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venerdì 18 gennaio 2008

Stir it up

Ben dentro il 2008, io continuo a rimestare il 2007 e vengono fuori continuamente cose buonissime che mi erano sfuggite. Tutte le volte che dico che l'anno scorso e' stato un anno finalmente eccellente per la musica tutti mi guardano strano, e pero' io resto convinto di questa cosa.

Per esempio, prendete i Cave Singers. Sono piu' di vent'anni che aspetto che venga fuori un gruppo che assomigli anche solo un pochino poco poco ai Violent Femmes. Ed eccoli qua. Non dico che sono la copia del gruppo di Gordon Gano, ma quella voce paperina, quei ritmi da secchio rovesciato, quelle liriche minime i Cave Singers li fanno tornare in mente.

Loro arrivano da Seattle, e pero' non li ha presi Sub Pop, li ha presi Matador. Sono in tre e prima suonavano nei Pretty Girls Make Graves e negli Hint Hint. Il loro esordio si intitola Invitation songs ed e ti coinvolge dalla prima all'ultima nota. Suonano folk con spirito indie e riescono a stare miracolosamente a meta' strada tra l'antologia di Harry Smith e il pop moderno di Shins e Spoon.

La traccia 3 e' una cosa che ti fa saltare per aria. Una sorta di stomp veloce da battere col piede, con una chitarra che sembra un loop campionato dall'antologia del folk di Harry Smith e un crescendo quasi impercettibile eppure inesorabile. Ma detto cosi' non rende, piu' sotto la linko con video e tutto cosi' vi fate un'idea. Se state fermi ascoltandola iniziate a preoccuparvi seriamente, davvero.

Altre tracce sono decisamente piu' folk, sostanzialmente delle ballate, ma mai troppo tradizionali: un po' Iron & Wine e un po' prime cose di Devendra. E un po' ricordano pure i Nirvana acustici, tanto per non allontanarci troppo da Seattle.

A me tutto questo basta per farmi passare un altro buon fine settimana (anche se quassu' prevedono heavy rain tanto per cambiare). Cosa che auguro anche a voi (il buon fine settimana, mica la pioggia, che anzi a Milano vedo che fara' bello).

Ci sentiamo Lunedi'.

[The Cave Singers--Dancing On Our Graves]

19 Comments:

Blogger mr.crown said...

concordo sul fatto che il 2007 abbia riservato sorprese positive in campo musicale. e non. non foss'altro per la nascita dei crownicles.

andrò a cercare anche questi cave singers che un disimpegno è sempre gradito.

venerdì, 18 gennaio, 2008

 
Anonymous moya said...

Fabio, ci ho pensato su, e mi vengono solo due nomi:
Ian MacCulloch dei Bunnymen [che pero' e' forse + rude di Paul Weller, magari mi sbaglio...]
e Jean Reno

domenica, 20 gennaio, 2008

 
Anonymous moya said...

ho mispelled il cognome!

domenica, 20 gennaio, 2008

 
Blogger Maud said...

beh, dalla descrizione che ne fai direi che con questi tipi ci vado a nozze!
oggi per me è stata giornata Bob Dylan, dopo avere visto No Direction Home non riesco più a staccarmene...

domenica, 20 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Mr. Crown -

Che poi, e questa e' pure un'autocritica, spesso ci si lamenta del mondo quando siamo noi a percorrere strade sbagliate. Puo' anche essere che nel 2007 i nostri sentieri siano semplicemente stati quelli piu' consoni a noi. Io comunque ho scoperto tante cose: presenti e passate.

Moya -

Paul Weller?! Donna coraggiosa! Ian McCulloch me lo sono trovato di fianco al bar dei giornalisti/ artisti al Womad qualche anno fa, ed e' stata una bella emozione. (Adesso gli altri lettori non capiranno: il commento di Moya e' la risposta a una domanda che le ho fatto Sabato pomeriggio a proposito di chi le piacerebbe incontrare).

OT: Sabato scorso ho assistito a un evento. Philibert al British Film Institute ha dato la piu' lunga risposta della storia delle interviste di tutti i tempi. Almeno mezz'ora (inclusa la traduzione). Era una domanda sul tempo e lui di formazione e' un filosofo. Il suo ultimo documentario merita un post a parte.

Maud -

Ascoltali assolutamente: e' il tuo gruppo. Anche per me e' stato un fine settimana Dylan (anche su questo: post a parte).

lunedì, 21 gennaio, 2008

 
Anonymous the redneck journo said...

Già che siamo sull'argomento "nuove e vecche ma nuove ma vecche" roots, consiglio i Pine Hill Haints, il cui ultimo disco dell'anno scorso è notevole assai...

JC

lunedì, 21 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Quando uno pensava di avere rimestato il rimestabile. Sono stato sul loro My Space. Bravi! Il bello del rimestare e' che trovi band che sai gia' che con ogni probabilita' non vedrai tanto facilmente dal vivo (sempre che uno non voglia intraprendere un tour dei bar per camionisti dell'Alabama - io ogni tanto ci penso pure). Il rimestare porta all'underground vero.

lunedì, 21 gennaio, 2008

 
Anonymous the sill enthusiastic after all these years journo said...

Fabio, il rimestare E' l'underground. Indefesso e fiducioso che, domani o oggi, troverai sempre un grupo dei tuoi sognori. O che, per lo meno, ci si avvicina.

JC

lunedì, 21 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

E il meglio arriva quando trovi le musiche dei tuoi sogni che nemmeno sapevi di aver sognato (la prima volta che si e' sentita Joanna Newsom, Antony, ecc.).

lunedì, 21 gennaio, 2008

 
Anonymous the drowsy journo said...

Eh, per me l'Antonio è un incubo, mica un sogno. La Joanna, invece, mi piace da matti.

Ma li mondo is beautiful because of its variety, no ?

JC

martedì, 22 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Beh prima bisognerebbe stabilire se il mondo e' bello o no. Assumiamo che lo sia perche' non abbiamo possibilita' di confronto immagino.

Che filosofo stamattina eh.

Ma davvero non ti piace l'Antonio? Cioe' un po' da dark side della vita, ma mica tanto piu; di Nick Cave che ti piace tanto.

martedì, 22 gennaio, 2008

 
Anonymous the skeptical & bofonchiating journo said...

mi ricordo un pirla in stazione che aspettava uno secco e per farsi riconoscere teneva un disco di Nick Cave in mano...

sul mondo la penso un pò come Mark Linkous, ovvero come Benigni in "Daunbailò": it's a sad and beautiful world".

E no, dell'antoniA reggo giusto un brano per volta, massimo due...

apprezzo con moderazione, insomma.

JC

martedì, 22 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Eh essere ancora secco come allora. Quel momento me lo ricordo anch'io come fosse ieri.

martedì, 22 gennaio, 2008

 
Anonymous the boring journo said...

Io non sono cambiato granché, alto uguale, ho perso anche peso e sono più tonico, ho sempre un sacco di capelli ma li tengo alla Fred Erskine...

JC

martedì, 22 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Si' che poi nemmeno io sono diventato Barrett. Fred Erskine peraltro non so bene come abbia i capelli perche' credo di avere visto solo sue foto nelle quali indossa un berrettino (e dal vivo non me lo ricordo piu', sono passati tanti di quegli anni).

martedì, 22 gennaio, 2008

 
Anonymous the Tony's and Guy's journo said...

Tipo "banana" Chris Isaak, ma meno trendy...

Eh, mica male come OT, questo... :D

JC

martedì, 22 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Gia' che siamo OT, sul mio pianerottolo vive un parrucchiere (uno figo, che ha la casa piena di premi - che non so se hai mai visto i premi che vengono dati ai parrucchieri: sono delle specie di coppe che al posto della coppa hanno una testa, una roba voodoo che starebbe benissimo a casa Interior - Ivy), e la cosa strana e' che lavora pure nella via dove lavoro io. A me questa cosa che in una citta' dove ci saranno 5 milioni di vie due persone vivono nella stessa via e pure lavorano nella stessa via e' una combinazione che un po' inquieta. (Si capisce che stiamo parlando di 2 vie diverse? Cioe' viviamo entrambi in via A e lavoriamo entrambi in via B).

martedì, 22 gennaio, 2008

 
Anonymous the literary Journo said...

Paul Auster la direbbe "musica del caso"...

mercoledì, 23 gennaio, 2008

 
Blogger Fabio said...

Si' pero' sarebbe molto piu' musicale se invece di un uomo quarantenne e gay si trattasse di una donna trentenne e etero (e con altre buone qualita' ovvio). Cioe', il caso sbaglia spesso.

mercoledì, 23 gennaio, 2008

 

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