Post Statistiche Commenti Profitti Campagne Pagine Tema Impostazioni Elenco lettura Guida

Prospettive musicali e altri racconti

giovedì 18 maggio 2006

Un po' di musichetta che sto ascoltando in questi giorni, e che quindi se ascolterete Prospettive Musicali Domenica prossima vi tocchera'. A proposito, ho appena concordato con Alessandro un cambiamento di programma, quindi vi annuncio in anteprima mondiale che le Prospettive Musicali condotte da me raddoppiano: Domenica 21 e Domenica 28. Fine delle comunicazioni di servizio.


Everything is political, everything you do in life, the way you relate to people around you is political.
- Lesley Woods


Gli Au Pairs se li sono dimenticati tutti, e invece questi 4 ragazzi di Birmingham erano bravissimi. Adesso esce questa raccolta doppia che contiene tutto quello che hanno inciso, e anche cose che non hanno mai pubblicato prima. Ci sono i loro due album usciti nel 1981 e 1982, alcune sessioni registrate per la BBC nel corso delle quali hanno inventato sia Bikini Kill che Le Tigre quando acora Kathleen Hannah era in fasce, e un po' di 12". Tra i quali quello imperdibile di "Headache for Michelle", una cosa molto PIL con un basso dub profondo, sfregi di chitarra, echi (molto piu' bello della versione su "Playing with a different sex"). Erano grandi amici dei Gang Of Four, e hanno saputo quando fermarsi. Chissa' cosa fanno adesso, dove vivono, se suonano ancora, cosa pensano di questi dischi.




Degli Stones mi sto ricomprando le versioni giapponesi uscite quest'anno, con copertine in cartoncino identiche a quelle dei vinili originali e tutti i testi. L'altro giorno mi sono fermato a leggere e rileggere quello struggente di "No expectations":

Take me to the station

And put me on a train

I've got no expectations

To pass through here again

Once I was a rich man and

Now I am so poor

But never in my sweet short life

Have I felt like this before

You heart is like a diamond

You throw your pearls at swine

And as I watch you leaving me

You pack my peace of mind

Our love was like the water

That splashes on a stone

Our love is like our music

Its here, and then its gone

So take me to the airport

And put me on a plane

I got no expectations

To pass through here again.



The restless consumer lies

Asleep in her hotel

With such an appetite

For anything that sell.

- Neil Young

E poi il vecchio leone naturalmente. Di "Living with war" e' gia' stato scritto cosi' tutto che sembrava di conoscerlo da sempre prima che uscisse. E del resto era disponibile in rete da un mese buono.

Tutto in questo disco comunica urgenza: liriche, musica, copertina. E' un disco senza l'ombra un'idea nuova, uscito poco dopo "Prairie wind". Classico Neil Young elettrico fatto in fretta, tipo l'album che incise piu' di dieci anni fa con i Pearl Jam.

Il messaggio finisce in primo piano, e si e' detto che e' un disco anti-Bush, il che e' vero. Ma non e' solo quello: e' un disco che esprime rabbia per quello che l'America e' diventata, contrapposto ai valori tradizionali americani cantati da Neil Young (indicativo il finale con "America the beautiful"). L'impressione che ho ricavato leggendo per bene i testi e' che l'obiettivo sia, certo, il presidente, ma non solo. Anche una certa voracita' cosumista e l'attacco alle istituzioni tradizionali di patria e famiglia. E' un disco che attacca Bush, ma in fondo da una prospettiva conservatrice (leggetevi il testo di "Families").

6 Comments:

Blogger lophelia said...

Proprio stamani ho trovato "Living with war" in rete e l'ho ascoltato un paio di volte con gli auricolari mentre ero al lavoro...musicalmente mi ha fatto proprio l'effetto che dici. I testi non li ho ancora guardati. Ma a pensarci bene Neil Young ha fatto scelte di vita piuttosto convenzionali, peraltro senza rompere le scatole a nessuno, quindi tutto sommato mi sembra coerente. Comunque li leggerò per capire meglio.

giovedì, 18 maggio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Ha in effetti cambiato idea molte volte, appoggiando di volta in volta anche Nixon e Reagan. E' piu' il grido di rabbia di un elettore mi pare di capire. Che dici, torniamo ad ascoltare "Harvest" e "On the beach"? I testi, comunque, li trovi qui: http://www.freedomtoexhale.com/lww.htm.

giovedì, 18 maggio, 2006

 
Anonymous Anonimo said...

Rientrato sabato scorso, anzitempo, da un (troppo) breve e bellissimo soggiorno "nomade" in Maremma, interrotto in modo traumatico da un furto in auto (che mi ha privato di tutto, denaro , documenti, telefono, persino i miei jeans preferiti, e una ventina di CD originali tra cui, ironia della sorte, "London Calling" dei Clash) rientro e vedo che il tuo blog si è ampliato di numerosi e sempre interessanti post (splendido quello dedicato a Gelb).
Dalle tue righe, che ho fuso con la mia esperienza errante in Toscana, ho ricavato, tra le tante sensazioni, un pensiero banale ma in fondo essenziale: conoscere, confrontarsi, vedere, sentire, toccare, parlare, interiorizzare sensazioni nuove è ontologicamente essenziale a una vita degna di tal nome.
"Altro diletto che imparar non provo" scriveva il già Petrarca, e che si tratti di un dialogo, un concerto, un viaggio, una lettura, una mostra, un'esperienza sensoriale o affettiva, è solo per questo che alzarsi dal letto la mattina (anche quando si vorrebbe non farlo, perché pare la soluzione più valida) è un azione dotata di senso e finalismo.
Ti ascolterò domenica, con molta probabilità, di "musichette" dopo questi giorni stressanti post-furto ho vieppiù bisogno.
Nicola
PS. Mi hanno pure rubato il cd di Tropicalia quei bastardi (spero ascoltino solo musica italiana), pensare che "Take It Easy My Brother Charlie" mi sarebbe stata di conforto come nessun'altra ...

giovedì, 18 maggio, 2006

 
Blogger Fabio said...

Bella l'idea di un'esperienza errante in Toscana, piacerebbe anche a me tantissimo. Magari potrei chiedere suggerimenti ai lettori toscani del blog (me ne vengono in mente immediatamente 4). Peccato che il tuo viaggio si sia concluso cosi' male (e cosi' bene invece per i ladri, che adesso avranno una cultura musicale invidiabile). Il pensiero che scrivi non e' affatto banale: potrebbe diventare il sottotitolo di London Calling. E non sai quante volte, anche a me, non alzarmi la mattina sembra la soluzione piu' valida a una montagna di problemi. Ma, come dicevano i Redskins, keep on keep it on (till the fight is won)! (Non so perche' mi sono venuti in mente i Redskins in questo momento, e nemmeno se c'entrano tanto).

venerdì, 19 maggio, 2006

 
Anonymous Anonimo said...

Oh, i Redskins c'entrano sempre, Fabio, tranquillo ...
Nicola

venerdì, 19 maggio, 2006

 
Blogger Myriamba said...

Redskins, Au Pairs..mi fatte rivivere la mia gioventu'...:).

mercoledì, 24 maggio, 2006

 

Posta un commento

<< Home