51/ Imparare a perdonare.



Sono passati due anni da quando ho iniziato a stare parecchio male e un anno e mezzo da quando ho ricevuto la diagnosi relativa alla depressione e all'ansia causata da trattamento discriminatorio al lavoro.

Da allora ho partecipato ad alcune decine di sedute di psicoterapia, letto tanti libri e articoli, parlato con tante persone che hanno attraversato momenti difficili.

E sapete la cosa piu' importante che ho imparato? E' una cosa semplice, bellissima eppure, per l'educazione che abbiamo ricevuto e per i valori che la nostra societa' promuove, all'inizio piuttosto impegnativa.

Ho imparato a perdonare. Attenzione a questo punto: non a perdonare chi merita il nostro perdono o ci ha chiesto scusa avendo capito di averci feriti. Non e' questo che chiamo perdono.

L'esercizio che all'inizio e' un po' difficile e' un altro. Perdonare chi non mostra segni di ravvedimento. Perdonare chi appare vincente e superiore. Chi ci e' passato davanti, chi ci ha derisi, chi ci ha offesi, chi ci ha mortificati, chi non ci considera, chi si e' divertito a farci stare male.

E' un enorme dono che facciamo a noi stessi. Il perdono libera energie. Alleggerisce. Ci predispone a cio' che la vita ha riservato di bello per noi e ci mette nella condizione di vivere queste esperienze con pienezza, senza portare il peso e le ombre del passato.

Il perdono e' cio' che mi ha guarito.

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