assalti Frontali. Inserendo nella finestrella di Google la prima parte del testo, ho scoperto che e' un brano intitolato Io sono con te.

L'ho ascoltato da allora non so quante volte. Militant A l'ha dedicato a suo figlio, ed ha un testo formidabile, ma davvero. Il coraggio piu' grande e' svegliarsi di buon umore, fare un sorriso, dirti buongiorno, prepararti la colazione. Bellissimo. Non sono un papa' ma se fossi un papa' penso che mi piacerebbe tantissimo tutte le mattine svegliare mio figlio con un sorriso e gli farei trovare sul tavolo della cucina una bella colazione. Non so dove lo prenderei quel sorriso, ma sono sicuro che per lui o lei un sorriso lo troverei sempre. Sempre proprio, non importa cosa.

Ieri mattina mentre controllavo i conti della banca, che mi avessero accreditato lo stipendio, addebitato le spese di condominio correttamente, ecc., sentivo su RAI Radio 3 uno dei miei programmi preferiti, La lingua batte. E' un programma, per chi non lo conoscesse, sulla lingua italiana. Per me che parlo, scrivo, leggo tutto il giorno in una lingua che non e' la nostra, la lingua italiana e' una coperta caldissima nella quale mi avvolgo ogni volta che posso. Un tornare nel ventre materno per un po'.

E a un certo punto e' saltato fuori proprio Militant A, intervistato sui suoi testi. Militant A, ho scoperto da quella intervista (che dovreste ascoltare), e' una persona bellissima, ma sul serio. Fa tanto lavoro per la scuola di suo figlio e per i suoi compagni, molti dei quali immigrati. Ha scritto pure un pezzo rap sulla Costituzione.

E insomma, volevo dire che sono contento che sia partita quella traccia dal computer della radio perche' cosi' l'ho conosciuta. E che la prossima volta, Militant A, prometto che non la sfumo, la faccio ascoltare fino alla fine e dico a tutti che sei proprio una bella persona.

domenica 15 gennaio 2017

Prospettive Musicali del 15 gennaio 2017



EAGLES
Hotel California

HOPE SANDOVAL & THE WARM INVENTIONS
Until the hunter

TERJE RYPDAL
Waves

WOLFGANG MUTHSPIEL
Rising grace

KENNY WHEELER
Deer wan

EGBERTO GISMONTI
Danca das cabecas.

Radioregistrazione della prima parte.

Radioregistrazione della seconda parte.


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giovedì 12 gennaio 2017

Domenica 15 gennaio a Prospettive Musicali


Domenica Prospettive Musicali vi portera' in Brasile, per riscoprire una collaborazione risalente alla seconda meta' degli anni '70 tra il chitarrista e il percussionista brasiliani Egberto Gismonti e Nana Vasconcelos.

Il loro impeccabile Danca das cabecas prende le mosse dai suoni della foresta pluviale, sopra i quali Gismonti e Vasconcelos ricamano una fitta trama di ritmi e melodie che traggono origine dal folklore della loro terra.


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domenica 8 gennaio 2017

Prospettive Musicali dell'8 gennaio 2017



Questa notte abbiamo ascoltato alcuni dei dischi che ho preferito nel 2016:

WILLIAM TYLER
Modern country

RADIOHEAD
A Moon shaped pool

DAVID BOWIE
Black star

NICK CAVE & THE BAD SEEDS
Skeleton tree

WOLFGANG MUTHSPIEL
Rising grace

TIGRAN HAMASYAN/ ARVE HENRIKSEN/ EIVIND AARSET/ JAN BANG
Atmospheres

MARKUS STOCKHAUSEN/ FLORIAN WEBER
Alba

GLAUCO VENIER
Miniatures

JAMES YORKSTON/ JON THORNE/ SUHAIL YUSUF KHAN
Everything sacred.


Radioregistrazione della prima parte.

Radioregistrazione della seconda parte.

Per una resa audio migliore consiglio di effettuare il download delle radioregistrazioni sui vostri dispositivi elettronici domestici o da passeggio, anziche' di accontentarvi dello streaming.


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venerdì 6 gennaio 2017

Domenica 8 gennaio a Prospettive Musicali



Prima puntata dell'anno per me, e come da tradizione ripercorreremo i dodici mesi appena trascorsi per riascoltare le musiche che hanno lasciato un segno nelle nostre vite.

Musiche che ci hanno emozionato o che semplicemente per avere accompagnato momenti importanti si sono legate a ricordi.


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giovedì 5 gennaio 2017

Le mostre del 2016



La monumentale retrospettiva della Royal Academy sull'espressionismo astratto, i ritratti di Leibovitz, Avedon e Warhol, i fiori di O'Keeffe, la collezione fotografica modernista di sir Elton John. Le mostre dell'anno qui a Londra sono state:

ABSTRACT EXPRESSIONISM
Royal Academy

ANNIE LEIBOVITZ
Wapping Power Station

GEORGIA O'KEEFFE
Tate Modern

THE RADICAL EYE
Tate Modern

RICHARD AVEDON/ ANDY WARHOL
Gagosian.

Puntate precedenti:
2015.

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domenica 1 gennaio 2017

I film del 2016



Cave e Almodovar alle prese con il dolore della perdita, il sempre attuale cinema di denuncia di Loach, le riflessioni amare su un ordinario dilemma etico di Sachs e il tour de force tutto in una notte di Schipper. I film che ho preferito quest'anno sono stati:

ANDREW DOMINIK
One more time with feeling

KEN LOACH

I, Daniel Blake

IRA SACHS
Little men

PEDRO ALMODOVAR
Julieta

SEBASTIAN SCHIPPER
Victoria.


Puntate precedenti:
2015
2014
2013.


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venerdì 30 dicembre 2016

I dischi del 2016: # 1


GLAUCO VENIER
Miniatures.

"La natura suona da sempre. Io l'ho ascoltata e la restituisco cosi', come la sento nel cuore. Ti da' dei ritmi, un'energia spirituale. Ti offre un'armonia che e' gia' perfetta di per se'. E domanda solo di parlarti".

Ascoltare le quindici miniature composte dal pianista udinese Glauco Venier e' sentire il respiro perfetto della natura. Un'esperienza profonda e molto coinvolgente.

E' musica, la sua, che suggerisce ricordi e visioni sinestetiche di ogni volta che la natura ci ha permesso di immergerci nel suo abbraccio.

Musica che lascia molto spazio al silenzio e quindi alle nostre riflessioni, al nostro guardare dentro di noi, al nostro rinnovarci e affrontare con rinnovate energia e speranza il futuro, in armonia con l'universo.

Che e' anche, alla fine di questa lista, l'augurio a tutti voi che ogni tanto passate a trovarmi qui a London Calling.

Come sono solito concludere Prospettive Musicali: grazie per il vostro paziente ascolto. Buon 2017.

Riepilogando.

Puntate precedenti:
2015
2014
2013
2009

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giovedì 29 dicembre 2016

I dischi del 2016: # 2


NICK CAVE & THE BAD SEEDS
Skeleton tree.

In tutte le forme di espressione, e' prerogativa dei grandi artisti riuscire a renderci sopportabile il dolore della perdita, interpretandolo in chiave poetica.

L'effetto e' quello di una catarsi: il nostro dolore si riflette nell'opera d'arte e torna a noi in una dimensione elegiaca, come se ne cogliessimo per la prima volta la dimensione epica eppure cosi' straordinariamente umana.

Skeleton tree si compone di musiche spesso avvolte attorno a variazioni di un loop, prive di una struttura riconoscibile. Simili a preghiere o comunque a dialoghi con chi non c'e' piu' o che possiamo solo immaginare. Presenze vicine e lontanissime.

E' un disco che avrebbe solo potuto avere una copertina tutta nera. Eppure come accade in certe sequenze di One more time with feeling, il documentario sulle sue sessioni di registrazione, ascoltandolo restiamo abbagliati da un fascio di luce bianchissima.

Il fascino di Skeleton tree e' proprio in quel contrasto estremo che non ammette mediazioni, come quelle situazioni della vita nelle quali il dolore si trasforma e diventa dialogo profondissimo e senza compromessi con la dimensione piu' pura di noi stessi.

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mercoledì 28 dicembre 2016

I dischi del 2016: # 3


MARKUS STOCKHAUSEN/ FLORIAN WEBER
Alba.

Alla musica, se la amiamo davvero, dobbiamo dedicare uno spazio centrale nelle nostre vite. Solo quando questo accade, ci accorgiamo di dischi che richiedono attenzione senza interruzione per esprimere tutta la loro silenziosa poesia.

Quella composta dal pianista Florian Weber e dal trombettista e filicornista Markus Stockhausen (figlio del compositore Karlheinz Stockhausen) e' musica di profonda introspezione.

Composta non e' peraltro una parola che si applica a ogni traccia, dato che l'album alterna pagine scritte a libere improvvisazioni.

Consiglio di ascoltare Alba nelle ore piu' quiete della giornata (come il titolo sembra suggerire), in sequenza con A cosmic rhythm with each stroke, la collaborazione tra Vijay Iyer e Wadada Leo Smith, pubblicata proprio all'inizio del 2016.

Sono dischi molto diversi, ma che si complementano bene tra loro se volete esplorare le possibilita' espressive dell'incontro tra piano, tromba e molto, molto meditativo silenzio.

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martedì 27 dicembre 2016

I dischi del 2016: # 4


RADIOHEAD
A Moon shaped pool.

Colonna sonora di low-flying panic attacks, piu' frequenti e inevitabili del solito in questo strano 2016, A Moon shaped pool e' un manifesto di disorientamento, l'If I could only remember my name dei Radiohead.

Il nastro lasciato esposto a un sole sempre piu' caldo e a un'aria sempre piu' chimica, e gli archi che scivolano sui misteriosi piani inclinati escheriani di Daydreaming ci portano a viaggiare senza coordinate nell'atmosfera vertiginosa e irreale di musiche davvero mai sentite prima, capaci di vincere la forza di gravita' che ci tiene legati a questa Terra e a questo tempo.

Preoccupati solo di ri-inventarsi, i Radiohead hanno quest'anno finalmente reciso ogni residuo legame con la loro discografia pop pre-Kid A e inciso un capolavoro ultraterreno di psichedelia contemporanea che cita Henryk Gorecki e i Can, Arvo Part e il Neil Young di On the beach.

A Moon shaped pool e' un album miracoloso, che ci incantera' ancora tra molti anni.

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lunedì 26 dicembre 2016

I dischi del 2016: # 5


RYLEY WALKER
Golden sings that have been sung.

In Golden sings that have been sung, Ryley Walker si muove con leggerezza tra John Martyn e i Gastr del Sol, tra Bert Jansch e i migliori dischi solisti di David Grubbs.

Le sue evocative melodie, dolci e intense, trovano un apice di incredibile emozionalita' nella traccia che chiude questo piccolo capolavoro di storie minime interpretate con l'infinita sensibilita' di arpeggi gentili.

Age old tale, una Bless the weather per il ventunesimo secolo, enfatizza la poetica sospensione temporale di tutto l'album e si conclude con note sparse di clarino che scorrono per la nostra spina dorsale lasciandoci, quando torna il silenzio, in uno stato di profonda e malinconica beatitudine, immersi nell'essenza piu' pura di noi stessi.

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sabato 24 dicembre 2016

Natale e' come Facebook



Quest'anno ho deciso di non tornare in Italia a Natale.

L'idea era quella di fare un po' come se il Natale, che ho sempre detestato, non esistesse proprio.

Non ho fatto piani ma da qualche parte nella testa mi aspettavo in realta' che succedesse come due anni fa, quando all'ultimo momento venni invitato a pranzo a casa di amici.

Senonche', errore che non ho ancora imparato a non commettere nonostante ci abbia sbattuto il naso un numero infinito di volte ormai, le amicizie non e' che si possono dare per scontate.

Non puoi pensare che a una persona che hai visto l'ultima volta a una cena a settembre poi venga in mente di invitarti a pranzo a Natale solo perche' l'ha fatto due anni fa (men che meno che sappia che quest'anno hai deciso di rimanere a Londra).

Quindi, dato che tutti i miei amici stretti sono partiti o comunque lo passeranno con le loro famiglie, quest'anno per la prima volta passero' il Natale da solo.

Tenete presente che Londra a Natale chiude, completamente. Domani e' tutto chiuso, tutto, ma proprio tutto. Ve lo assicuro, perche' oggi ho passato ore online a controllare se ci fosse almeno una cosa, un caffe', un cinema, un museo che rimanesse aperto.

L'idea di passare Natale alla Tate o alla National Gallery, che mi era balenata per un istante nella mente, e' durata un paio di minuti.

Stessa cosa per i cinema (a parte probabilmente, ma non sono nemmeno sicuro, i multisala commerciali che pero' non frequento).

E non vanno i mezzi. Ne' le metropolitane ne' gli autobus. Niente proprio, per tutto il giorno.

Alla fine, considerando che si prevedono ben 14 gradi, ho pensato che mi preparero' un panino, mettero' nello zainetto qualche mandarino, e andro' a fare un pic-nic solitario su una panchina a Victoria Park dopo esserci arrivato camminando lungo Regent's Canal (cosi' mi distraggo un po').

Giusto per non pranzare a casa da solo.

Se ci pensate, Natale e' come Facebook.

Anche se hai deciso di startene fuori per scelta, perche' non ti interessa, perche' lo trovi falso, per qualsiasi altra ragione, alla fine non farne parte fa sentire un senso di esclusione, proprio come se tutto il mondo si fosse dimenticato di te.

In ogni caso: sia che siate parte del club sia che, come me, vi siate o ne siate stati esclusi, un caro augurio di Buon Natale, che sia proprio come lo desiderate.

(Vi faccio poi sapere com'e' andato il pic-nic a Victoria Park. Minimo minimo le previsioni della BBC sono sbagliate e piovera' o almeno fara' freddo. Prevedo che dopo questa esperienza l'anno prossimo tornero' anch'io in Italia a fare Natale in famiglia, come tutti).

giovedì 22 dicembre 2016

I dischi del 2016: # 6 - 10



La ragione per la quale alla fine di ogni anno trovo sempre interessante l'esercizio di preparare una lista degli ascolti che ho preferito negli ultimi 12 mesi ha poco a che fare con la musica e molto con la vita e con il trascorrere del tempo.

E' piu' un modo per ricordare momenti. Non necessariamente e non esclusivamente felici, perche' un anno e' fatto di tante cose. Di scoperte, di emozioni dolci, di incontri, ma anche di delusioni, di vuoto, di momenti carichi di solitudine.

Il 2016 per esempio lo ricordero' come l'anno nel corso del quale sono riuscito a coronare il mio progetto di percorrere a piedi il meraviglioso sentiero che segue la costa della Cornovaglia.

Ci pensavo da qualche anno. In primavera la Gio' e io ci siamo comprati un po' di guide e mappe che sono rimaste stese per mesi sul pavimento del soggiorno come fossero tappeti, e abbiamo cominciato a disegnare le tappe del nostro viaggio, in modo che prevedessero pernottamenti in piccoli cottage, come ospiti di famiglie modeste e contadine.

Il vento di mare, le giornate lunghissime che si concludevano con tramonti mozzafiato, le luci di quei giorni che cambiavano in continuazione mi restano nell'anima. E poi tutto quel silenzio che invitava a riflessioni ogni volta che ci fermavamo a riposare. Quel silenzio che e' stata la musica piu' bella e emozionante che ho sentito quest'anno.

Il suono piu' fastidioso, piu' che un suono un dolore lancinante, l'ho sentito alle 4 del mattino del 24 giugno. Mi sono svegliato di soprassalto nel cuore della notte, ho aperto la radio che era rimasta su Radio 4 dalla sera precedente e la risata sgangherata, sguaiata, roca, alcolica del ripugnante Nigel Farage mi ha annunciato che la mia storia d'amore, a volte anche travagliata come sapete, con questo Paese era proprio finita.

In mezzo c'e' stata la musica. Musica che ha continuato a diventare sempre piu' liquida, disorientando ancora di piu' chi come me la associa a oggetti rotondi che girano su un piatto o in un lettore, alle copertine, alle fotografie, alle illustrazioni, alle note. E non riesce a dissociare il piacere dell'ascolto alla paziente ricerca dell'oggetto fisico.

Anche quest'anno ho deciso di fare una lista dei primi dieci. Partendo dal fondo:

DAVID BOWIE
Black star

JAMES YORKSTON/ JON THORNE/ SUHAIL YUSUF KHAN
Everything sacred

TIGRAN HAMASYAN/ ARVE HENRIKSEN/ EIVIND AARSET/ JAN BANG
Atmospheres

WILLIAM TYLER
Modern country

WOLFGANG MUTHSPIEL
Rising grace.

Nei prossimi giorni, quando trovero' un istante tranquillo, scrivero' qualche nota di accompagnamento all'ascolto dei cinque preferiti. Passate di qui ogni tanto se siete interessati a scoprirli insieme.

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giovedì 15 dicembre 2016

Poverta'



Parliamo spesso qui a London Calling di lotta alla poverta', invocando politiche ridistributive, reddito di cittadinanza, ecc.

Ma domandiamoci: esiste anche un significato positivo della parola poverta'? La poverta' e' solo una condizione di disagio oppure questo vocabolo puo' essere anche declinato con una valenza, addirittura, aspirazionale?

Volere essere poveri, nel mondo contemporaneo, sembra un controsenso. Ma e' proprio cosi'?

Oggi cercando tutt'altro mi sono imbattuto in un articolo scritto da Goffredo Parise nel 1974, sul Corriere della Sera, proprio su questo tema. Mi ha colpito molto e ve ne trascrivo alcuni estratti. Poi se a qualcuno interessa lo commentiamo insieme.


"Povertà è una ideologia, politica ed economica. Povertà è godere di beni minimi e necessari, quali il cibo necessario e non superfluo, il vestiario necessario, la casa necessaria e non superflua.

Povertà e necessità nazionale sono i mezzi pubblici di locomozione, necessaria è la salute delle proprie gambe per andare a piedi, superflua è l’automobile, le motociclette, le famose e cretinissime “barche”.

Povertà vuol dire, soprattutto, rendersi esattamente conto (anche in senso economico) di ciò che si compra, del rapporto tra la qualità e il prezzo: cioè saper scegliere bene e minuziosamente ciò che si compra perché necessario, conoscere la qualità, la materia di cui sono fatti gli oggetti necessari. 

Povertà vuol dire rifiutarsi di comprare robaccia, imbrogli, roba che non dura niente e non deve durare niente in omaggio alla sciocca legge della moda e del ricambio dei consumi per mantenere o aumentare la produzione.

Povertà è assaporare (non semplicemente ingurgitare in modo nevroticamente obbediente) un cibo: il pane, l’olio, il pomodoro, la pasta, il vino, che sono i prodotti del nostro paese; imparando a conoscere questi prodotti si impara anche a distinguere gli imbrogli e a protestare, a rifiutare. 

Povertà significa, insomma, educazione elementare delle cose che ci sono utili e anche dilettevoli alla vita. Moltissime persone non sanno più distinguere la lana dal nylon, il lino dal cotone, il vitello dal manzo, un cretino da un intelligente, un simpatico da un antipatico perché la nostra sola cultura è l’uniformità piatta e fantomatica dei volti e delle voci e del linguaggio televisivi. 

Tutto il nostro paese, che fu agricolo e artigiano (cioè colto), non sa più distinguere nulla, non ha educazione elementare delle cose perché non ha più povertà.

Il nostra paese è un solo grande mercato di nevrotici tutti uguali, poveri e ricchi, che comprano, comprano, senza conoscere nulla, e poi buttano via e poi ricomprano. Il denaro non è più uno strumento economico, necessario a comprare o a vendere cose utili alla vita, uno strumento da usare con parsimonia e avarizia. 

No, è qualcosa di astratto e di religioso al tempo stesso, un fine, una investitura, come dire: ho denaro, per comprare roba, come sono bravo, come è riuscita la mia vita, questo denaro deve aumentare, deve cascare dal cielo o dalle banche che fino a ieri lo prestavano in un vortice di mutui (un tempo chiamati debiti) che danno l’illusione della ricchezza e invece sono schiavitù. 

Il nostro paese è un’enorme bottega di stracci non necessari (perché sono stracci che vanno di moda), costosissimi e obbligatori. 

La povertà è il contrario di tutto questo: è conoscere le cose per necessità. So di cadere in eresia per la massa ovina dei consumatori di tutto dicendo che povertà è anche salute fisica ed espressione di se stessi e libertà e, in una parola, piacere estetico. 

Comprare un oggetto perché la qualità della sua materia, la sua forma nello spazio, ci emoziona.

La divisa dell’Armata Rossa disegnata da Trotzky nel 1917, l’enorme cappotto di lana di pecora grigioverde, spesso come il feltro, con il berretto a punta e la rozza stella di panno rosso cucita a mano in fronte, non soltanto era giusta (allora) e rivoluzionaria e popolare, era anche bella come non lo è stata nessuna divisa militare sovietica. 

Perché era povera e necessaria. La povertà, infine, si cominci a impararlo, è un segno distintivo infinitamente più ricco, oggi, della ricchezza".

martedì 13 dicembre 2016

Si cambia musica



Mi sforzo di continuare a fare pensieri positivi.

E' un colpo di stato, e' regime, ma non credo che durera' a lungo.

Siamo nella singolare situazione di non sapere quando si terranno elezioni che ci libereranno da questi farabutti, ma di sapere chi le vincera'.

E' una sensazione in fondo rasserenante. Ancora un anno, massimo un anno e mezzo e poi di questi truffatori non sentiremo piu' parlare.

Si potranno allora affrontare temi cari a noi Cittadini, come il reddito di cittadinanza, l'accoglienza degli ultimi e la lotta alla poverta', il disarmo unilaterale, la riduzione delle disuguaglianze, la tutela del nostro bellissimo territorio, la diffusione della cultura, dell'arte, della musica, della libera espressione.

Si divertano fin che ancora possono con il loro patetico governo fantoccio che non rappresenta nessuno, questi estremisti anti-democratici arroccati nel palazzo e incollati alle loro decrepite poltrone.

Ancora un po' di pazienza e poi la musica cambia davvero.

lunedì 5 dicembre 2016

Ha vinto la Costituzione



Sono molto felice, ovviamente.

Ha vinto la nostra bellissima Costituzione.

E ha vinto l'unico popolo del quale mi sento parte, noi Italiani che abbiamo ancora una volta dimostrato la nostra maturita' politica di Cittadini, ben superiore a quella dimostrata nel 2016 dai Sudditi Britannici e dai Consumatori Americani.

Abbiamo vinto collettivamente. Nessuno ora si arroghi un'esclusiva vittoria. Si proceda solo rapidamente a smantellare l'eredita' del Renzismo-Berlusconismo. A riscrivere uno Statuto dei Lavoratori che protegga posti e salari, basato su diritti e su un principio di equita'.

Si attui quello che prevede la Costituzione in materia di progressivita' fiscale, che permetta finalmente una ridistribuzione da chi ha troppo a chi non ha abbastanza e che garantisca una casa e un lavoro, sanita' e istruzione di eccellente qualita' a tutti.

La Costituzione non va riformata. Va applicata.

Quella di ieri e' una grande e bellissima vittoria collettiva di tutto un popolo che ha dimostrato maturita', affetto per il proprio patto costituente, e che rende fieri di appartenervi.

domenica 27 novembre 2016

Prospettive MuNOcali del 27 novembre 2016


Questa notte abbiamo ascoltato musiche tratte da:

JACKSON BROWNE
The pretender

BOB WEIR
Blue mountain

NICK CAVE & WARREN ELLIS
Hell or high water

NICK CAVE & THE BAD SEEDS
Skeleton tree

PAL MODDI KNUTSEN
Unsongs

JOHN ABERCROMBIE
Timeless.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus.

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venerdì 25 novembre 2016

Perche' no



Dev'essere qualcosa che si nota piu' guardandovi da fuori, perche' mi sembra che pochi commentatori in Italia se ne rendano conto.

Ma non e' normale che si sprechino anni per riformare l'apparato istituzionale e la legge elettorale quando la situazione economica e occupazionale (aggravata dall'assenza di leggi anti-corruzione, anti-evasione, anti-trust, di una legge per la protezione del suolo, dalla messa in sicurezza degli edifici nelle aree sismiche e da altre misure urgenti che in questo momento certamente dimentico) richiederebbe un'indivisa attenzione da parte del governo del Paese.

In particolare, anziche' continuare a fare il burattino alla televisione a qualunque ora del giorno e della sera, ci si aspetterebbe che un Presidente del Consiglio preparasse e rendesse nota un'agenda per affrontare questi problemi.

E poi in linea di principio un Presidente del Consiglio, specie se non eletto, dovrebbe unire il Paese, non scatenare una battaglia che lo divida in fazioni generando un'animosita' della quale proprio non si sentiva la mancanza.

Insomma, da fuori si vede un Paese piu' bloccato e diviso di quanto sia mai stato.

E' un Paese impantanato in sterilissime riforme che complicheranno l'iter legislativo e lo rallenteranno ulteriormente, dato che il Senato (anche quello composto da nominati, non da eletti) potra' riunirsi solo saltuarialemente, come una specie di dopolavoro di sindaci e consiglieri regionali.

Che con la riforma del titolo quinto arrogheranno allo Stato centrale competenze che ha senso restino alle Regioni (per esempio l'autorizzazione a inceneritori e impianti di stoccaggio di rifiuti): impedendo cosi' ai cittadini di essere custodi del proprio territorio.

Io mi auguro, di cuore per un Paese che sento ancora cosi' mio, che queste riforme molto distanti dal volere dei nostri Padri Costituenti (i quali disegnarono una raffinatissima architettura di pesi e contrappesi che garantisse lo svolgimento del dibattito democratico senza ulteriori rischi autoritari) vengano bocciate per queste, queste e queste ragioni.

Ho convintamente votato No e addirittura, approfittando del fatto che il Consolato e' proprio nella mia Clerkenwell, ho fatto una piccola diversione dai miei percorsi abituali e ho consegnato il mio plico a mano per assicurarmi di non essere vittima di disguidi postali.

Ora tocca a voi.

giovedì 24 novembre 2016

Domenica 27 novembre a Prospettive MuNOcali


Domenica notte riascolteremo insieme un classico che non puo' mancare sui vostri scaffali, l'esordio come band leader del chitarrista newyorkese John Abercrombie.

Dopo le sue collaborazioni con Gato Barbieri e Gil Evans, nel 1975 Abercrombie incide quello che resta uno dei suoi lavori piu' riusciti, Timeless.

Ad accompagnarlo troviamo Jack Dejohnette alla batteria e, all'organo e al piano, il tastierista della Mahavishnu Orchestra Jan Hammer.

Esploreremo insieme un paio di tracce elettriche e poi un estratto acustico e notturno, particolarmente adatto all'ultima parte del programma.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus.

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domenica 13 novembre 2016

"We are all just prisoners here, of our own device"



E cosi' ieri me ne stavo a ripararmi dalla pioggia sotto alla pensilina della fermata di Pentonville Road, aspettando il 205 che mi portasse verso Marylebone.

Il 205 non ne voleva sapere di passare e io stavo li', guardandomi attorno. Accanto a me passavano le persone veloci, ognuna diretta chissa' dove: a incontrare amici, a fare la spesa del sabato, a casa.

Guardavo il marciapiede, le belle foglie colorate dell'autunno i cui colori erano resi ancora piu' vivi dai riflessi della pioggia e, per contrasto, dal grigio uniforme del cielo specchiato nelle pozzanghere.

L'attesa in genere non mi disturba, almeno se non sono in ritardo per qualche appuntamento. Il mio sguardo vaga, la mia mente lo segue e l'asseconda.

Mentre ero immerso in quel bel frammento di autunno in citta', e' venuto a sedersi vicino a me un ragazzo di colore sui 16 - 17 anni, in divisa da ragazzo di colore di 16 - 17 anni (cappellino da baseball, trainers nuove di pacca che io non potrei mai permettermi, ecc.).

La sua cuffia sparava hip-hop a un volume che, almeno a giudicare da quello che si sentiva da fuori, doveva essere prossimo alla soglia del dolore.

Appena seduto, ha tirato fuori dalla tasca destra del suo giubbotto griffato un Iphone ultimo modello che manovrava con una mano sola, usando il pollice per scorrere lo schermo.

Mentre svolgeva questa operazione sembrava terribilmente annoiato.

Un momento dopo, senza staccare gli occhi dall'Iphone ultimo modello, ha messo nervosamente la mano nella tasca sinistra, del tutto incurante della gomitata che mi ha assestato facendo questo.

La mano e' uscita dalla tasca sinistra stringendo un altro Iphone ultimo modello, differente dal primo per il colore (questo era dorato).

Lo sguardo del ragazzo ha iniziato a muoversi dall'Iphone di destra a quello di sinistra in modo frenetico, frenetico come il movimento dei suoi due pollici, che scorrevano e si fermavano sui due Iphone in sincronia con lo sguardo. A destra aveva Facebook, a sinistra Instagram.

Dopo un paio di minuti e' arrivato il 205. Sono salito e mentre ripartiva ho rivolto un ultimo sguardo, pieno di sincera compassione, al ragazzo intubato nel suo mondo. Mi e' sembrato ancora piu' annoiato.

Un vero peccato, si leggeva nella sua espressione, non avere un terzo arto superiore e un terzo Iphone.

venerdì 11 novembre 2016

Ancora Francesco



Viviamo giorni davvero bui. A darci speranza giungono ancora una volta le parole di papa Francesco, sulle quali riflettere alla fine di questa difficile settimana:

"Dobbiamo abbattere i muri che dividono: tentare di accrescere il benessere e renderlo più diffuso, ma per raggiungere questo risultato dobbiamo abbattere quei muri e costruire ponti che consentono di far diminuire le diseguaglianze e accrescono la libertà e i diritti.

Maggiori diritti e maggiore libertà.

Le diseguaglianze sono il male maggiore che esiste nel mondo. È il danaro che le crea ed è contro quei provvedimenti che tendono a livellare il benessere e favorire quindi l'eguaglianza.

Sono i comunisti che la pensano come i cristiani
. Cristo ha parlato di una società dove i poveri, i deboli, gli esclusi, siano loro a decidere. Non i demagoghi, non i barabba, ma il popolo, i poveri, che abbiano fede nel Dio trascendente oppure no, sono loro che dobbiamo aiutare per ottenere l'eguaglianza e la libertà".

giovedì 3 novembre 2016

Elettori



Credo sia evidente a tutti, anche a chi legge distrattamente le notizie sui quotidiani online, quanto e' scadente il livello di questa campagna elettorale americana, piu' simile a una lotta nel fango tra due candidati impresentabili che a un dibattito su temi importanti per la vita delle persone (il welfare, la politica estera, le misure per la protezione dell'ambiente naturale, le politiche di accoglienza).

Come si e' arrivati a questo livello infimo?

Io credo che parte della responsabilita' sia da attribuire a quella che fu una fondamentale conquista, il suffragio universale.

E' stato dimostrato ormai molte volte, troppe, che a decidere per tutti siano nella maggior parte dei casi quelli che si definiscono gli "indecisi". La cui indecisione non dipende spesso da un fine rovello intellettuale o da una rielaborazione profonda della lettura di programmi e documenti ufficiali, saggi e editoriali.

Gli indecisi sono infatti, in genere, persone intellettualmente fragili, manipolabili, che decidono all'ultimo momento in base a una frase a effetto o a un video virale ripetuti allo sfinimento su Facebook.

Dato che i tempi cambiano, come dimostrano campagne elettorali costosissime costruite a tavolino per condizionare questa componente manipolabile del corpo elettorale (campagne che sfruttano media pervasivi e subdoli che fino a pochi anni fa non esistevano), non sarebbe nell'interesse di tutti che si qualificasse un pochino meglio il voto?

Che si istituisse, cioe', la patente dell'elettore.

Dopotutto, pur se tutti possono guidare un autoveicolo al compimento del diciottesimo anno, prima e' necessario che venga superato un semplice esame, dimostrando di conoscere almeno i fondamentali del codice della strada.

Cosa succederebbe se cosi' non fosse? Quanto ancora piu' pericolose di adesso sarebbero le nostre strade?

E chi di noi salirebbe su un aereo o anche semplicemente su un autobus sapendo che il conducente non ha superato un test che ne conferma le capacita'?

Non si dovrebbe trattare di test difficili. 10 - 15 domande chiuse che confermano la conoscenza della Costituzione e dell'impianto istituzionale dello Stato, niente di trascendentale.

I candidati saprebbero a quel punto di dover conquistare la fiducia di un corpo elettorale qualificato, consapevole. Dovrebbero adattare di conseguenza il loro linguaggio e i temi della loro campagna.

La qualita' del dibattito politico migliorerebbe, e molto.

Sarebbero candidati completamente diversi da questi, capaci credo di offrire risposte concrete, circostanziate, articolate. Non frasi a effetto che lasciano il tempo che trovano. L'immagine passerebbe in secondo piano, sostituita dal valore della proposta.

Finisco con un invito: informiamoci tutti di piu'.

Non cediamo, in occasione del referendum del 4 dicembre, alla tentazione di considerarlo un duello pro- o contro-Renzi. Di Renzi penso tutto il male possibile, lo sapete. Ma questo nulla, proprio nulla, ha a che vedere con la mia scelta di votare contro le riforme costituzionali.

E guardate, il fatto che il mio No venisse "annullato" da un Si' consapevole e "pensato" quanto il mio No, non mi darebbe fastidio. Ma provo un'enorme irritazione sapendo che potrebbe venire "annullato" da un Si' superficiale e non informato.

E concludo davvero suggerendo a tutti di leggere questo bellissimo intervento del sempre ottimo Paolo Hutter, la cui chiarezza sintetizza meglio di come potrei fare io il mio pensiero in materia.

lunedì 31 ottobre 2016

Concentrazione



"Creative work needs solitude.

It needs concentration, without interruptions. It needs the whole sky to fly in, and no eye watching until it comes to that certainty which it aspires to, but does not necessarily have at once.

Privacy, then. A place apart — to pace, to chew pencils, to scribble and erase and scribble again.

But just as often, if not more often, the interruption comes not from another but from the self itself, or some other self within the self, that whistles and pounds upon the door panels and tosses itself, splashing, into the pond of meditation. 

And what does it have to say? That you must phone the dentist, that you are out of mustard, that your uncle Stanley’s birthday is two weeks hence. You react, of course. Then you return to your work, only to find that the imps of idea have fled back into the mist".

Upstream.


Questo tipo di interruzioni, quelle che provochiamo a noi stessi, e' in genere assai piu' frequente nell'ambiente domestico. Siamo sul divano che leggiamo una cosa e quasi sempre ci viene in mente che dobbiamo ancora fare la lavatrice, andare a fare la spesa, controllare l'estratto conto della banca, pagare la rata delle spese di condominio, stendere il bucato...

E la concentrazione e' perduta.

Per cui ho preso l'abitudine di mettere Moleskine, libri e giornali nel mio fedele zainetto e il sabato mattina cercare fuori casa il mio "place apart", dove immergermi nella lettura o scrivere un po' lasciando fluire i miei pensieri. Un posto magari non del tutto silenzioso, non privo di distrazioni (l'improvviso ingresso nel campo visivo di una persona che sembra interessante, l'ascolto di alcune frasi di una conversazione che si svolge al tavolo vicino...), ma sufficientemente "apart" da rendere impossibili i doveri domestici.

A Shoreditch (che da Clerkenwell raggiungo a piedi in meno di un quarto d'ora) ci sono molti caffe' carini. Ne aprono uno nuovo ogni settimana, basta guardarsi un po' attorno.

Molto consigliati sono anche i caffe' lungo Regent's Canal, soprattutto d'estate (il Towpath Cafe' e' quello che preferisco, ma mi piacciono un po' tutti).

Un'altra meta ricorrente e' London Fields (i caffe' sotto gli archi della ferrovia) o se ho voglia di camminare un po' piu' del solito quello davanti al lago a Victoria Park.

Se invece ho voglia di andare verso il centro ci sono le mie amate Nordic Bakeries, a Soho (qualche volta un po' troppo affollata) o a Marylebone (sempre tranquilla).

E d'estate, naturalmente Hampstead Heath.

"Scribble and erase and scribble again" fino a quando trovo concentrazione e pace, e quello e' sempre un momento bellissimo e un po' magico.