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Un taccuino di brevi riflessioni su vita, arte, societa'

venerdì 16 novembre 2018

RIP England (reprise).



Ieri sera dopo la presentazione del suo nuovo libro al Teatro Dal Verme, mentre camminavamo verso l'albergo dove sta in questi giorni, Jonathan Coe mi ha detto una cosa sulla Brexit che non sapevo.

Il 19 gennaio 2019, per semplici cause demografiche naturali (la morte degli elettori piu' anziani, che hanno fatto vincere Leave), se anche nessuno avesse cambiato idea rispetto al voto del 2016 il Regno Unito si trasformera' in un Paese pro-Remain. Lo chiamano crossover day.

Quindi il 29 marzo, giorno in cui il Regno Unito lascera' l'Unione, la maggioranza dei cittadini vorra' rimanere.

Jonathan l'ha chiamata "suprema ironia", non saprei dirlo meglio.

giovedì 15 novembre 2018

RIP England.



"I’ve lived in London for three years. I hadn’t spent much time in Britain before my arrival and had no particular feelings toward the English. I expected them to react to me with similar neutrality. What I didn’t expect was the toxic mix of dismissal and casual disdain.

What kills you is their ignorance.

Two weeks ago I visited Birmingham while the Conservative Party Conference was being held. All around me were examples of the worst elements of the English ruling class: their solipsism, their hatred of the poor, their amazing rudeness.

A man in a boater hat and cravat, drinking Champagne and smoking a cigar, ignored a homeless woman asking for change and then chided me when I gave her some".

MEGAN NOLAN
The New York Times.


Ieri sera dopo il lavoro la Gio' e io siamo passati a fare una spesa veloce all'Esselunga vicina all'ufficio dove lavoriamo quando siamo a Milano. Mentre eravamo in una coda per pagare, ci siamo sentiti chiamare dalla coda di fianco alla nostra. Era una signora dallo sguardo sorridente e gentile che ci ha invitati a passarle davanti dopo aver visto che avevamo solo 3 articoli da pagare.

Per me Milano e' questa cosa qui. La gentilezza di tanti nostri concittadini. Ed e' Jazz Mi, e' Bookcity, e' la Music Week, iniziative che si susseguono a breve distanza e trasformano questa meravigliosa citta'. Ad ogni angolo, in ogni quartiere trovi presentazioni di libri, lectures, musica.

Londra in 17 anni l'ho vista morire. Nel 2001, quando mi trasferii, era una citta' vitale, fantastica. Nel 2018, Londra e' una citta' viva quanto e' vivo un cadavere. Quanto sono vivi Theresa May e il suo governo. Quanto e' viva l'economia inglese, la loro ridicola moneta, quanto e' viva la loro patetica regina con il cappellino da pagliaccia, quanto e' vivo il vomito di ubriachi e ubriache (le donne inglesi meritano un post a parte) che devi schivare il sabato mattina. A Milano ci sono presentazioni di libri. A Londra c'e' il vomito. Fa differenza.

Non c'e' nemmeno bisogno di scadere desiderando una vendetta per il loro cupo razzismo, per il "toxic mix of dismissal and casual disdain" del quale parla il New York Times. Hanno fatto tutto da soli. Si sono suicidati.

Sinceramente, sono fatti loro. Il mondo e' grande e bellissimo. L'Europa e' meravigliosa.

Dimentichiamoli, per sempre. Celebriamone la morte con allegria, dato che e' cio' che hanno scelto votando Leave.

Riposa in pace, Inghilterra.


Oggi alle 18.35 per chi ha tempo di ascoltare saro' in diretta a Radio Popolare, FM 107.6, per parlare di Brexit.

domenica 11 novembre 2018

Prospettive Musicali dell'11 novembre 2018.



Le musiche di questa notte le ho tratte da:

BIG YOUTH
Screaming target

U ROY
I am the originator

GIL SCOTT-HERON
The revolution will not be televised... plus

WOLFGANG MUTHSPIEL
Where the river goes

JAKOB BRO
Bay of rainbows

MARK TURNER/ ETHAN IVERSON
Temporary kings

ART ENSEMBLE OF CHICAGO
Nice guys.

Ascolta il programma.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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sabato 3 novembre 2018

Tempo, libero.



"I don't have a smartphone. My attention is one of the most important resources I have, and the smartphone is constantly trying to grab my attention. There's always something coming in.

I try to be very careful about how I use technology and really make sure that I'm using it for the purposes that I define instead of allowing it to kind of shape my purposes for me".

GQ.


Intervista tutta da leggere, che spiega bene come difendersi dalle distrazioni. Poi magari nel tempo che avete liberato guardate questo video, che invece spiega perche' lasciarsi trasportare dai propri pensieri senza un particolare centro di attenzione e' un modo efficace per farsi venire buone idee. 

Buon fine settimana, e che il nostro tempo sia davvero libero.

giovedì 1 novembre 2018

La gente non stanno bene.



Stasera, quando stava finendo la nostra seduta settimanale, ho detto all'analista danese molto ECM che in fondo in una cosa credo anch'io, e che questa cosa e' il numero due. L'analista danese molto ECM mi ha guardato, ha sorriso e ha detto che era una frase molto bella, che il numero due e' una bella cosa in cui credere.

In questo periodo sto attirando molta aggressivita', non so per quale motivo. Alla quale provo a rispondere in genere con un profondo e sincero senso di compassione, quella che i cristiani chiamano misericordia e i buddisti karuna. A me stesso dico che sono in fondo fortunato e che non ho ragione di restituire aggressivita' a mia volta.

Ecco, io penso che le persone aggressive non credano nel numero due. Non so in cosa credono, se eventualmente credono in qualcosa, ma nel numero due no. Forse credono nel numero uno, un  numero del quale mi sono liberato un po' di anni fa quando mi sono tolto l'abito (nero, nerissimo) dell'eroe romantico.

Credere nel numero uno non fa stare bene. Per chi crede nel numero uno, oggi provo un profondo senso di compassione, misericordia, karuna.

martedì 30 ottobre 2018

Il finito presente.



"The efficiencies of the adult mind, useful as they are, blind us to the present moment. We’re constantly jumping ahead to the next thing. We approach experience much as an artificial intelligence (AI) program does, with our brains continually translating the data of the present into the terms of the past, reaching back in time for the relevant experience, and then using that to make its best guess as to how to predict and navigate the future".

How to change your mind.


Domenica pomeriggio passeggiando in Regent's Park si parlava con A. e G. di quanto poco sappiamo controllare i nostri processi di pensiero. Vaghiamo sempre, in genere nel futuro, qualche volta nel passato. Il presente capita di attraversarlo, come se fosse una linea disegnata col gesso, e non invece tutto cio' che abbiamo.

Si diceva che dovremmo imparare l'arte della dissolvenza del nostro ego, quell'ego che ci imprigiona. 

Alla Gio' dico sempre che il regalo piu' bello che mi ha fatto e' stato insegnarmi a pensare in termini di noi, che e' appunto una naturale dissoluzione del se'. E' avvenuto senza alcuna intenzione, senza che mi impegnassi. Un giorno come un altro, e' successo.

Forse serve molto amore nei confronti di ogni manifestazione dell'universo per dissolversi in esso, per superare le manifestazioni dell'ego che generano tanta paura, tanta ansia, tante notti insonni. Per accettare la nostra normalissima e umanissima condizione di infelicita', e quindi superarla.

venerdì 26 ottobre 2018

Semplifica/ Riduci/ Semplifica ancora.



"Un tempo ero felice quando avevo qualcosa in più. Ora sono felice quando ho qualcosa in meno. Un tempo ero felice se compravo qualcosa di nuovo. Ora sono felice se vendo o regalo qualcosa di vecchio, o semplicemente qualcosa che non uso più.

Qualche tempo fa avevo letto che nelle economie “sviluppate” le la maggior parte delle persone possiede tra i 1.000 e i 5.000 oggetti. Se ci pensi sono tantissimi. E la maggior parte di questi non solo non li usiamo ma spesso non sappiamo neanche di averli. 

Ci occupano spazio fisico e mentale senza darci nulla in cambio. Veniamo da mezzo secolo di abbondanza spropositata dove l’imperativo della crescita e dell’accumulo ha guidato ogni nostra azione.

Oggi – un po’ per volontà un po’ per necessità (visto come sta andando l’economia) – abbiamo la possibilità di ridimensionare le nostro aspettative di consumo, facendo nostro il principio algebrico per cui meno per meno, dà come risultato più".

Micro daily blog.


E' sempre un piacere leggere che altre persone avvertono il desiderio di semplificare la propria vita liberandosi del superfluo. E' la ricerca di una poverta' bella e profonda, che ci permette di dare valore alle persone e alle cose che amiamo e soprattutto alla risorsa piu' preziosa e scarsa che abbiamo e della quale dobbiamo imparare a fare tesoro ogni giorno: il tempo.

Buon fine settimana. Siamo rimasti pochissimi a scrivere e leggere il mio blog e per questo vi voglio ogni giorno piu' bene per la gentilezza che dimostrate leggendomi. Davvero.

martedì 23 ottobre 2018

Per una nuova economia politica della natura.



"Cosa accadrebbe se un'alleanza degli insoddisfatti, degli alienati, degli indigenti e degli espropriati desse vita a un movimento anticapitalista? L'immagine di tutte queste persone che da ogni parte si sollevano, chiedono e ottengono il posto che meritano nella vita economica, politica e sociale e' davvero emozionante.

La categoria degli insoddisfatti e degli alienati comprende tutti coloro che, per qualsiasi ragione, pensano che l'attuale percorso di sviluppo capitalistico porti a un vicolo cieco, se non a una catastrofe per l'umanita'.

Molte persone, inclusi parecchi scienziati, ritengono che gli attuali limiti ambientali siano insuperabili, e dunque che nel lungo periodo si debba mirare a portare l'economia e la popolazione mondiali verso uno stato stazionario.

Di conseguenza, si rende necessario costruire una nuova economia politica della natura; cio' significherebbe riconfigurare profondamente la vita quotidiana, l'urbanizzazione e i rapporti sociali dominanti, i sistemi di produzione e gli ordinamenti istituzionali.

Bisognerebbe cambiare anche la traiettoria dello sviluppo tecnologico, abbandonando il gargantuesco e il militaristico per muoversi verso un modello di consumo ispirato al "piccolo e' bello" e al "meno e' piu'".

Tutto questo sarebbe profondamente antagonistico alla crescita capitalistica composta".

DAVID HARVEY
L'enigma del capitale.


E' fondamentale che noi proletari uniamo le forze con il sottoproletariato migrante, per chiedere non piu' sviluppo ma piu' sostenibilita'. Dobbiamo rivendicare non piu' crescita, ma uno stato stazionario che sia sostenibile per il pianeta, un modello di produzione e di consumo ispirato ai principi dell'economia circolare e una redistribuzione patrimoniale equa che finalmente annulli tutte le disuguaglianze.

domenica 21 ottobre 2018

Blu.



"Blue has no dimensions, it is beyond dimensions.

All colours arouse specific associative ideas, psychologically material or tangible, while blue suggests at most the sea and sky, and they, after all, are in actual, visible nature what is most abstract".

Lecture at the Sorbonne.


Nella vita si attraversano fasi associate a colori. Questa fase e' blu. Chissa' come sara' la prossima.

Quando il colore e' uno e riconoscibile, la vita ha un suo equilibrio. Poi, presto o tardi l'equilibrio si perde. I colori si mischiano in combinazioni a volte incomprensibili come fili che si aggrovigliano.

Poi un colore domina gli altri. Si ritorna a un equilibrio.

Quanto queste fasi durano non e' dato sapere, ma in genere col passare degli anni gli equilibri diventano un po' piu' stabili ho notato.

E' bello lasciare che le cose accadano, a volte.

venerdì 19 ottobre 2018

E dei fischi non parlarne mai.



Va bene, e' estremamente pop e quando durante la nostra seduta settimanale mi capita di nominarlo l'analista danese molto ECM mi guarda come a dire: torniamo seri.

Ma insomma a me Alain De Botton e' simpatico e nella newsletter del venerdi' del Book of Life uno o due articoli interessanti il piu' delle volte si trovano.

Questa cosa per esempio la trovo molto vera:

"We display only our strengths - and bore others as a result, because it is in the revelation of our weaknesses that we grow interesting and likeable. It is almost impossible to be bored when a person tells you sincerely what they have failed at, who has humiliated them, and when they have been at their craziest".

Buon fine settimana.

domenica 14 ottobre 2018

Prospettive Musicali del 14 ottobre 2018.


Oggi Prospettive Musicali compie 17 anni. Le musiche di questa notte sono tratte da:

RAY CHARLES
Genius + soul = jazz

ARETHA FRANKLIN
I never loved a man the way I love you

GIL SCOTT-HERON
The revolution will not be televised... plus

ANDREA BELFI
Knots

BOBO STENSON TRIO
Contra la indecision

ART ENSEMBLE OF CHICAGO
Nice guys

CLAUDIO ROCCHI
Volo magico n.1.

Ascolta il programma.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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domenica 7 ottobre 2018

Prospettive Musicali del 7 ottobre 2018.























Le musiche di questa notte le abbiamo tratte da:

MOSES SUMNEY
Aromanticism

JESSICA MOSS
Pools of light

DAVID MURRAY/ GERI ALLEN/ TERRI LYNE CARRINGTON
Perfection

BOBO STENSON TRIO
Contra la indecision

THOMAS STRONEN/ TIME IS A BLIND GUIDE
Lucus

KIT DOWNES
Obsidian

CLAUDIO ROCCHI
Volo magico n. 1.

Ascolta il programma.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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mercoledì 26 settembre 2018



Mi e' capitato a volte di chiedermi cosa prova un poliziotto che sgombera un presidio, una casa occupata da migranti, una fabbrica dove gli operai dormono per difendere il posto di lavoro. Poliziotto, che appartiene per definizione a quello stesso proletariato del quale fa parte chi colpisce col manganello come gli viene ordinato di fare.

Oggi mi domando come si deve sentire un impiegato dell'ufficio personale, proletario come siamo noi, a pronunciare a uno di noi la frase "L'azienda ha deciso di concludere il suo rapporto di lavoro per la soddisfazione di entrambe le parti".

Chissa' come si sente uno che lavora all'ufficio personale, quindi uno pagato per stare otto ore al giorno in ginocchio a succhiare il cazzo del padrone, quando riceve lo stipendio guadagnato col sangue dei compagni licenziati.

lunedì 24 settembre 2018



Ascolto Randy Weston registrato a Montreaux, stasera. La sua musica cosi' ritmica e cosi' sensuale, con queste radici africane scoperte. Riposa in pace, Randy. Grazie per la tua musica.

Ho visto un telegiornale italiano per capire cosa sia questo decreto sicurezza e immigrazione, che senso abbia mettere questi due concetti insieme. Mi e' scesa addosso una tristezza senza limiti, uno sconforto assoluto. Quanto odio. Quanta paura. Quanta ignoranza.

Adesso mi metto a scrivere un po', vado un pochino avanti nel romanzo, concentrato. E' cio' che mi da' pace e un senso di realizzazione. E' anche un po' una fuga dal mondo, lo so bene.

Se vi fa piacere leggere nei prossimi giorni queste brevi note e non vi spiace troppo che io non scriva dei post con un senso compiuto, ogni tanto magari ci sentiamo cosi'. Senza titoli, senza un tema, senza orpelli. Solo qualche frase, osservazioni, parole che arrivano dal cuore un po' come quelle che mi piace scrivere a mano sulla carta per me stesso, ogni volta che mi va.

lunedì 17 settembre 2018

Il difficile primo capitolo.



Ieri sera ho guardato il primo capitolo del romanzo che sto scrivendo. L'ho proprio guardato negli occhi, non solo riletto varie volte limando ogni parola. Ho visto tutti quei caratteri sulle pagine bianche, quei personaggi che dopo mesi di ripensamenti e schemi e indecisioni stanno prendendo vita.

Ho letto il capitolo alla Gio', che ha detto "Te lo rileggo domani con calma, ma mi piace da pazzi. Non c'e' nulla che toglierei". Togliere, come Eicher che toglie ogni nota di troppo in modo che quelle che rimangono esprimano un'idea di spazio. Bisogna fare lo stesso con le parole, dicevamo la Gio' e io mentre provavamo la storia prima di iniziare a scriverla.

Mi sono sentito dopo tanti anni come quella volta che trasportai il pesante amplificatore del basso giu' per le scale della cantina della casa dove abitava un mio compagno di liceo. Nello scantinato c'era gia' la batteria. Attaccammo i jack della chitarra e del basso e inziammo a suonare "Message in a bottle" che conoscevamo tutti e tre. Andammo avanti per un bel po' improvvisando su quel ritmo e quel giro di basso, direi un bel 10 minuti.

Quando dopo l'ultima nota dal frastuono che era rimbalzato sulle pareti emerse uno strano silenzio ovattato, quello di quando i timpani sono stati messi a dura prova e vedi la persona di fianco a te che muove le labbra ma senti solo un fischio insistente, ero cosi' contento che quasi mi veniva da piangere.

Stanotte mi sono sentito ancora cosi'.

***

Nei prossimi giorni saro' impegnato a scrivere cercando di non distrarmi. Qui voglio pero' postare i riferimenti che mi stanno aiutando e mi stanno dando ispirazione, se trovo un momento.

Tutto e' partito di qui, in fondo. Magari anche tutto finira' qui a un certo punto se non trovero' un editore. Andrebbe bene anche cosi'.

Scrivere e' un'esercizio che pulisce la mente e se scriviamo con sincerita' entriamo in contatto con l'anima. Il senso e' quello, l'obiettivo e' quello.

domenica 16 settembre 2018

Un messaggio che ho scritto stamattina a un amico che non trova lavoro.



L'anno scorso il CEO di Morgan Stanley si e' dato uno stipendio di 21.5 milioni di sterline, Sono 60mila sterline al giorno compresi sabati e domeniche. In un fine settimana guadagna quasi tre volte quello che guadagna un insegnante con 20 anni di esperienza in un anno di lavoro.

E di fronte a questo la gente cerca di attentare alla sua vita, lo copre di sputi e verdura marcia, gli brucia la macchina e l'abitazione? Ma va. Lo ammirano.

E le banche di investimento hanno pagato 15 miliardi di sterline in bonus.

Intanto i treni dei pendolari vengono ridotti di numero dopo l'ennesimo aumento. Gas e luce sono aumentati 2 volte in 3 mesi. Alla popolazione, stremata dalla crisi e dalla moderna eroina diffusa tra le masse (Facebook), vengono indicati come colpevoli di tutto questo migranti senza nulla che fuggono da campi di tortura.

Mentre i suddetti CEO vengono ammirati, riveriti.

Alle masse e' stato fatto credere che il loro pargolo che gia' a 2 anni sa usare Whatsapp e fare un video con l'Iphone e' un genio e diventera' qualcuno.

Diventera' un altro schiavo naturalmente, ma loro si baloccano con quel sogno e rifiutano di vedere la realta'.

E quindi non cambia nulla.

So bene che la felicita' non e' funzione dei possedimenti materiali. Non ho idea se il CEO di Morgan Stanley sia piu' o meno felice di voi o di me, infatti.

Sono convinto pero' che se temi per la sicurezza economica di base, intendo il livello piu' basso della piramide di Maslow (cibo e riparo), allora viene a mancare quella serenita' al di sopra della quale poggia ogni possibile ricerca della felicita'.

giovedì 13 settembre 2018

Chiamarsi fuori.



Fatto un calcolo mentale in base alla mia esperienza, ho concluso che standosene fuori dai social media quello che si guadagna e' molto piu' di quello che si perde. Assumendo che il tempo, il nostro preziosissimo e finitissimo tempo, abbia per noi valore.

Ed e' un'assunzione non secondaria questa: il tempo assume valore solo si sa che cosa farne.

E' questa paura di perdere qualcosa che dobbiamo vincere, perche' non perdiamo proprio nulla e soprattutto nulla di importante.

mercoledì 12 settembre 2018

Twitter, o del burro salato.



Il gusto del burro salato lo ricordo da quando ero ancora un ragazzino e venivo da queste parti a studiare la lingua. Mi piaceva gia allora tantissimo.

Quando venni a vivere qui non me lo facevo mai mancare. Tornavo a casa dopo una giornata di lavoro e il mio comfort food preferito era li' ad aspettarmi. Scaldavo una fetta di pane e ci stendevo sopra una badilata di burro salato.

Dopo qualche tempo feci un esame del sangue. Andava tutto bene, tranne il valore del colesterolo, come e' ovvio.

Cosi' all'improvviso smisi di comprarlo, e oggi non ho nemmeno idea di dove trovarlo quando vado al supermercato.

***

Sara' una settimana che sto dicendo a tutti che mi voglio cancellare da Twitter e poi non lo faccio. Come poi se la mia cancellazione fosse un evento mediatico planetario, quando invece credo di avere un'ottantina di followers la meta' dei quali probabilmente non esistono piu' o non sono mai esistiti.

Stanca di sentirmelo dire ("Si'  lo so, me l'hai gia' detto ieri sera e anche domenica"), la Gio' ha evocato il famoso burro salato, della cui esistenza mi ero completamente dimenticato. Ha detto: "Ti viene ancora in mente di comprarlo? Eppure guarda che lo vendono ancora!".

E poi ha aggiunto che non c'e' bisogno di cancellarsi da Twitter. Che basta non aprirlo, proprio come non c'e' bisogno che Waitrose rimuova tutte le confezioni di burro salato dallo scaffale frigorifero, basta decidere che, da oggi, non si compra piu'.

Intanto Twitter l'ho cancellato dalla colonnina qui a destra. Mi sento gia' meglio. Come quando esci da una stanza affollata e respiri aria fresca, finalmente pulita, il rumore di fondo cessa improvvisamente e puoi ricominciare a pensare a quello che ti va.

martedì 11 settembre 2018

Scuse per mettere a tacere l'ansia.



E' da stamattina che mi sono preposto di iniziare a preparare la prossima puntata di Prospettive Musicali, per non lasciarmela per l'ultimo momento, anche perche' e' l'unica sera libera della settimana: domani ho una riunione di lavoro che comincia alle 18.30 e finira' chissa' quando, giovedi' come tutti i giovedi' sera vedo l'analista danese molto ECM e venerdi' vado a sentire Michele Serra all'Istituto di Cultura Italiana.

Vorrei pero' scrivere tutt'altro, iniziare un libro che ho in testa da quest'estate, una storia che mi piace da pazzi e che e' venuta fuori proprio in una seduta di analisi. Ha gia' una sua struttura, so come voglio dividere i capitoli, perfino un bel titolo, ma ho una gran paura di sbagliare, di non possedere gli strumenti per rendere vivi i personaggi come vorrei.

Quando ho capito che la storia non era male sono stato alla Libreria Italiana e ne ho parlato con Mancassola che tiene i corsi di scrittura creativa, ma il prossimo non lo inizia fino a gennaio ha detto.

Cosi' rimando e mi dedico a Prospettive Musicali.

(Il titolo del post si e' generato da solo dopo aver riletto).

Piu' uguaglianza, piu' verde, piu' welfare.



Il giorno che decisi che nella vita avrei voluto fare il ricercatore sociale, lo ricordo ancora molto bene.

Il mio professore di psicologia sociale, che qualche tempo dopo mi avrebbe voluto nel suo istituto, invito' noi studenti del suo corso all'Universita' di Pavia ad andarlo a trovare nel suo studio di Milano.

Fu dopo quella visita che pensai, sul treno che mi riportava a casa, che quello che avrei voluto era farmi interprete dei bisogni delle persone.

Tali bisogni sarebbero stati - non avevo alcun dubbio - piu' uguaglianza, piu' verde, piu' welfare.

venerdì 7 settembre 2018

Le api.



Qualche anno fa mi ammalai per tre volte in un solo inverno, facendo ben due ricadute di influenza.

Successe tutte e tre le volte durante periodi che avevo deciso di trascorrere a Milano. Naturalmente non e' bello stare a letto ammalati, ma quei giorni scanditi dalla Gio' che a meta' giornata mi portava a casa la spesa e mi preparava un pranzetto leggero prima di tornare al lavoro e poi per il resto trascorsi in solitudine (condizione che amo) me li ricordo ancora con piacere e un po' di nostalgia.

Il pomeriggio ascoltavo tutta Fahrenheit, tre ore filate. Ecco, se potessi io Fahrenheit lo ascolterei tutti i giorni. Invece mi forzo quando lavoro a tenere al massimo in sottofondo della musica, evitando programmi parlati che finiscono per distrarmi troppo.

Ma poi quasi tutte le sere un pezzo del podcast di Fahrenheit finisco per ascoltarlo (come dissi pure a Sinibaldi qualche tempo fa quando mi capito' di cenare insieme a lui all'Istituto di Cultura Italiana, prima di lanciarci in una lunga disquisizione su cos'e' diventata la radio ai tempi dei podcast). Oggi, che stanno trasmettendo dal Festivaletteratura di Mantova, non ho resistito a sapere di cosa parlano e infatti li sto ascoltando.

Una scrittrice norvegese che hanno intervistato poco fa ha detto che dobbiamo imparare dalle api, che lavorano per l'alveare e non per loro stesse.

E' un concetto molto bello. Ognuno dovrebbe fare quello che serve alla societa', in cambio dei prodotti e servizi che servono a ognuno e solo di quelli. Un modello nel quale non esisterebbero ne' profitti ne' rendite, quindi non esisterebbero plusvalore, disoccupazione e sfruttamento. Quindi si lavorerebbe il giusto, ne' troppo ne' troppo poco, tutti.

Per me sarebbe la perfezione, il punto piu' evoluto dell'umanita'. Fa riflettere pensare che quando eravamo api ci risultava naturale.

giovedì 6 settembre 2018

Contraddizioni, umanita', amore, spiritualita'.



Ci sono voluti anni di errori, c'e' voluto un percorso psicoterapeutico che e' stato tra le decisioni piu' sagge (poche, in verita') della mia vita, ma credo di avere capito una cosa.

Una soltanto, ma importante. Che non amiamo una persona fino a quando impariamo ad amarne le contraddizioni. Forse un giorno le risolveremo, le tue e le mie grandi e piccole contraddizioni. Se ci riusciremo sara' per tutto l'aiuto che ci siamo dati in questi anni, un giorno alla volta.

Ma intanto, come ha dichiarato Michael Stipe alla BBC settimana scorsa con quel suo caratteristico modo di parlare che sembra che stia parlando solo con se stesso, "If we have an understanding that within each of us there are multiple contradictions, we arrive at a higher place, which is humanity".

E l'umanita', l'amore e la spiritualita' sono aspetti diversi della stessa cosa, come mi disse un giorno Patti Smith, quando ancora non ero in grado di capire le sue parole.

martedì 4 settembre 2018

Gli olivi, i fichi, i sorbi, i gelsi, i noci.



Da quando l'ho trovato citato in Divorare il cielo, mi e' venuta voglia di leggere Il barone rampante di Calvino. Cosi' l'ultima volta che sono tornato in Italia me ne sono procurato una copia uscita per gli Oscar Mondadori, con una bella foto di Ghirri in copertina.

Del libro mi piacciono le descrizioni degli alberi. Ogni albero ha una sua personalita', un suo carattere.

Gli olivi, per il loro andar torcendosi, sono a Cosimo vie comode e piane, piante pazienti e amiche, nella ruvida scorza, per passarci e per fermarcisi, sebbene i rami grossi siano pochi per pianta e non ci sia gran varietà di movimenti. 

Su un fico, invece, stando attento che regga il peso, non s’è mai finito di girare; Cosimo sta sotto il padiglione delle foglie, vede in mezzo alle nervature trasparire il sole, i frutti verdi gonfiare a poco a poco, odora il lattice che geme nel collo dei peduncoli. 

Il fico ti fa suo, t’impregna del suo umore gommoso, dei ronzii dei calabroni; dopo poco a Cosimo pareva di stare diventando fico lui stesso e, messo a disagio, se ne andava. Sul duro sorbo, o sul gelso da more, si sta bene; peccato siano rari.

Così i noci, che anche a me, che e' tutto dire, alle volte vedendo mio fratello perdersi in un vecchio noce sterminato, come in un palazzo di molti piani e innumerevoli stanze, veniva voglia di imitarlo, d'andare a star lassu'; tant’è la forza e la certezza che quell’albero mette a essere albero, l’ostinazione a essere pesante e duro, che egli s’esprime persino nelle foglie.

ECM.



Giusto per raccontarvi cosa succede dietro alle quinte di Prospettive Musicali, stamattina mi ha contattato l'ufficio stampa dell'ECM per proporre di mandarmi le loro uscite come si usa adesso, in formato file.

Come si usa adesso perche' io appartengo alla vecchia scuola, quando ancora le etichette ti mandavano a casa le copie promozionali dei dischi fisici.

Ci ho pensato un po' e poi ho cortesemente declinato, spiegando che per me l'esperienza di ascoltare i dischi ECM non puo' prescindere dalla loro carta e dalle loro fotografie rarefatte in quel bel bianco e nero elegante. La loro musica in formato file sono sicuro che suona diversa. E non ne sto facendo una questione di suono, ma di esperienza.

Pero' se passano di qui li ringrazio per aver pensato a me. E' stato un pensiero gentile, di quelli che ti fanno sentire parte di qualcosa. E sentirsi parte di qualcosa e' importante, specie per me che tante volte non mi sento parte di nulla e ci sto un po' male.

lunedì 3 settembre 2018

Un desiderio.



Ci sono ragioni molto contingenti, molto pratiche, per le quali non scrivo piu' questo blog. Fondamentalmente il tempo che manca, o piuttosto che ho scelto di spendere in altro modo.

Scrivo ancora molto, ma scrivo a mano sulla carta, scavando nell'anima e rivelando a me stesso in forma scritta, e poi in un secondo momento alla Gio', quello che scopro giorno dopo giorno. In genere succede a notte fonda, quando tutto si fa finalmente silenzioso. E poi, una volta alla settimana ne parlo con la ormai famosa analista danese molto ECM, cercando spiegazioni.

E' dei grandi scrittori sapere poi condividere, universalizzandole, queste scoperte. E io non sono ne' Kafka ne' Musil, e non ne sono capace.

Eppure mi spiace avere abbandonato questo medium, per tante ragioni. Non ultima il fatto che il blog si rivelo' a suo tempo un mezzo potentissimo per costruire ponti con anime affini. Forse si aprivano per solitudine questi taccuini online, e forse a un certo punto abbiamo deciso tutti di chiuderli quando le anime affini le abbiamo trovate nella vita reale.

Ma e' un po' un peccato. Ho pensato spesso a come riprendere il discorso interrotto. So solo che mi piacerebbe ripartire dalla nuda parola: da quando nemmeno sapevo come si faceva un link. Scrivendo semplicissime osservazioni senza limiti di spazio e senza l'imbarazzo che mi darebbe scriverle invasivamente su un social network.

Al centro vorrei mettere le emozioni e i sentimenti, e vorrei che i fatti restassero in secondo piano.

So per esperienza che servirebbero continuita' e impegno, e quindi non prometto nulla. E' un desiderio per il momento.

domenica 26 agosto 2018

Prospettive Musicali del 26 agosto 2018.


Le musiche di stanotte le abbiamo tratte da:

JIMI HENDRIX
Cornerstones 1967 - 1970

NABIHAH IQBAL
Weighing of the heart

DAVID MURRAY/ GERI ALLEN/ TERRI LYNE CARRINGTON
Perfection

THOMAS STRONEN/ TIME IS A BLIND GUIDE
Lucus

NICOLAS MASSON
Travelers

JOHN SURMAN
Invisible threads

NIK BARTSCH'S RONIN
Awase.

Ascolta il programma.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.



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domenica 19 agosto 2018

Prospettive Musicali del 19 agosto 2018.

Le musiche di stanotte le abbiamo tratte da:

JOSHUA REDMAN/ RON MILES/ SCOTT COLLEY/ BRIAN BLADE
Still dreaming

JUN MIYAKE
Lost memory theatre - act 3

ARTURO STALTERI
Low and loud

NICOLAS MASSON
Travelers

STEVE TIBBETTS
Life of

MARC SINAN/ OGUZ BUYUKBERBER
White

NIK BARTSCH'S RONIN
Awase.

Ascolta il programma.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.


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martedì 14 agosto 2018

Autori consapevoli della nostra vita.



A titolo di semplice utente come siamo tutti e senza demonizzare la rete, ci mancherebbe, vorrei ribadire due pericoli da tenere sempre presenti.

Il primo e' quello di abitare all'interno di cerchi chiusi che non comunicano tra di loro. Leggo e seguo solo chi conferma il mio pensiero.

Il secondo e' quello di rimanere imprigionati nel rullo a ciclo continuo di notizie e commenti.

Dal primo pericolo ci si difende con la curiosita' di comprendere le ragioni dell'altro. Anche, se necessario, per proteggerci da un modo di pensare superficiale e grossolano che trova nella rete fertile terreno di coltura.

Dal secondo trasformando il continuo in discreto. Quando eravamo ragazzi ci informavamo due volte al giorno, la mattina comprando i giornali e la sera guardando il telegiornale. Aggiornandoci un paio di volte su cos'e' successo nel mondo, si ha tempo di riflettere, di elaborare con calma un'opinione senza essere vittime della rincorsa all'ultima notizia e all'ultimo post.

Torniamo autori consapevoli della nostra vita, insomma.

venerdì 10 agosto 2018

A Simona e a quelle scoperte che sembrava non sarebbero finite mai.



"Credo che, per chi scrive, un’età fondamentale sia quella della adolescenza: quando ancora non si fa parte del mondo degli adulti, ma si sente che la vita vera sta per arrivare, e si fanno le grandi scoperte, si provano le prime emozioni forti e ci si accorge che il mondo è fatto anche di libri, canzoni, film, quadri.

Quando ci si accorge, ad esempio, che la letteratura non è solo quella materia barbosa che si deve studiare a scuola, ma una cosa viva, che parla di esperienze che anche noi saremo destinati a fare e che per il momento possiamo solo vivere di riflesso, immedesimandoci in un qualche personaggio.

È in questa età che si viene segnati, in un modo o nell’altro”.

Daniele Benati, Qualcosa, Paolonori.it.


Non avevo ancora letto La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano. L'ho divorato in pochi giorni.

E' un libro bellissimo. L'episodio della laurea (Mattia che non vuole che nessuno lo vada a sentire e che poi quando viene proclamato dottore si sente molto solo fino a quando non incontra in biblioteca Alice) e' identico a quello che vissi io.

Il numero primo era Simona, che poi avrebbe lasciato questa Terra solo qualche anno dopo. Aveva solo 27 anni quando parti', chissa' dov'e' ora e se mi puo' leggere e sentire che tutto il nostro affetto e' rimasto cristallizzato a quei giorni.

La colonna sonora di quel periodo (Disintegration dei Cure, appena arrivato alla redazione della radio con la quale collaboravo allora) e' proprio la stessa citata da Giordano in quell'episodio. Anche per questo leggendolo sono sobbalzato sulla sedia.

A legarci fu proprio quella scoperta che il mondo è fatto anche di libri, canzoni, film, quadri: di un orizzonte emozionale infinito. Non e' una scoperta che devo esclusivamente a Simona. Quando ci conoscemmo quel percorso era gia' iniziato per entrambi.

Ma per un tratto di vita condividemmo letture, dischi, mostre, cineforum (parola bellissima e dimenticata), passeggiate nella natura, discussioni che non finivano mai. Senza quella condivisione sarei stato completamente solo e forse mi sarei perduto.

Il libro di Giordano mi ha riportato a quegli anni, a quell'energia, a quelle scoperte che sembrava non dovessero esaurirsi mai.

Se ho un augurio da fare a un giovane di oggi e' che dimentichi il telefonino e i social e viva proprio quelle esperienze, con tutta la loro confusione, con tutta la loro energia, con tutto quel patrimonio di emozioni che ha lasciato dietro di se' e che non mi abbandonera' mai.

(E domani la Gio' e io, perche' appunto i libri vanno condivisi con chi amiamo, abbiamo deciso che iniziamo Divorare il cielo).

domenica 5 agosto 2018

Per cui in questo mondo proprio non mi ritrovo.



Mi sono spesso domandato da cosa dipenda, ma d'istinto io sto sempre dalla parte dei piu' poveri, degli ultimi, di chi subisce. Trovo insopportabili i campioni, i vincenti, i padroni. Mi danno sui nervi le premiazioni, i trofei, lo champagne.

L'ideale di mondo che ho in testa io non ha ne' vincenti ne' perdenti, ne' ricchi ne' poveri. La ricchezza privata e' socializzata, i trasporti pubblici sono gratuiti e efficienti, la sanita' ottima, le scuole all'avanguardia, la casa e il lavoro garantiti a tutti. Si lavora tutti, 4 o 5 ore al giorno facendo cio' che serve alla comunita'. Poi si suona, si scrive, si disegna, si coltivano l'orto e il giardino, si passeggia contemplando la natura.

Per cui in questo mondo proprio non mi ritrovo.

giovedì 26 luglio 2018

E tu splendi.



"Non lasciarti tentare dai campioni dell’infelicità, della mutria cretina, della serietà ignorante. Sii allegro.

I ‘destinati a essere morti’ non hanno certo gioventù splendenti: ed ecco che essi ti insegnano a non splendere.

E tu splendi, invece".


PIER PAOLO PASOLINI
Lettere luterane.

domenica 15 luglio 2018

Prospettive Musicali del 15 luglio 2018.


Le musiche di stanotte le abbiamo tratte da:

MODERN STUDIES
Welcome strangers

SKYDIVE TRIO
Sun sparkle

ARTURO STALTERI
Low & loud

KETIL BJORNSTAD
A suite of poems

STEVE TIBBETTS
Life of.

Ascolta il programma.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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