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mercoledì 16 gennaio 2008

Ma libera veramente


[Clerkenwell, Gennaio 2008]

Sto gia' pensando a cosa trasmettere a Prospettive Musicali, il che sarebbe normale se passassi dalla radio Domenica prossima, un po' meno considerando che non tornero' in Italia fino a meta' Marzo.

Qualcuno ricordera' le puntate dedicate all'ascolto pressoche' integrale di Jetsun Mila, di Eliane Radigue, e For Bunita Marcus, di Morton Feldman. L'idea che ho in mente per questo 2008 e' continuare a trasmettere musiche altrettanto libere, altrettanto altre. E' un atto di fiducia nei confronti degli ascoltatori, ma soprattutto e' desiderio di condividere esplorazioni.

L'ombroso Charlemagne Palestine potrebbe essere il prossimo compositore che affronteremo insieme. Qualcosa da Strumming music del 1974, oppure qualcosa di piu' recente, magari l'ultimo suo lavoro pubblicato del quale sono a conoscenza, che e' la registrazione di un concerto tenuto al Ludwig Museum di Aachen, in Germania, pubblicata da Yesmissolga l'anno scorso.

Al di la' di tutto il folklore che circonda il personaggio (il portarsi dietro decine di pupazzi di peluche con i quali arreda e decora il pianoforte e il palco, bere continuamente cognac durante i concerti) Palestine va indubbiamente incluso tra i grandi del minimalismo, insieme a Philip Glass, Terry Riley e Steve Reich.

Ascoltare le sue esecuzioni migliori, lavori per pianoforte di circa un'ora basati su pochissime note ripetute molto velocemente in modo ferocemente percussivo fino a scordare progressivamente lo strumento ed estrarne suoni imprevedibili che cambiano in continuazione, equivale ad abbandonarsi a un mare di purissimo suono cangiante sospeso sulla linea di confine tra rumore e silenzio. O osservare una tela completamente nera e lasciare che lentamente i nostri occhi comincino a percepire forme e colori intrappolati in quell'oscurita'.

La musica di Palestine non l'ascolti. Ti circonda, ti avvolge, ci sprofondi dentro. Senti la materia dentro quel muro tutto nero.

Basterebbero, a compensare quel piccolo disagio iniziale che questi drones continuano a provocare anche dopo molti ascolti, quegli interi minuti che restano sospesi tra suono puro e altrettanto puro silenzio dopo che l'ultima nota e' stata suonata. Quell'eco che resta dentro e che e' linea d'ombra sfumata, e quiete che ritorna dopo tutta quella tempesta.

16 Comments:

Blogger Chiara said...

io impazzisco quando leggo i tuoi commenti musicali perchè riesco persino a vedere le note sullo schermo del pc.

Non sarei mai in grado di scrivere una recensione di una canzone. E mi stupisco ogni volta che qualcuno riesce ad entrarci dentro, a capirci qualcosa.

Per me la musica è un amalgama di emozioni, un pasticcio di suoni, parole, sudore, amore, vita.
Non riesco ad "analizzarla" e mi piace un sacco cercare di capire qualcosa attraverso le tue parole.

giovedì, 17 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Invece a me fai pensare: non sto forse analizzando troppo quello che e' amalgama, pasticcio, ecc. e che forse deve restare tale?

giovedì, 17 gennaio, 2008

 
Anonymous myriamba said...

grande Palestine!
Stavo proprio pensando a lui l'altro giorno..

giovedì, 17 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Giusto per rimarcare e farmi del male, quando ha suonato qui a Dicembre io non so dove avevo la testa e l'ho perso.

Come mai pensavi a lui l'altro giorno?

giovedì, 17 gennaio, 2008

 
Blogger borguez said...

felice di continuare a concomitare su ascolti medesimi.
mi chiedevo come avresti fatto a trasmettere "qualcosa" da Strumming Music senza interrompere quel flusso che descrivi poi successivamente.

come diavolo hai fatto a perdertelo?

giovedì, 17 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Molto vero Borguez. Infatti un estratto non ha alcun senso. E pero' il tempo a mia disposizione e' di 52 - 55 minuti, dopodiche' provvede il computer dello studio a tagliare e a mandare una bella scarica pubblicitaria...

Anch'io sono felice di questa concomitanza.

giovedì, 17 gennaio, 2008

 
Anonymous myriamba said...

non so..certe volte i miei pensieri sono un po' random..
A proposito a Marzo/Aprile ci ritrasferiamo a Londra! Yuppi, organizzami qualche concerto, mostra.. dai!

giovedì, 17 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Bene! Non ho sottomano la mia lista dei concerti (che e' una serie di post-it appiccicati piu' o meno in ordine cronologico al frigorifero), ma mi ricordo che il 9 Marzo suona Linton Kwesi Johnson al Barbican perche' l'ho letto stanotte su Wire (e perche' anch'io ho pensieri random).

giovedì, 17 gennaio, 2008

 
Blogger mr.crown said...

io l'ho visto qualche anno fa.

giovedì, 17 gennaio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

Concordo con Chiara: molte volte ho ascoltato musica, o visto quadri, che erano talmente fuori dal mio gusto o dalla mia concezione di musica/arte la cui qualità o rilevanza mi sarebbe sfuggita senza l'aiuto di un commento da parte di qualcuno che ne avesse colto l'aspetto (o uno degli aspetti) notevoli, facendo scoprire il senso di qualcosa di apparentemente incomprensibile. Q.

venerdì, 18 gennaio, 2008

 
Anonymous Anonimo said...

sarò un pò fuori dal coro, ma la descrizione che fai del personaggio e della sua musica NON mi fa venire voglia di accendere la radio. Concordo con Chiara, sei bravissimo a descrivere musica e arte in genere, il fatto è che quelli che battono una nota sul piano ogni cinque minuti a me non piacciono. Se poi ripetono due note per un'ora allora proprio...
Però continua a trasmettere roba "altra" che di quella solita ce n'è in giro fin troppa.
ciao
Auro

venerdì, 18 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Mr. Crown -

E? Ti ha coinvolto o ti ha irritato? (Non credo sia possibile un livello intermedio).

Qohelet -

E infatti questo e' il valore dello scambio. Il blog e' qui per questo. Uno consiglia Palestine e riceve il suggerimento di dare, anche, un ascolto al disco nuovo di Jovanotti. Questo e', francamente, fantastico.

Auro -

Prima ascoltare e poi giudicare pero', senza partire da pregiudizi (che poi infatti quello che io ho scritto e' di fatto un'interpretazione, quindi di fatto un giudizio: ma ognuno dovrebbe generare il proprio a posteriori rispetto all'esperienza). In questo senso penso a Prospettive Musicali come a un'opportunita' di ampliare lo spettro delle musiche che vengono trasmesse attraverso quel medium ancora oggi potentissimo che e' la radio. La tua ultima frase conferma che la direzione e' quella giusta, e ti ringrazio.

venerdì, 18 gennaio, 2008

 
Blogger mr.crown said...

era mia avviso la bill più interessante che si sia mai tenuta all'INSTAL presso the arches a glasgow.

come in ogni festival sei rapito dall'abbondanza più che dai singoli eventi.

per cui in realtà sono rimasto in una posizione intermedia e vorrei avere una seconda opportunità

non mi ha deluso certo, ma non ho viaggiato con lui.

venerdì, 18 gennaio, 2008

 
Blogger lophelia said...

no fabio, non stai assolutamente analizzando troppo!! una musica così senza la tua premessa non mi ci proverei nemmeno ad ascoltarla. Con la guida delle tue parole magari mi riesce e chissà, potrebbe anche piacermi.

venerdì, 18 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Mr. Crown -

Credo di capire, perche' richiede un livello di concentrazione non da festival. Quasi una preparazione a se' stante, che precede il concerto (o l'ascolto di un suo disco). Piu' di tutto: devi avere voglia (essere nell'umore giusto, ecc.).

Lophelia -

Il collegamento con la fotografia esiste, ma e' piu' legato al processo tradizionale di sviluppo (all'impressione del colore sulla carta bianca) che alla fotografia "finita". Se riesco a spiegarmi, almeno.

venerdì, 18 gennaio, 2008

 
Blogger Chiara said...

no, no! Adoro le tue analisi, continua così ;)

sabato, 19 gennaio, 2008

 

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