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Prospettive Musicali

domenica 15 luglio 2018

Prospettive Musicali del 15 luglio 2018


MODERN STUDIES
Welcome strangers

SKYDIVE TRIO
Sun sparkle

ARTURO STALTERI
Low & loud

KETIL BJORNSTAD
A suite of poems

STEVE TIBBETTS
Life of.

Ascolta il programma.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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mercoledì 11 luglio 2018

Domenica a Prospettive Musicali


Un paio di anticipazioni sui nostri ascolti di domenica notte.

Arturo Stalteri ha da poco pubblicato un album molto gentile e delicato, che comprende composizioni nello stile che il pianista romano definisce post-minimalismo romantico e qualche cover. Tra le quali una bella versione di Lady Jane dei Rolling Stones (grande passione del nostro collega di Radio 3) che sentiremo insieme.

Celebreremo poi il ritorno del chitarrista americano Steve Tibbetts, a otto anni dal memorabile Natural casuses. Life of, questo e' il titolo del suo nuovo lavoro, prosegue nell'esplorazione della relazione tra musica, contemplazione, spiritualita', meditazione zen.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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domenica 1 luglio 2018

Prospettive Musicali del I luglio 2018.


NORMA WINSTONE
Descansado songs for films

ELINA DUNI
Partir

JAKOB BRO
Returnings

ARILD ANDERSEN/ PAOLO VINACCIA/ TOMMY SMITH
In-house science

TONY BUCK
Unearth.

Ascolta il programma.

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mercoledì 27 giugno 2018

Domenica a Prospettive Musicali.


Qualche anticipazione su quello che ascolteremo domenica.

Elina Duni e' una cantante albanese che seguiamo ormai da anni e che ha da poco pubblicato un album inciso con il suo piano, la sua chitarra e le sue percussioni etniche. In totale solitudine.

Musiche del mondo, che si concentrano sulle tradizioni di popoli migranti. Dal repertorio italiano ha scelto di ri-interpretare il capolavoro Amara terra mia di Domenico Modugno, e lo ha fatto con l'empatia di chi ha dovuto lasciare una terra che pur amata diventa a un certo punto della vita inospitale, amara.

Jakob Bro e' un altro nome noto ai nostri ascoltatori. Arriva dalla Danimarca, suona la chitarra e si fa accompagnare da uno dei piu' brillanti contrabbassisti della sua generazione, Thomas Morgan. Morgan che abbiamo ascoltato recentemente insieme a un altro chitarrista che amiamo e al quale abbiamo dedicato un'intera puntata nel mese di maggio, Bill Frisell. Il suo ultimo album contiene note sparse che escono facilmente dalla nostra coscienza per farsi semplice atmosfera ambientale.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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martedì 19 giugno 2018

Numeri.



1 e' un bel numero. Mi riporta alle mie passeggiate pensose, a quando ascolto un disco tutto concentrato, a quando scrivo.

2 e' il numero di quando sono con la Gio', di quando leggiamo a voce alta per l'altro, dei nostri passi sui sentieri, di quando riflettiamo insieme, di quando ci ritroviamo, di quando facciamo l'amore.

3 e' il numero di quando sono un po' indeciso, e allora scrivo 3 azioni, ci penso un po' su, le soppeso e poi ne scelgo una. Oppure divido un'azione complessa in 3 piu' facili da eseguire, magari in tempi diversi cosi' non mi stanco troppo. Provate, funziona.

4 non mi dice molto: e' troppo o troppo poco, a seconda di come lo guardi.

5 e' il numero degli elenchi che mi piace scrivere e leggere. 5 dischi su un tema ti vengono in mente in un attimo, per 10 ci devi pensare e fare fatica. Le scalette di Prospettive Musicali nascono quando ho in mente 5 dischi che stanno bene insieme.

6 e i numeri piu' grandi di 6 non mi piacciono, nessuno di loro.

lunedì 11 giugno 2018

L'inganno.



Perche' e' cosi' difficile per molti appartenenti alle classi subalterne identificarsi con la propria classe sociale e agire (votare per esempio) in coerenza con i propri interessi e non con quelli delle classi dominanti?

Mi sono fatto l'idea che non esista una sola risposta, ma almeno due. 

1) Una evidente inconsapevolezza della propria condizione e una sopravvalutazione della mobilita' sociale verso l'alto. Nonostante le evidenze empiriche contrarie, sono in molti a pensare che i propri figli, cosi' speciali ai loro occhi, riscatteranno la loro condizione diventando "qualcuno": un calciatore, una modella famosa, uno scienziato, un personaggio televisivo, un alto dirigente.

2) L'invisibilita' delle classi dominanti. I ricchi mandano i propri figli alle scuole private, si curano con la sanita' privata, frequentano circoli preclusi a chi non appartiene alla propria classe sociale, viaggiano in auto dai vetri oscurati e in classi esclusive.

Se ne intercettano le tracce, quasi delle evidenze semiotiche della loro esistenza (auto di lusso, negozi del centro, ristoranti di chef celebrita'), ma non li si incontra.

Questa distanza proietta sul di loro sia un rispetto che se li frequentassimo perderebbero subito, sia un'aura di desiderabilita' che fa perdere di vista che quei modelli di vita e consumo sono destinati a rimanere per i componenti delle classi subalterne aspirazioni irraggiungibili, desideri frustrati.

Ci si dimentica, attraverso questo stato autoillusorio, della propria condizione di mediocrita' e soprattutto del proprio stato di fragilita' e bisogno. Primario interesse degli appartenenti alle classe subalterne sarebbe un welfare di eccellenza: scuole, assistenza, sussidi, ospedali, trasporti pubblici. 

Ma non lo sanno.

Al contrario, sostengono con convinzione chi promette meno tasse. E quindi meno servizi e di peggiore qualita', piu' individualismo, piu' vulnerabilita', piu' solitudine. Si fanno inconsapevoli alfieri e difensori di un liberismo che e' legge del piu' forte e che va contro il loro tornaconto. 

Media, politici, influenzatori, autorita' per distrarre deliberatamente dalla rapacita' senza limiti delle classi dominanti amplificano ad arte la distanza tra chi ha poco e chi non ha nulla. Confermano che chi sta a galla e' diverso dai migranti e da chi per un rovescio della sorte e' sceso sotto alla soglia di poverta'.

A costoro, agli ultimi, agli esclusi, viene attribuita la responsabilita' di quel progressivo scivolamento verso il basso che i ceti medio-bassi non possono non percepire, ma che non hanno gli strumenti per interpretare per quello che e': sottrazione di diritti e ridistribuzione verso l'alto.

In questo modo si preclude alle classi subalterne quella unione senza la quale non avranno mai la massa critica per rovesciare il tavolo e riprendersi cio' che e' anche loro.

 L'inganno e' riuscito alla perfezione.

venerdì 8 giugno 2018

Suoni, parole, colori, movimento, domande, idee.



Ho letto una biografia, di un'illustratrice, che mi piace tantissimo. La voglio condividere con voi.

"Ohara Hale is a self-taught artist who works with many different forms and materials. She sings, writes, draws, and performs sounds, words, colors, and movements that are questions and ideas about love, life, nature, and all the unseen, unknown, and dreamed in between. Hale lives on planet Earth with her rescue dog, Banana".

A me una descrizione cosi' apre mondi. 

Perche' e' in fondo questo il senso della vita. Immergersi in suoni, parole, colori, movimento, domande, idee.

Sull'amore, sulla natura, su cio' che e' visibile e anche su cio' che invisibile agli occhi.

Spero che queste parole vi diano ispirazione per il fine settimana, perche' e' per questo che le ho condivise.

E poi per la settimana, anzi le settimane, i mesi, gli anni, la vita.

giovedì 7 giugno 2018

Meno e' piu'? (Reprise).



"Non c'e' bisogno di rischiare vita o liberta', per essere vigliacchi", scrive Salvatore La Porta. "Spesso sono le paure piu' minuscole quelle capaci di rendere opaca un'esistenza: se fossero la conseguenza di sfide piu' evidenti, forse troveremmo il coraggio di reagire".

La psicoterapia insegna a farsi domande. Anche quelle scomode, anzi soprattutto proprio quelle che evitiamo con cura.

Non e' necessario rispondere. Non subito. Questo ci da' sollievo. Le risposte le troveremo, se le troveremo, al termine di un percorso di riflessione che ci avra' portati a esplorare luoghi sconosciuti.

L'enfasi e' proprio su questo percorso. Durante il quale comprendi cosa e' importante. E a liberarti di tutto il resto. A vivere con poco. Solo con cio' a cui ci lega un rapporto affettivo profondo.

Vale anche con le relazioni. Impari a usare il tempo, facendo spazio con consapevolezza, accogliendo l'imprevisto.

*

La psicoterapia insegna a trovare il coraggio per reagire, rendendo evidente quell'opacita' della quale La Porta parla nel suo libro. Della quale tanti non sembrano avere consapevolezza e credo non serva spiegare perche'. Tanti include anche noi, beninteso.

Questo e' quello che ho capito, e volevo condividerlo con voi.

venerdì 1 giugno 2018

Meno e' piu'?



Ho iniziato un libro che ho comprato l'ultima volta che sono tornato a Milano. Less is more, Salvatore La Porta, il Saggiatore.

La tesi e' che la nostra liberta' intellettuale e il possesso del nostro tempo dipendono da quanto sappiamo rinunciare ai beni materiali, o se preferite all'alienazione di tempo che si rende necessaria per acquistarli.

*

E' una tesi interessante. Mi domando pero' se il sistema nel quale viviamo rende la scelta praticabile. Nel momento in cui tutto e' stato privatizzato ed e' in vendita, c'e' ancora una possibilita' reale di scelta?

Se il cibo salutista costa significativamente piu' del cibo non sano, per esempio, che facciamo? Restiamo padroni del nostro tempo e ci adattiamo a comprare frutta e verdura coltivati con quantita' massicce di pesticidi? Oppure decidiamo che ha senso vendere un certo numero di ore della nostra giornata, in genere non poche, al termine della quale pero' possimo portare sulla nostra tavola cibo biologico?

Gli esempi sono moltissimi. Nelle nostre citta' vivere in zone verdi e sicure costa molto. Siamo disposti a rinunciare alla sicurezza quando torniamo a casa la sera o a tenere le finestre chiuse per non sentire i rumori della tangenziale, per riavere il nostro tempo?

Forse se abbiamo tempo possiamo coltivare le nostre verdure e andare a vivere in un paese lontano da tutto dove problemi di sicurezza e inquinamento sonoro non sussistono. Ma saremmo felici, noi che siamo abituati all'offerta culturale di una grande citta'?

*

Non ho una risposta. Per elaborare la quale sto infatti leggendo il libro. Appena giungo a qualche possibile conclusione la scrivo qui e se volete ne parliamo.

Intanto, buon fine settimana.

mercoledì 30 maggio 2018

Scrivere.



Se c'e' qualcosa che e' cambiato in questi anni e' stato per me imparare a amare la musica delle parole. Una frase costruita con cura ha sempre un bel suono.

*

"Outside the Downs had disappeared, obliterated by a swelling wall of thunderheads. The cloud was growing as I watched, banking up into headwalls and cornices and deep ice-blue gullies. It looked like the aftermath of an explosion, like the world beyond the hills had been bombed to smithereens. But that’s how we go, is it not, between nothing and nothing, along this strip of life, where the ragworts nod in the repeating breeze?

Like a little strip of pavement above an abyss, Virginia Woolf once said. And if she’s right, then the only home we’ll ever have is here. This is it, this spoiled earth. We crossed the river then and pulled away, and in the empty fields the lark still spilled its praise".

E' un frammento tratto da To the river di Olivia Laing, che stasera leggevo a voce alta a me stesso. 

*

Chi scrive bene, ti fa venire voglia di leggere i suoi libri a voce alta. Cosa che peraltro la Gio' e io facciamo spesso, alternandoci alla lettura anche in luoghi e mezzi pubblici. Le letture di Gio' alla radio le scegliamo e le proviamo di solito nel lungo tratto che facciamo sul tram 14 da Porta Genova a Via McMahon. 

Leggevo qualche tempo fa che se scrivi male perche' tutti nel tuo ambiente scrivono cosi', dovresti cambiare ambiente. Chi parla male pensa male, mi pare dicesse in un suo film Nanni Moretti. E chi scrive male mi da' sempre l'impressione che viva male, con sciattezza, senza prestare attenzione, senza la capacita' e la volonta' di analizzare le proprie emozioni. 

Prima che mi diagnosticassero i problemi di salute mentale dei quali ho sofferto nella prima parte di quest'anno, conseguenti a una situazione molto difficile al lavoro perche' per fortuna la mia vita personale e' al contrario molto serena e in equilibrio, mi svegliavo di soprassalto di notte. E allora mi alzavo e iniziavo a scrivere, per un'ora o anche un'ora e mezza che volavano. Ho scritto tantissime riflessioni, che rilette a distanza di mesi mi sembrano profonde e bellissime, come se non le avessi nemmeno scritte io.

*

La scrittura salva. La scrittura ci fa capire tante cose di noi e del mondo, se solo le dedichiamo tempo e attenzione ogni giorno.

Evitiamo il fracasso dei social media. Scriviamo per noi stessi. Pagine bianche da riempire di osservazioni e riflessioni da rileggere quando ci va. E magari, se ci sentiamo, ogni tanto annotiamo qualche pensiero anche su un blog, per chi passa di qui e senza chiedere nulla in cambio.

lunedì 28 maggio 2018

Ai miei pensieri, a com'ero ieri, e anche per me (reprise).



"Ha mai pensato di scrivere un blog?", ha chiesto giovedi' scorso nella nostra sessione settimanale l'analista danese molto ECM.

*

Ieri pomeriggio se ne scherzava via Whatsapp con Laura, ricordando quando scrivevamo proprio qui che il blog ci serviva per non andare dall'analista.

Abbiamo concluso lo scambio concordando che se tutti ci andassero, il mondo sarebbe molto migliore di com'e'. Tutti ne hanno bisogno. Specialmente chi non lo sa. Mi viene in mente (scritto con la piena consapevolezza che autocitarsi non e' un gran che elegante) quello che dicevo in conclusione del mio ultimo Prospettive Musicali. Quando affermavo che e' chi ha piu' bisogno di rompere i propri schemi di ascolto ad essere meno disposto a farlo.

*

Stamattina leggevo in un'intervista a un'analista di New York che si chiama Jamieson Webster: "But it's very difficult to tell your story, and the story you tell is always a lie".

Il fatto, l'ho capito proprio grazie all'analisi, e' che non sei consapevole di questo strato di finzione fino a quando quella storia l'hai raccontata. E' solo raccontandola che capisci, magari non subito, quali parti della tua autobiografia non hanno tanto senso nel contesto della narrazione. Sono quelle che hai ricostruito attraverso acrobazie compiute ad arte per tenerti a distanza di sicurezza dalla realta'. E sono nel contesto dell'analisi le piu' importanti di tutte.

Ci vuole un po' di tempo (molte ore nelle quali brancoli un po' nella nebbia), ma poi quando meno te l'aspetti si chiarisce tutto.

La mia analista ha lo studio vicino a una chiesa con un cortile alberato (St. Bartholomew's, non lontano dal mercato di Smithfields). Poco piu' di un mese fa sono uscito e avevo questa distinzione cosi' chiara che ho passato un'ora a scriverla sul mio Moleskine nel giardinetto alberato della chiesa. Un'epifania, un atto noetico, chiamatelo come preferite ma di quello si e' trattato. Avevo una riunione di lavoro ma l'ho cancellata, non potevo fare altrimenti.

*

La domanda dell'analista mi ha fatto capire anche un'altra cosa, dopo averci pensato un po' in questi giorni. Che un blog non e' un Moleskine, non e' un diario. E', e non puo' essere altrimenti che questo, un racconto romanzato della realta'. Una rappresentazione in bassa fedelta'. A lie, direbbe forse Jamieson Webster. O almeno una fotografia passata attraverso un effetto di Instagram. La realta', ma filtrata attraverso la lente deformante delle parole.

E' dopo essermi chiarito bene questo che ieri ho ricominciato a scrivere qui, dopo molto tempo.

domenica 27 maggio 2018

Altruismo.



Ieri sera sono stato alla Tate Modern, che come vi ho detto tante volte il sabato sera e' magnifica. Ci saranno massimo 150 persone sparse per tutti i piani. Capita spesso di avere intere sale tutte per se'. Il silenzio e' irreale, si sentono i ronzii dei neon e si e' tentati di camminare in punta di piedi.

La mostra da vedere in questo periodo qui a Londra e' quella intitolata "Shape of light", sulla fotografia astratta. Le foto degli artisti Bauhaus da sole si pagano il prezzo di ingresso. E la sala 10, quella dedicata al minimalismo, e' cosi' emozionante nelle sue geometrie semplici e naturali  e nei suoi colori minimi e uniformi che non volevo piu' uscire.

*

Ma sto divagando, come faccio sempre. Volevo parlare di un'altra cosa, e cioe' che nel negozio al secondo piano (quello che collega le due ali della galleria) da qualche tempo hanno messo un bel tavolone di fianco alle riviste, per cui se uno ha tempo ci puo' passare un'ora o due indisturbato a leggere.

Poi tanto sanno che nessuno riesce a uscire a mani vuote: una di quelle riviste bellissime la compri per forza, una volta Another Escape, un'altra Cereal, un'altra Kinfolk, ecc.

Sull'ultimo numero di Kinfolk (quello dedicato a Parigi), che e' in edicola per altro da credo un mese abbondante e che ieri sera ho finalmente comprato prima che esca il prossimo e questo diventi difficile da trovare, stamattina ho letto un bell'articolo sul sacrificio di se'.

Espressione che non mi piace. Massimo Recalcati qualche settimana fa a Torino presentando il suo ultimo libro diceva che ci sacrifichiamo per ottenere un risarcimento futuro (su questa Terra o nel Regno dei Cieli, non fa differenza). Il sacrificio e' un differimento del guadagno, diceva.

Il sacrificio si differenzia quindi dalla donazione, che si realizza nel suo atto. La donazione infatti non prevede risarcimento, non chiede nulla in cambio.

Dice l'articolo: "The key is to make altruism a lifetime habit. Selflessness helps us to identify and connect with other people, and it boosts our ability to work well with others".

*

Sto pensando che forse dovremmo lasciare perdere termini come sacrificio e donazione, e parlare di altruismo. Altruismo richiama un modo di pensare, un'abitudine piu' che un atto. E le parole sono importanti, teniamolo sempre presente. Il loro significato, le loro evocazioni, il loro suono.

Altruismo ha a che fare con connessione profonda, con empatia.

L'articolo e' a pagina 23, ma lo trovate anche qui.

domenica 13 maggio 2018

Prospettive Musicali del 13 maggio 2018.


SYLVIE COURVOISIER TRIO
D'agala

MARKUS EICHENBERGER & DANIEL STUDER
Suspended

ANDY SHEPPARD QUARTET
Romaria

KRISTJAN RANDALU
Absence

HARALD KIMMIG/ DANIEL STUDER/ ALFRED ZIMMERLIN STRING TRIO
Im hellen.

Ascolta il programma.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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mercoledì 9 maggio 2018

Domenica a Prospettive Musicali.


Come sempre, per i miei affezionati lettori un paio di anticipazioni su cosa ascolteremo domenica a Prospettive Musicali.

Apriremo la puntata con la straordinaria fantasia cromatica della pianista svizzera Sylvie Courvoisier accompagnata da una stellare sezione ritmica composta da Kenny Wollesen (batterista gia' con John Zorn, Tom Waits, Bill Frisell) e da Drew Gress (contrabbassista che ha collaborato con Tim Berne e Dave Douglas).

Ascolteremo poi un altro trio, quello del pianista estone Kristjan Randalu, formato insieme al chitarrista americano Ben Monder (che suonava la chitarra su Black star di David Bowie) e al batterista finlandese Markku Ounaskari. Con loro il suono si fara' poi ancora piu' essenziale e sospeso, come spesso succede nella seconda parte del programma.

Prospettive Musicali va in onda ogni domenica alle 22 su Radio Popolare, 107.6 in modulazione di frequenza stereofonica.

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domenica 6 maggio 2018

Prospettive Musicali del 6 maggio 2018.


JOHN LENNON
Legend

CARLA MARCOTULLI
Love is the sound of surprise

MICHAEL DESSEN TRIO
Somewhere in the upstream

MATHIAS EICK
Ravensburg

EVE RISSER
Les deux versants se regardent.

Le letture (con un grazie di cuore a Gio' e Franci per avere letto per noi) le abbiamo tratte da:

ERLING KAGGE
Il silenzio.

Ascolta il programma.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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mercoledì 2 maggio 2018

Domenica a Prospettive Musicali.


Come sempre, un paio di anticipazioni su quello che sentiremo domenica a Prospettive Musicali.

Ascolteremo un bell'omaggio al saxofonista Yusef Lateef realizzato dal trombonista californiano Michael Dessen e dal suo trio. Dessen ha realizzato una lunga suite divisa in 8 movimenti che cattura lo spirito di ricerca di Lateef, il quale amava oltrepassare i confini del jazz e avventurarsi nelle sue origini etniche.

Andremo poi a esplorare il nuovo lavoro del trombettista norvegese Mathias Eick. Il jazz sospeso e contemplativo del suo sestetto si anima in alcune tracce con un bell'equilibrismo ritmico sul quale galleggia il dialogo poetico tra la tromba di Eick e il violino di Hakon Aase.

Prospettive Musicali va in onda ogni domenica alle 22 su Radio Popolare, 107.6 in modulazione di frequenza stereofonica.

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martedì 1 maggio 2018

A chi ha lavorato.



Alla fine io credo che il Primo Maggio possa essere anche un'occasione per domandarci il senso della vita. Cosa vogliamo davvero fare, nella nostra vita e della nostra vita?

E cosa vogliamo che diventi, per noi, il lavoro? Che ruolo desideriamo che abbia? Per usare un modello che stiamo utilizzando spesso nell'analisi dell'identita' l'analista danese molto ECM e io, quali bisogni vogliamo che il nostro lavoro soddisfi all'interno della sempre utile piramide di Maslow?

Il senso, un senso, puo' stare all'interno della sfera del lavoro? Oppure i rapporti di produzione capitalisti per loro natura lo rendono di fatto impossibile, in quanto un senso umano e umanista sarebbe solo un ostacolo alla competitivita'/ produttivita' per esempio? Questo al netto delle dichiarazioni di principio degli uffici comunicazione che non vanno presi sul serio neanche per un istante.

Ecco, secondo me il Primo Maggio serve a farci queste domande.

PS: non voglio sprecare il tema perche' merita un post a parte, ma la Gio' mi diceva qualche sera fa che un'insegnante dei suoi figli ha detto che valuta piu' le domande delle risposte. O era un'altra mamma che ha chiesto che gli insegnanti valutassero le domande che vengono poste loro tanto quanto o ancora di piu' delle risposte nelle interrogazioni. Oggi me lo faccio ri-raccontare perche' me l'ha detto che era un po' tardi, e poi ve lo scrivo.

venerdì 27 aprile 2018

Dedicato a chi ha paura.



"Quando mi parla di queste decisioni" ha detto l'analista danese molto ECM "posso suggerirle che si sta ingannando da solo? Io credo che lei non abbia deciso proprio niente. E' stata la sua ansia a decidere per lei".

martedì 24 aprile 2018

A chi ha cercato la maniera e non l'ha trovata mai.



"Non e' mia intenzione criticare il suo sistema di valori" ha detto nella nostra sessione settimanale l'analista danese molto ECM.

"L'importante e' che comprenda che molti dei conflitti che fa di tutto per evitare li trasferisce dentro di se'. Se li porta dentro, ovunque vada. Anche se non ne e' consapevole. Il costo di compiacere il prossimo e' piuttosto alto, non crede?".

lunedì 16 aprile 2018

Il bivio.



"We are at a crossroads.

We can continue on the path we have been on, in this nation that privileges profit over people and land; or we can unite as citizens with a common cause — the health and wealth of the Earth that sustains us. 

If we cannot commit to this kind of fundamental shift in our relationship to people and place, then democracy becomes another myth perpetuated by those in power who care only about themselves".

The hour of land.

domenica 15 aprile 2018

Esercizi per praticanti esperti: considerare il tempo amico.



"La mia idea è che considerando il tempo amico, in una certa misura si riesce a controllarlo. 

Non bisogna lasciarsene dominare, insomma, altrimenti si finisce per assumere un atteggiamento passivo. ‘Il tempo e la marea non aspettano nessuno’, dice il proverbio, e visto che le cose stanno così, una volta ben compresa questa verità, possiamo soltanto adattarvi il nostro programma con la nostra volontà. 

Cioè non restare passivi, ma assumere un atteggiamento attivo”.

Il mestiere dello scrittore.

venerdì 13 aprile 2018

Minerali affascinanti ed enigmatici.



"Se aspirate a scrivere un romanzo, quindi, guardatevi attorno con attenzione – questa è la mia conclusione.

Il mondo ci sembra privo di valore, ma in realtà è pieno di minerali affascinanti ed enigmatici. Il romanziere è qualcuno che ha la capacità di vederli ed estrarli. Altra cosa straordinaria, è tutto gratis. 

Se siete dotati di due occhi che sanno osservare, di quei preziosi minerali potete sceglierne e prenderne quanti ne volete".

Il mestiere dello scrittore.

Ai miei pensieri, a com'ero ieri e anche per me.



Come spesso accade la mia analista, una signora danese molto ECM che con grande calma e eleganza di modi sa mettermi piuttosto a mio agio anche quando affrontiamo argomenti spinosi (cioe' sempre), ieri mi ha fatto una domanda molto aperta.

Mi ha chiesto di descriverle cosa ha causato il superamento della fase dell'eroe romantico che chi segue questo blog da molti anni magari si ricorda ancora. (Se ne ricorda bene, temo, chi l'ha subita).

Ci sono cose che accadono cosi' naturalmente che accadono e basta e fino a quando qualcuno non ti chiede di analizzarle non lo fai. Giri l'angolo e ti si apre un mondo che non sapevi potesse esistere e allora quello di prima te lo dimentichi perche' sei troppo impegnato a esplorare questo.

E invece, immaginatelo detto con tono ECM, dovremmo usare queste trasformazioni per capire che la paura di superare i nostri blocchi perche' su essi abbiamo fondato la nostra identita' e' solo una nostra costruzione mentale difensiva.

Dietro la curva c'e' sempre qualcosa, si aprono nuovi paesaggi, nuovi mondi che prima di rimuovere i nostri blocchi nemmeno riusciamo a immaginare. E' prima di tutto la paura del nulla che va rimossa.

martedì 10 aprile 2018

Perche' e' bellissimo non esserci (reprise).



"It’s hard, now, to be with someone else wholly, uninterruptedly, and it’s hard to be truly alone. 

The fine art of doing nothing in particular, also known as thinking, or musing, or introspection, or simply moments of being, was part of what happened when you walked from here to there, alone, or stared out the train window, or contemplated the road, but the new technologies have flooded those open spaces. 

Space for free thought is routinely regarded as a void and filled up with sounds and distractions".

The encyclopedia of trouble and spaciousness.

lunedì 9 aprile 2018

Non avendo compreso come imparare dall'esperienza.



"And while he aims for the greatest possible freedom from pain, the intuitive man, standing in the midst of a culture, already reaps from his intuition a harvest of continually inflowing illumination, cheer, and redemption — in addition to obtaining a defense against misfortune.

To be sure, he suffers more intensely, when he suffers; he even suffers more frequently, since he does not understand how to learn from experience and keeps falling over and over again into the same ditch. 

He is then just as irrational in sorrow as he is in happiness: he cries aloud and will not be consoled".

On truth and lies in a nonmoral sense.

sabato 7 aprile 2018

Le stelle (reprise).



"Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e accuratamente la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me.

Queste due cose io non ho bisogno di cercarle e semplicemente supporle come se fossero avvolte nell’oscurità o fossero nel trascendente fuori del mio orizzonte; io le vedo davanti a me e le connetto immediatamente con la coscienza della mia esistenza.

Il primo comincia dal luogo che io occupo nel mondo sensibile esterno ed estende la connessione in cui mi trovo nell’infinitamente grande, con mondi sopra mondi e sistemi di sistemi, nei tempi illimitati del loro movimento periodico, nel loro inizio e nella loro continuità.

La seconda comincia dalla mia invisibile identità, la personalità, e mi pone in un mondo che possiede vera infinità, ma di cui si può accorgere solo l’intelletto, e con il quale (ma grazie ad esso anche con tutti quei mondi visibili) io non mi riconosco, come là, in una connessione puramente accidentale, ma in una necessaria e universale. 

Il primo sguardo di una innumerabile quantità di mondi per così dire annienta la mia importanza, che è quella di una creatura animale, che dovrà restituire ai pianeti la materia da cui è sorta, dopo essere stata dotata per breve tempo (non si sa come) di forza vitale.

Il secondo al contrario innalza infinitamente il mio valore, che è quello di una intelligenza, grazie alla mia personalità, nella quale la legge morale mi rivela una vita indipendente dall’animalità e anche dall’intero mondo sensibile, per lo meno quanto può essere dedotta dalla destinazione finale della mia esistenza attraverso questa legge, che non è limitata alle condizioni e ai confini di questa vita, ma si estende all’infinito".

Critica della ragion pratica.

venerdì 6 aprile 2018

Le stelle.



"No one was out on the water but me. It was a moonless night, and quiet. The only sound I could hear was the soft churning of the engine of my boat. Far from the distracting lights of the mainland, the sky vibrated with stars.

Taking a chance, I turned off my running lights, and it got even darker. Then I turned off my engine. I lay down in the boat and looked up. A very dark night sky seen from the ocean is a mystical experience.

After a few minutes, my world had dissolved into that star-littered sky. The boat disappeared. My body disappeared. And I found myself falling into infinity. A feeling came over me I’d not experienced before…

I felt an overwhelming connection to the stars, as if I were part of them. And the vast expanse of time — extending from the far distant past long before I was born and then into the far distant future long after I will die — seemed compressed to a dot.

I felt connected not only to the stars but to all of nature, and to the entire cosmos. I felt a merging with something far larger than myself, a grand and eternal unity, a hint of something absolute. After a time, I sat up and started the engine again. I had no idea how long I’d been lying there looking up".

Searching for stars on an island in Maine.

domenica 1 aprile 2018

Prospettive Musicali del I aprile 2018.


ALICE COLTRANE TURIYASANGITANANDA
World spirituality classics 1: the ecstatic music of Alice Coltrane Turiyasangitananda

MANDOL' IN PROGRESS
The dark side of the mandolin

SHINYA FUKUMORI TRIO
For 2 akis

CIRCLE
Paris-concert

KEITH JARRETT/ GARY PEACOCK/ JACK DEJOHNETTE
After the fall.

Un grazie speciale alla Gio' che ci ha letto in diretta una pagina di:

DUCCIO DEMETRIO
Raccontarsi.


Ascolta il programma.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.


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mercoledì 28 marzo 2018

Domenica a Prospettive Musicali.


Come di consueto, un paio di anteprime sugli ascolti di domenica a Prospettive Musicali.

Sara' una puntata largamente dedicata alla musica dal vivo. Ascolteremo alcune tracce registrate nel febbraio 1971 negli studi della radio-televisione francese dai Circle, un supergruppo che comprendeva Chick Corea e David Holland, fuoriusciti da poco dal gruppo di Miles Davis, Anthony Braxton e Barry Altschul.

I Circle riuscivano con naturalezza a far stare insieme lirismo e dissonanze, Ornette Coleman e Bruno Maderna.

Sentiremo poi un estratto da un altro concerto in qualche modo storico. Nel 1998 Keith Jarrett si stava riprendendo dalla sindrome da affaticamento cronico dalla quale venne colpito qualche anno prima, e accetto' di suonare ancora dal vivo per la prima volta dopo un lungo periodo di inattivita'.

Sul palco dell'auditorium di Newark New Jersey, con Jarrett, ritroveremo Gary Peacock e Jack Dejohnette a suonare impeccabilmente un repertorio di jazz standard.

Prospettive Musicali va in onda ogni domenica alle 22 su Radio Popolare, 107.6 in modulazione di frequenza stereofonica.

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martedì 27 marzo 2018

Perche' e' bellissimo non esserci.



Il fatto di non essere in Facebook non ha proprio nulla a che vedere con tutti i discorsi sulla privacy dei dati personali di questi giorni.

Non sono in Facebook perche' e' bellissimo non esserci.

Non essere in Facebook consente di vivere in modo meravigliosamente imperfetto, senza dovere dimostrare nulla. Il tempo liberato dalla schiavitu' di Facebook si puo' usare per fare una passeggiata, tenere un diario per noi stessi, scattare fotografie come appunti e album di ricordi personali.

Senza aspettarsi like. Senza dover rispondere a commenti sciocchi, falsi, superficiali, irritanti.

Per condividere pensieri c'e' questo taccuino dove arriva ogni giorno una ventina di persone, sempre le stesse, probabilmente allergiche a Facebook del quale questo bloc notes desidera essere l'antitesi.

domenica 25 marzo 2018

Prospettive Musicali del 25 marzo 2018.



JOHN COLTRANE
A love supreme

DIMITRI GRECHI ESPINOZA
Recreatio

TOMASZ STANKO
December avenue

LOUIS SCLAVIS
Asian fields variations

GODSPEED YOU! BLACK EMPEROR
Plays Luciferian towers.

Ascolta il programma.

Prospettive Musicali va in onda tutte le domeniche alle 22 a Radio Popolare Milano, Radio Wave International, Radio Popolare Salento e sul webSeguiteci anche alla pagina Prospmus. Le radioregistrazioni del programma le trovate alla nostra pagina nel sito di Radio Popolare e in Itunes.

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