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domenica 18 febbraio 2018

Prospettive Musicali del 18 febbraio 2018



BALMORHEA
Clear language

ROSARIO BONACCORSO
A beautiful story

MACJEI OBARA QUARTET
Unloved

STEFANO BATTAGLIA
Pelagos

PRADEEP BAROT/ RICCARDO BATTAGLIA/ FEDERICO SANESI
Tales of the Indian sarod.

Ascolta il programma.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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mercoledì 14 febbraio 2018

Domenica a Prospettive Musicali


Qualche anticipazione sui nostri ascolti di domenica a Prospettive Musicali.

Apriremo con una deliziosa formazione chamber pop che arriva da Austin e che si fa chiamare Balmorhea. I suoni sereni del loro ultimo lavoro ci aiuteranno a affrontare la notte, e magari anche l'imminente settimana, con un atteggiamento fiducioso.

Nella seconda parte di Prospettive Musicali andremo a fare la conoscenza del quartetto dell'alto saxofonista polacco Maciej Obara, erede della tradizione jazzistica di Krzysztof Komeda e Tomasz Stanko.

Ascolteremo poi il trio italo-indiano, due sarod e tabla, formato da Pradeep Barot, Riccardo Battaglia e Federico Sanesi che eseguiranno per noi un raga intenso e raccolto che ci accompagnera' nel cuore della notte.

Prospettive Musicali va in onda ogni domenica alle 22 su Radio Popolare, 107.6 in modulazione di frequenza stereofonica.

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domenica 11 febbraio 2018

Prospettive Musicali dell'11 febbraio 2017



MICHAEL MANTLER
Comment c'est

JON BALKE/ SIWAN
Nanhou houm

ANOUAR BRAHEM
Barzakh

ORCHESTRA JAZZ PARTHENOPEA DI PINO JODICE E GIULIANA SOSCIA
Megaride

GIULIANA SOSCIA & PINO JODICE 4TET MEETS TOMMY SMITH
North wind.

Ascolta il programma.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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mercoledì 7 febbraio 2018

Domenica a Prospettive Musicali


Qualche anticipazione su quello che vi proporro' domenica a Prospettive Musicali.

Apriremo la puntata con un lavoro inciso dal trombettista austriaco Michael Mantler insieme alla cantante francese Himiko Paganotti (figlia del bassista dei leggendari Magma). Con le loro musiche e le loro liriche denunciano il clima di ostilita' e avidita' che sta progressivamente avvelenando le nostre societa' e di conseguenza le nostre vite. Un ascolto impegnativo e spiazzante, ma molto coinvolgente.

Nel corso della seconda parte recupereremo un classico del suonatore tunisino di oud (il liuto della tradizione medio-orientale e nord-africana) Anouar Brahem.

Andremo poi a esplorare la collaborazione tra il quartetto della fisarmonicista Giuliana Soscia e del pianista Pino Jodice, colonne portanti del jazz napoletano, con il saxofonista scozzese Tommy Smith.

Prospettive Musicali va in onda ogni domenica alle 22 su Radio Popolare, 107.6 in modulazione di frequenza stereofonica.

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domenica 4 febbraio 2018

Lettura.



In questo periodo leggo molto. Tanti libri, piu' che riviste e giornali. Libri di carta. Ne finisco uno e ne inizio un altro. Libri che mi hanno regalato a Natale e ho messo in valigia, libri che mi sono comprato l'ultima volta che sono tornato in Italia, libri che ho comprato qui.

Leggo libri in italiano quando sono a Londra e libri in inglese quando sono a Milano, come a volere tenere insieme i due luoghi.

Mi sono convinto che leggo per trovare una dimensione altra nella quale entrare, quando quella attorno a me diventa poco sopportabile. Questo pur leggendo saggi e letteratura di finzione che parlano del mondo attorno a noi, non certo libri fantasy che non mi sono mai piaciuti.

Mi immergo completamente. Scappo per un poco dalla mia vita. E' il flusso, in fondo. Quello del mio amato Mihaly Csikszentmihalyi.

Scappare non e' mai una bella cosa. Ma a volte e' necessario.

Poi, dopo tutta quella bella solitudine silenziosa di parole lette, parlo un po' con la Gio'. E tutto magicamente torna in quella dolce armonia perfetta che le riesce sempre cosi' bene di creare dentro di me. Quella dolce armonia perfetta che e' la Gio', che e' ogni scambio tra di noi.

E trovo finalmente il coraggio di affrontare ancora una volta la realta' con un po' di slancio: un po' rinnovato, un po' piu' fiducioso.

venerdì 26 gennaio 2018

Lavorare con consapevolezza.



"Work disappoints us, not by coincidence but by necessity, for at least eight central reasons:

1. The demand for specialisation limits our potential.

2. The concentration of capital squeezes out personal initiative.

3. The extent of consumer choice forces us to commercialise our work beyond what feels tolerable.

4. The scale of industry robs us of a sense of meaning.

5. Competition generates a state of perpetual anxiety.

6. The requirement for collaboration maddens us.

7. Our high aspirations embitter us.

8. The notion that the world is meritocratic imposes a crushing burden of responsibility on us for our defeats".

ALAIN DE BOTTON, The sorrows of work.


Per vivere, molti di noi sono costretti a vendere la propria forza lavoro in cambio di un salario che permetta di comprare cio' che ci e' necessario. Dobbiamo farlo restando completamente distaccati, consapevoli che si tratta di un'alienazione di tempo fondamentalmente improduttiva. 

Dobbiamo lavorare con lentezza o almeno con tempi che scegliamo e ci siano confortevoli, senza partecipare alla competizione, senza desiderare di comandare e senza permettere di farci comandare.

Al di fuori del lavoro salariato, e' invece importante usare le proprie energie migliori in modo creativo: il tempo alienato in cambio di un salario va tenuto separato, con estrema consapevolezza, dal tempo libero, svincolato dal sistema, le cui attivita' scegliamo perche' ci fanno crescere e ci danno gioia.

A questo tempo, senza finalita' di lucro, dobbiamo dedicare tutti noi stessi perche' e' quello davvero produttivo e che da' senso alle nostre vite.

mercoledì 24 gennaio 2018

Piccoli gesti di indipendenza: prendersi tempo e riflettere prima di formarsi un'opinione, o rimanere deliberatamente indecisi.



"Distance and time provide perspective. To embrace slow thinking is to allow for shifts in opinion. When we’re not in a rush to reach a conclusion or take action, we’re free to explore ideas and change our minds, or just be deliberately undecided.

Having no fixed position, which seems unthinkable on the internet, is actually a liberating way to navigate the world".

EPHRAT LIVNI, Quartz.

lunedì 22 gennaio 2018

Biblioteche pubbliche in ogni quartiere.



"Plunging into the ocean of words, roaming in the broad fields of the mind, climbing the mountains of the imagination. Just like the kid in the Carnegie or the student in Widener, that was my freedom, that was my joy. And it still is.

That joy must not be sold. It must not be “privatised,” made into another privilege for the privileged. A public library is a public trust.

And that freedom must not be compromised. It must be available to all who need it, and that’s everyone, when they need it, and that’s always".

URSULA LE GUIN, The wave in the mind: talks and essays on the writer, the reader, and the imagination.


E che le biblioteche di quartiere siano belle e accoglienti, con una sala lettura luminosa e silenziosa come quella della Fondazione Feltrinelli. Immerse nel verde. E con spazi dove ascoltare buona musica.

E magari con cinnamon buns caldi di forno per quando ci si vuole prendere una piccola pausa dalla lettura e dallo studio.

Come starebbero finalmente bene le persone, come sarebbe bella e armoniosa la societa'.

venerdì 19 gennaio 2018

Come la musica.



"But, aside from learning the theory and practice, there is a third factor necessary to becoming a master in any art — the mastery of the art must be a matter of ultimate concern; there must be nothing else in the world more important than the art.

This holds true for music, for medicine, for carpentry — and for love. And, maybe, here lies the answer to the question of why people in our culture try so rarely to learn this art, in spite of their obvious failures: in spite of the deep-seated craving for love, almost everything else is considered to be more important than love: success, prestige, money, power — almost all our energy is used for the learning of how to achieve these aims, and almost none to learn the art of loving".

ERIC FROMM, The art of loving.

mercoledì 17 gennaio 2018

Scegli un pensiero.



"Perciò leggi sempre i migliori autori e, se talvolta vuoi passare ad altri, torna poi ai primi. Cerca ogni giorno nella lettura un aiuto per sopportare la povertà e affrontare la morte e tutte le altre sventure umane.

Dopo aver letto molto, scegli un pensiero che tu possa assimilare in quel giorno. Anch'io faccio così: del molto che leggo prendo sempre qualcosa".

LUCIO ANNEO SENECA, Lettera a Lucilio.

lunedì 15 gennaio 2018

Buona la prima.



"There is no means of testing which decision is better, because there is no basis for comparison. We live everything as it comes, without warning, like an actor going on cold. And what can life be worth if the first rehearsal for life is life itself?

That is why life is always like a sketch. No, “sketch” is not quite the word, because a sketch is an outline of something, the groundwork for a picture, whereas the sketch that is our life is a sketch for nothing, an outline with no picture".

MILAN KUNDERA, The unbearable lightness of being.

domenica 14 gennaio 2018

Fermarsi a riflettere.



"The potential of daydreaming isn’t recognised by societies obsessed with productivity. But some of our greatest insights come when we stop trying to be purposeful and instead respect the creative potential of reverie.

Window daydreaming is a strategic rebellion against the excessive demands of immediate (but ultimately insignificant) pressures – in favour of the diffuse, but very serious, hard work of discovering the unexplored deep self".

ALAIN DE BOTTON, The book of life.

sabato 13 gennaio 2018

Il primo post del 2018.



"A volte partire aiuta. A vedere da una distanza che consente ampiezza. A prendere la rincorsa. E se e' un viaggio in un posto sconosciuto, e' meglio, perche' la nostra attenzione non potra' che essere focalizzata sul qui e ora, e quando ci si arrovella su una lingua sconosciuta o su un itinerario aggrovigliato non si puo' contemporaneamente restare attaccati alle solite boe, la corrente scorre libera.

Quindi, indietreggiamo, molto, per prendere una bella rincorsa. E poi saltiamo, guardando il cielo e non i nostri piedi. Portando con noi una premessa, la simpatia per noi stessi. E una promessa, di non perderla, qualsiasi sia il risultato".

OLGA CHIAIA, Il bello di uscire dagli schemi.


Ecco un modo bello e fiducioso per affrontare il 2018.

domenica 31 dicembre 2017

Prospettive Musicali del 31 dicembre 2017

HORACIO BURGOS/ CARLOS EL TERO BUSCHINI DUO
Entreverados

DAVID VIRELLES
Gnosis

DJANGO BATES' BELOVED
The study of touch

SHABAKA AND THE ANCESTORS
Wisdom of elders.

Ascolta il programma.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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giovedì 28 dicembre 2017

Domenica a Prospettive Musicali


Con la direzione della radio, abbiamo concordato che la notte di Capodanno di Radio Popolare sara' divisa in due parti molto ben distinte.

La prima, affidata a me, sara' la colonna sonora della cena. Una cena tra ottimi amici, con i quali ci si ritrova e si discorre tranquillamente con un po' di buona musica in sottofondo. Oppure, se non ci sentiamo in animo di festeggiare, la musica che ho scelto si potra' ascoltare sul divano, sorseggiando una buona tisana, in compagnia di un libro che ci tenga compagnia. O scrivendo qualche riflessione e pensiero sul nostro taccuino. Alle 23.30, quindi un quarto d'ora prima del solito, passeremo invece la linea a un programma musicale piu' adatto ai festeggiamenti, condotto dall'amico Disma Pestalozza.

Apriremo le nostre selezioni con i suoni acustici del duo argentino formato da Horacio Burgos alla chitarra classica e Carlos El Tero Buschini al contrabbasso. Insieme esplorano i suoni tradizionali della loro terra: soprattutto il tango, ma anche il meno noto carnavalito.

Nella seconda parte del programma ascolteremo il poetico e silenzioso jazz scandinavo del trio guidato dal pianista Django Bates (britannico di origini, ma naturalizzato danese).

Buon 2018!

Prospettive Musicali va in onda ogni domenica alle 22 su Radio Popolare, 107.6 in modulazione di frequenza stereofonica.

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domenica 24 dicembre 2017

Prospettive Musicali del 24 dicembre 2017



BJORN MEYER
Provenance

ANOUAR BRAHEM
Blue maqams

ROSCOE MITCHELL
Bells for the South side

BARRY GUY/ MARILYN CRISPELL/ PAUL LYTTON
Deep memory

POWERTRIO
Di lontan.

Buon ascolto e buon Natale.

Ascolta il programma.

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mercoledì 20 dicembre 2017

Domenica a Prospettive Musicali


Qualche anticipazione, se pensate di trascorrere la sera della vigilia di Natale con la musica che ho scelto per voi.

Apriremo Prospettive Musicali con i suoni profondi e meditativi del basso a sei corde suonato dallo svedese Bjorn Meyer, che gia' conosciamo per essere stato componente dei Ronin.

La seconda parte del programma sara' dedicata quasi interamente alla libera improvvisazione. Proseguiremo l'ascolto di un concerto al Museo di Arte Contemporanea di Chicago del saxofonista dell' Art Ensemble, Roscoe Mitchell, accompagnato da componenti dell'AACM.

E ci scambieremo gli auguri ascoltando le geometrie irregolari del Powertrio, da Lisbona, che esegue musiche improvvisate e eteree all'arpa, al piano, alla chitarra classica e agli idiofoni.

Vi aspettiamo alle 22 su Radio Popolare, 107.6 in modulazione di frequenza stereofonica.

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martedì 19 dicembre 2017

Le mostre del 2017



Un magnifico dittico di Giovanni da Rimini che e' stato acquisito quest'anno dalla National Gallery e che sa tenere insieme lo stile solenne delle icone bizantine e quello naturalistico della scuola fiorentina di Giotto, e' l'opera d'arte piu' emozionante che ho visto qui a Londra in questi dodici mesi.

Tra le retrospettive, ho apprezzato particolarmente Giacometti alla Tate Modern e Basquiat al Barbican. Nulla di nuovo naturalmente, sono entrambi autori che conosciamo molto bene, ma mi e' piaciuto rivisitare i loro percorsi artistici con completezza.

Tra le mostre collettive mi e' piaciuta soprattutto Everything at once, organizzata da Vinyl Factory e Lisson Gallery, sia per la qualita' dei lavori esposti che per l'allestimento, in quello che fu un palazzo brutalista nel quale lavorai durante i miei primi mesi qui a Londra e che sta per essere demolito.

E infine ricordo con piacere un lunedi' mattina nel quale non siamo andati al lavoro e invece abbiamo fatto una bella passeggiata ai Kensington Gardens. Quando si e' messo a piovere ci siamo rifugiati al Natural History Museum e ci siamo immersi nelle belle fotografie di natura del loro concorso annuale. Ne siamo usciti con gli occhi carichi di bellezza e poesia.

GIOVANNI DA RIMINI
National Gallery

ALBERTO GIACOMETTI
Tate Modern

EVERYTHING AT ONCE
Store Studios

JEAN-MICHEL BASQUIAT
Barbican Gallery

WILDLIFE PHOTOGRAPHER OF THE YEAR
Natural History Museum.

I film del 2017



Non ho mai avuto una televisione, un videoregistratore, un lettore di DVD. Ma adoro andare al cinema. Ci vado per riflettere sulla vita, ed e' la vita reale, sono le storie quotidiane quelle che mi piace vedere sullo schermo. Per questo e' singolare che il mio film preferito del 2017 sia stato un cartone animato, dello Studio Ghibli. Una fiaba nella quale non viene pronunciata neanche una parola. Una storia d'amore sorprendente e dolcissima, con un finale davvero lacerante: era da quando vidi Into the wild che non mi commuovevo cosi' al cinema.

Tra i film visti nel 2017, ho trovato formidabili anche le avventure di un rifugiato rappresentato attraverso una lente deformante grottesca ma oltremodo tenera e empatica, un film tedesco e uno indiano che parlano di due padri che insegnano a ritornare umani ai figli assorbiti dalla carriera, e la storia di una ricca famiglia disfunzionale circondata dalla disperazione di Calais.

MICHAEL DUDOK DE WIT
The red turtle

AKI KAURISMAKI
The other side of hope

MAREN ADE
Toni Erdmann

MICHAEL HANEKE
Happy end

SHUBASHISH BHUTIANI
Hotel Salvation.

Unione



The instinct, rhythm and radiance of the human body come alive vividly when we make love. We slip down into a more ancient penumbral rhythm where the wisdom of the body claims its own grace, ease and joy. 


The act of love is rich in symbolism and ambivalence. It arises on that temporary, total threshold between solitude and intimacy, skin and soul, feeling and thought, memory and future. When it is a real expression of love, it can become an act of great beauty which brings celebration, wonder, delight, closeness and shelter. 

The old notion of the soul being hidden somewhere deep within the body serves only to intensify the loneliness of the love act as the attempt of two solitudes to bridge their distance. However, when we understand that the body is in the soul, intimacy and union seem unavoidable because the soul as the radiance of the body is already entwined with the lover.

Divine beauty: the invisible embrace.

domenica 17 dicembre 2017

I dischi del 2017: # 1 - 5



Che cosa restera' di noi su questa Terra, quando non ci saremo piu'? Io credo che rimarranno tutte le cose che abbiamo fatto con amore, cercando grazia e trascendenza. Quelle piccole (un gesto di gentilezza che qualcuno ricordera', una bella fotografia che abbiamo scattato amando profondamente il momento che abbiamo voluto fermare, un nostro scritto particolarmente ispirato), cosi' come quelle che anche a noi stessi rivelano con sorpresa l'immensita' delle nostre anime (avere amato una persona o un ideale come non pensavamo fosse possibile, trascendendo i nostri umani confini).

Come si inserisce la musica in queste osservazioni? La musica, come scrivevamo qualche giorno fa, attraversa le nostre vite regalandoci momenti di grande consolazione. Ma non rappresenta solo questo. La musica puo' essere una forza inesauribile di ispirazione, che ci rinnova e ci rende persone migliori.

Con questo spirito, negli anni della maturita' i miei ascolti hanno sempre piu' privilegiato musiche che mi aiutano a entrare in profondita' dentro me stesso.

C'e' chi sa meditare. Io, nonostante tanti goffi tentativi, non ne sono capace. La mia mente, proprio perche' la cerco di fissare su un punto o sul respiro, inizia ad andare dove vuole lei senza volerne sapere di tornare.

Cosi' da qualche anno ho sostituito la meditazione con la scrittura. Almeno in un paio di occasioni al giorno (di solito la mattina appena sveglio e la sera appena prima di dare la buona notte alla Gio'), mi metto di fronte a una pagina bianca del mio moleskine e scrivo una paginetta di pensieri. Se scrivi tutti i giorni, di cose da scrivere ne hai sempre tantissime.

Li chiamo i miei quaderni londinesi, e mi fa sempre sorridere immaginare il giorno in cui qualcuno li scoprira', quando non ci saro' piu', e magari decidera di sfogliarli e leggere qualcuno di questi miei pensieri quotidiani scritti di prima mattina o a notte fonda, prima di sbarazzarsi di quella pila di quaderni. Oppure come e' forse piu' probabile i quaderni londinesi verranno buttati via senza che nessuno li legga mai. La mia vita finita davvero in quel momento, chissa' quanto tempo dopo il mio ultimo respiro.

E mentre scrivo i quaderni londinesi ascolto musica, sempre, perche' la musica aiuta a entrare dentro la propria anima, se e' scelta bene. Naturalmente non tutta la musica. Quella da intrattenimento ha una funzione diversa, escapistica, va in una direzione opposta a quella che cerco io. Va benissimo anche quella, ci mancherebbe. Semplicemente io non ne sono attratto in questo momento. Lo sono stato in passato e magari lo saro' in un'altra fase della mia vita, ma adesso no.

Un lungo preambolo che magari qualcuno che passa di qui trovera' stucchevole, ridondante (dai, su, passiamo a questo elenco!), e forse lo e'. Ma volevo introdurre i dischi che ho ascoltato, amato, suonato alla radio quest'anno, con una nota che li tenesse tutti insieme.

Anche perche' i primi cinque provengono tutti da zone geografiche diverse: Italia, Argentina, Israele, Svizzera, India.

Stefano Battaglia ha composto un capolavoro assoluto, ispirato dal tema delle migrazioni, che non puo' lasciarci indifferenti. E' musica che e' stata concepita al monastero di Bose, e se ci siete stati capite immediatamente il senso di pace e centratrura in se stessi che si prova raccogliendosi in preghiera in quel luogo isolato dal mondo e bellissimo.

Un altro disco che ho amato particolarmente e che e' stato concepito in un luogo sacro, una chiesa affacciata sul lago d'Orta, e' l'incontro tra il chitarrista classico Horacio Burgos e il contrabbassista Carlos El Tero Buschini, entrambi musicisti di origine argentina, che rivisitano con gentilezza di tocco le musiche della loro terra, dalla malinconia del tango al ritmo leggero del carnavalito.

Ancora il tema della guerra e della migrazione ha ispirato il nuovo lavoro del trombettista israeliano Avishai Cohen, che si apre con una traccia semplicemente commovente che porta il titolo di "Will I die, miss, will I die", parole pronunciate tra le lacrime da un bambino siriano vittima di un attacco con armi chimiche.

Il pianista svizzero Colin Vallon ha pubblicato nella prima parte dell'anno un album di sue composizioni impressioniste che hanno accompagnato con grazia l'arrivo della primavera.

E infine, il suono del sarod quest'anno e' riuscito a darmi un po' di pace in momenti difficili. E dato che non sono ancora finiti (anzi), portero' con me nel prossimo anno anche i meravigliosi raga classici eseguiti da Pradeep Barot e dai suoi discepoli Riccardo Battaglia e Federico Sanesi.

Un grazie particolare alla Gio', che ha condiviso in tempo reale il mio entusiasmo per queste musiche, e a tutti gli ascoltatori di Prospettive Musicali che mi hanno accompagnato con pazienza in queste scoperte.

STEFANO BATTAGLIA
Pelagos

BURGOS BUSCHINI DUO
Entreverados

AVISHAI COHEN QUARTET
Cross my palm with silver

COLIN VALLON TRIO
Danse

PRADEEP BAROT/ RICCARDO BATTAGLIA/ FEDERICO SANESI
Tales of Indian sarod.

venerdì 15 dicembre 2017

I dischi del 2017: # 6 - 10



Un altro anno se n'e' andato ed e' ancora una volta tempo di bilanci. Parlando di musica, sono stati per me dodici mesi di scoperte. Il mio percorso di ascoltatore si e' spostato ancora un po' verso il jazz, mondo al quale mi sono avvicinato da qualche anno con una curiosita' che si e' via via trasformata in passione.

L'incontro tra musiche devozionali del mondo arabo e nordafricano e jazz caldo e avvolgente proposto da Anouar Brahem, il ritorno alle origini ambientali di Brian Eno, la chitarra acustica di Dominic Miller scandita dalle percussioni gentili di Miles Bould, la fusione tra il calore del jazz partenopeo e le atmosfere rarefatte di quello nordico che nasce dall'incontro tra il quartetto della fisarmonicista Giuliana Soscia e del pianista Pino Jodice con il saxofonista scozzese Tommy Smith, e il jazz profondo e romantico del contrabbassista siciliano Rosario Bonaccorso e del suo quartetto: sono stati questi alcuni dei dischi che ho maggiormente apprezzato nel 2017.

ANOUAR BRAHEM
Blue maqams

BRIAN ENO
Reflection

DOMINIC MILLER/ MILES BOULD
Silent light

GIULIANA SOSCIA & PINO JODICE 4TET MEETS TOMMY SMITH
North wind

ROSARIO BONACCORSO
A beautiful story.

Risveglio



I love this woman in a way I can’t describe & a feeling of belonging to each other that reaches across all the pain. It’s as though we’ve answered something in each other that was almost forgotten. I look back on that whole ten years in California & I see myself hunting desperately for something I wasn’t finding. 

I know the Work point of view is the only true one. That life is inside. That nothing outside can ever finally answer our yearning. I know that’s true but, in some way, finding Jessie has reached something inside me. A part of me feels brand new — re-awakened.

Two prospectors.

martedì 12 dicembre 2017

Taccuini, non reti sociali



Questo blog esiste da tantissimo tempo, dal 2004. E' coetaneo di tanti altri, che nel tempo hanno chiuso. Tanti taccuini sui quali non scrive piu' nessuno, alcuni cancellati per inattivita' dai server e altri che sembrano hotel cadenti e demode' di quelli che capita di vedere affacciati su certi lungomare, o seggiovie abbandonate per mancanza di neve. Fotografie ingiallite, che raccontano giorni lontani.

I blog erano quaderni sui quali si scriveva quando si aveva un po' di tempo, senza aspettarsi che qualcuno davvero perdesse il suo, di tempo, a leggere i nostri pensieri. Andava bene cosi'. Ogni tanto arrivava un qualche commento, sempre da parte delle stesse persone. A qualcuno rispondevi e si sviluppavano belle discussioni. Con qualcuno si decideva di incontrarsi. Con qualcuno diventavi amico dopo essersi letti per mesi, a volte anni.

Poi un giorno arrivo' Facebook. Sembrava uno strumento innocuo e molti ci si trasferirono, armi e bagagli. Il conto dei like, delle visualizzazioni, i commenti che fioccavano.

A me Facebook fu antipatico dall'inizio, lo sapete. Decisi che non avrei seguito la massa, ben consapevole che mi sarei trovato solo. E' un po' la storia della mia vita del resto. Mi e' successo spesso e credo continuera' a succedermi. (Poi solo non sei mai. Anzi la solitudine e' precondizione di incontri bellissimi. Ma questo e' un altro treno di pensieri come dicono qui, e magari lo prenderemo un'altra volta).

Credo che neanche questa notizia, la seconda principale sul Guardian di stamattina, cambiera' l'opinione prevalente. Ma magari a chi come me si ostina a dichiarare la propria indipendenza dal mondo, leggere che un dirigente di Facebook prova, parole sue, un tremendo senso di colpa per i danni sociali di questo social network, conferma che forse non ci siamo proprio sbagliati a chiamarcene fuori.

domenica 10 dicembre 2017

Le consolazioni della musica



Perche' ascoltiamo musica? Perche' ce ne siamo appassionati fino a lasciare che un flusso di note abbia attraversato tutte le nostre vite?

A partire da una sera lontana, l'anno doveva essere il 1973. Mio padre, che allora aveva 12 anni meno di quelli che io ho adesso, ascoltava tutte le sere Supersonic e Popoff alla radio.

"Che bella questa canzone, di chi e'?" devo aver detto passando vicino alla radio.

Il giorno dopo, quel papa' e quel bambino andarono in un negozio di dischi di una cittadina vicina. Il papa' regalo' a quel bambino la cassetta che conteneva quella canzone. Una cassetta che quel bambino conserva tutt'ora come una sacra reliquia.

Avevo otto anni, la canzone era questa.


On my morning bike ride to Battery Park, I heard music as I approached the tip of Manhattan, and then saw and joined a silent crowd who sat gazing out to sea and listening to a young man playing Bach’s Chaconne in D on his violin.

When the music ended and the crowd quietly dispersed, it was clear that the music had brought them some profound consolation, in a way that no words could ever have done.

Music, uniquely among the arts, is both completely abstract and profoundly emotional. It has no power to represent anything particular or external, but it has a unique power to express inner states or feelings. Music can pierce the heart directly; it needs no mediation. 

One does not have to know anything about Dido and Aeneas to be moved by her lament for him; anyone who has ever lost someone knows what Dido is expressing. 

And there is, finally, a deep and mysterious paradox here, for while such music makes one experience pain and grief more intensely, it brings solace and consolation at the same time*.


Ecco forse perche' ascoltiamo musica, quindi.

Perche' ci sa consolare. Di tutte le amarezze che la vita ci riserva, delle abitudini che ripetiamo automaticamente e delle quali non conosciamo i perche', dell'inferno (le altre persone, per noi introversi), delle ferite dell'anima causate dalla superficialita' e dall'incuria nostra e altrui.

(* Oliver Sachs, Musicophilia).

domenica 19 novembre 2017

Prospettive Musicali del 19 novembre 2017



ERIC DOLPHY QUINTET
Outward bound

VIJAY IYER SEXTET
Far from over

CRAIG TABORN
Daylight ghosts

GARY PEACOCK TRIO
Tangents

TIM BERNE'S SNAKEOIL
Incidentals.

Ascolta il programma.

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mercoledì 15 novembre 2017

Domenica a Prospettive Musicali



Domenica apriremo con un po' di bebop dall'esordio del quintetto di Eric Dolphy, anno 1960.

Ascolteremo poi alcune tracce dall'ultimo lavoro del pianista Craig Taborn, tra gli eredi della filosofia libera dell'AACM.

E dedicheremo una generosa porzione della seconda parte alle geometrie irregolari del saxofonista Tim Berne e del suo quintetto, gli Snakeoil.

Vi aspettiamo, domenica 19 novembre alle 22 su Radio Popolare, 107.6 in modulazione di frequenza stereofonica.

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domenica 12 novembre 2017

Prospettive Musicali del 12 novembre 2017



PHILIP COHRAN AND THE ARTISTIC HERITAGE ENSEMBLE
Singles

ROBERT WYATT
Radio experiment Rome, February 1981

TARKOVSKY QUARTET
Nuit blanche

DOMINIC MILLER/ MILES BOULD
Silent light

JAN GARBAREK
Places.

Ascolta il programma.

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lunedì 6 novembre 2017

Domenica a Prospettive Musicali


Domenica apriremo con un ricordo del trombettista e polistrumentista Philip Cohran, gia' componente della Arkestra di Sun Ra e poi fondatore dell'Artistic Heritage Ensemble, da poco scomparso.

Ci immergeremo poi nei colori autunnali e nebbiosi del Tarkovsky Quartet, con i suoi suoni rarefatti ispirati dalla cinematografia del regista sovietico Andrei Tarkovsky.

E nella seconda parte del programma ascolteremo per intero la prima facciata di uno dei dischi piu' riusciti del saxofonista norvegese Jan Garbarek che suonera' proprio domenica al Conservatorio, Places, pubblicato nel 1977.

Vi aspettiamo, domenica alle 22 su Radio Popolare.

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sabato 4 novembre 2017

Di attrazione, relazioni e opposte polarita'



Parto un po' da lontano, ma altrimenti non si capisce la casualita' di quello che e' successo. E l'importanza di raccogliere segnali da qualsiasi parte arrivino.

Da maggio di quest'anno, dopo un ricovero ospedaliero dovuto a stress-related illness causata dal lavoro precedente, ho cambiato ruolo e ora mi occupo di ricerche sul tema della diversita' e dell'inclusione sociale. In questi mesi per esempio sto sviluppando un indice che misura le discriminazioni di genere nei luoghi di lavoro e le loro cause, basato su una grossa ricerca che stiamo facendo in 32 Paesi.

Il gruppo di ricerca del quale faccio parte e' in parte qui a Londra e in parte a New York. Noi ricercatori, credo si sappia, non e' che siamo tra i componenti piu' estroversi della societa'. Se scegli questo lavoro in genere e' perche' a) sei piuttosto curioso, b) ti piace immergerti nello studio senza distrazioni e c) di quelle che chiamano office politics ti frega il giusto, nel senso che se appena puoi sottrarti a pranzi con i colleghi, compleanni e drinks dopo-lavoro lo fai molto volentieri.

Considerando quanto sopra, ci e' stato concesso di lavorare da casa tutte le volte che vogliamo, anche tutti i giorni se ci va. E infatti gli scambi tra noi avvengono via Skype che permette tranquillamente di condividere lo schermo e lavorare insieme da luoghi diversi, della citta' e del pianeta. Un'oretta cosi', e poi ognuno si ri-immerge e legge e scrive per conto suo.

Nell'ufficio dove lavoravo prima, che sta a 20 minuti a piedi da qui attraversando il Barbican, vado solo una volta ogni tanto, in genere quando devo stampare articoli e presentazioni che sono troppo lunghi da leggere a video.

Ieri dovevo stampare dei documenti che mi servivano per preparare una presentazione che dovro' fare lunedi', e cosi' a meta' mattina decido di andare in ufficio. Arrivo alla stampante e ci trovo sopra dei fogli stampati e abbandonati, il che da noi non accade mai perche' per far partire le tue stampe devi scansire la tua tessera personale, che significa che escono le stampe solo quando tu sei li' a prelevarle.

Mentre aspetto che la macchina faccia il suo dovere, prendo in mano questi fogli abbandonati e mi rendo conto che si tratta del risultato di un test di personalita'. Vedo che in calce c'e' un indirizzo web, e dato che quello che quei fogli contengono mi sembra interessante, torno alla mia scrivania e digito quell'indirizzo.

Comincio a leggere di cosa si tratta. Sembrandomi cosa piuttosto seria e scientifica e avendo letto che richiede 12 minuti, non costa nulla e non richiede registrazione di dati personali, mi metto a rispondere al questionario.

Finisco e esce il risultato. Dice che tra i 16 profili di personalita' appartengo a quello che chiamano Advocate. Dice la descrizione che si tratta di un profilo di personalita' rarissimo, che su oltre 100 milioni di persone che hanno fatto il test lo hanno riscontrato solo in meno dell'1% dei casi.

Mi appassiono alla descrizione, che effettivamente mi calza a pennello. In tutto. Allora vado a leggere la teoria. Dato che quello che ho letto fin li' mi convince e mi intriga, mando una riga di mail alla Gio', con il link. Prova a farlo se hai tempo, le scrivo. Nient'altro. Cioe' non le parlo del mio risultato.

Dopo una mezz'ora mi arriva una mail di risposta. Sono risultata cosi', e mi manda la descrizione. Advocate. Cioe', capite? Gli Advocate sono meno dell'1% della popolazione, e noi due siamo risultati entrambi, senza sapere cos'era risultato l'altro, Advocate. Su 16 profili di personalita' possibili.

Questo per dire che il fatto che gli opposti si attraggano e' secondo me un po' un mito da sfatare. O meglio, dipende cosa si intende per attrazione. Posso anche essere attratto da una persona della quale non so assolutamente nulla, anche se magari e' (o la immagino) completamente diversa da me.

Ma se l'intenzione e' quella di sviluppare una relazione profonda e che ci renda felici, che generi un incontro autentico, io credo che quanto piu' si condividono tratti di personalita' profondi, quanto piu' ci si sente affini per obiettivi, modi di essere, ideali, tanto piu' la relazione funziona naturalmente.

Un introverso e un'estroversa, uno al quale piace pianificare bene il fine settimana o un viaggio e una che ama improvvisare tutto al momento, un idealista e una realista, uno che ama conversazioni profonde e una che sta sempre sui social sono personalita' opposte. Quindi magari si attrarranno anche. Ma pensateci per un istante, come puo' funzionare una relazione di lungo periodo tra di loro, anche con tutto l'impegno del mondo?

Ieri sera la Gio' mi faceva notare una frase che fa parte del capitolo Romantic relationships:

"Advocates will take the time necessary to find someone they truly connect with – once they’ve found that someone, their relationships will reach a level of depth and sincerity that most people can only dream of".

(E in caso qualche frequentatore di questo blog di lunga data se lo domandasse: si', sono lo stesso che una decina di anni fa scriveva questo).

sabato 14 ottobre 2017

Note immaginarie



Oggi prendo in prestito una citazione di Thelonious Monk dal sito di Battiti:

"Non suonare tutto, né sempre. Lascia che alcune cose sfuggano, che parti della musica vengano solo immaginate. Quello che non suoni può avere più importanza di quello che suoni”.

La musica che mi piace ha questa caratteristica: lascia vuoti fatti di suoni solo immaginati. Il silenzio e' importante quanto le note.

giovedì 12 ottobre 2017

Vi ricordate?



Approfittando del mio ultimo ritorno a Milano, sono finalmente riuscito a incontrare Nicola, che ho conosciuto ormai molti anni fa proprio su questo blog.

Per anni ci siamo proposti di incontrarci fuori dalla rete, nella vita reale, qui a Londra o a Milano. Poi qualcosa e' ogni volta andato storto e abbiamo dovuto sempre rimandare.

Nicola mi e' sembrato di conoscerlo da sempre, una sensazione che ho provato in passato  con Laura, Alba, Luca, Tita e tanti altri lettori (reciproci, perche' rispetto alla radio dove uno trasmette e l'altro ascolta, i blog sono uno scambio alla pari).

Sui social network sono molto poco attivo: quando i blog vennero sostituiti da Facebook, Twitter e Instagram, entro' nella mia vita la Gio' e venne cosi' meno quella solitudine che e' spesso il "motore immobile" che ti fa comunicare sulla rete (solitudine per fuggire dalla qual morsa diedi vita a questo blog nel lontano 2003).

Per cui, frequentandoli poco, di social network non so parlare bene come so parlare di blog, lo metto subito in chiaro.

Tuttavia, dubito che in quell'ambiente cosi' saturo e veloce possano nascere relazioni profonde come quelle che nascevano sui blog. Se sbaglio, ditemelo e mi ricredo volentieri.

Scrivere un blog "segmenta", come diciamo noi ricercatori sociali. Richiede tempi piuttosto lunghi, fare un minimo di editing prima di pubblicare, a volte addirittura scrivendo si entra in quello che Csikszentmihalyi definisce "flusso", uno stato di concentrazione che gli estroversi in genere detestano presi come sono da velocita' e multitasking. Ma che per noi introversi e' essenziale per stare bene.

Questo per dire che da quando ho parlato con Nicola davanti a una delle minimo 2 pizze o focacce al giorno che costituiscono la mia dieta milanese, un po' mi e' venuta nostalgia di quegli anni nei quali la sera si apriva il coperchio del computer e si passava da un blog all'altro per leggere pensieri e soffermarsi su foto di chi sentivamo come noi: un po' solo e solitario, un po' sognatore, un po' acuto osservatore.

Adesso che si scorrono velocemente le foto sul telefonino scambiandosi like e' tutto diverso, almeno io ho questa impressione. Infatti di Nicola, Laura, Alba, Luca e Tita non ne ho piu' conosciuti. E un po', lo ammetto, mi spiace.

Perche' certi incontri inattesi e imprevedibili di anime affini ricordo che scaldavano il cuore.

domenica 8 ottobre 2017

Prospettive Musicali dell'8 ottobre 2017



THUNDERCAT
Drunk

YUSSEF KAMAAL
Black focus

HISS GOLDEN MESSENGER
Heart like a levee

GARETH DICKSON
Orwell court

SALTLAND
A common truth

STEPHAN MICUS
Inland sea.

La puntata si puo' riascoltare da questa pagina.


Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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